venerdì 22 dicembre 2017

Un breve saluto natalizio

Una temporanea riapertura natalizia l'avevo promessa e le circostanze mi regalano il tempo che basta per far onore alle parole che avevo speso a suo tempo. 
Sono passate diverse settimane dalla chiusura del blog e il mio primo timore è quello di aver perso la capacità di scrivere.
Ci provo lo stesso a buttare giù qualche frase sensata, confortato dalla consapevolezza che quel che importa oggi, come da tradizione, è scambiarci gli auguri di Natale e salutare l'anno che se ne va. Il resto poco conta.
Sto anche riflettendo sull'opportunità di scrivere un nuovo post all'inizio del nuovo anno, perché mi pare inopportuno che un post natalizio rimanga in cima alla pagina fino alla prossima primavera. Ma per quello ho ancora una settimana o due per decidere.
Ci eravamo lasciati all'inizio di novembre con il blog che alzava bandiera bianca, arrendendosi alle vicissitudini immobiliari del suo amministratore. 
Le cose non sono cambiate moltissimo da allora, almeno all'apparenza: la sedia su cui sono seduto a scrivere è sempre la stessa e le quattro mura che mi circondano sono identiche, solo un po' più fredde per via della stagione. Ma oltre queste pareti la realtà è già molto diversa e deve solo proseguire nel suo percorso di trasformazione da uno stato provvisorio, che per il momento è ancora piuttosto evanescente, a quello che mi auguro essere definitivo.

lunedì 6 novembre 2017

Close Down, Move On

Solo qualche settimana fa questo blog veniva insignito dell'ennesimo ambitissimo premio: nello specifico sto parlando del Blogger Recognition Award, assegnatomi quasi in contemporanea dagli amici de Il Cumbrugliume, de Il Zinefilo e di Pietro Saba World.
Sono sempre stato, come sapete, un po' titubante sull'effettiva opportunità di prolungare all'infinito, di nomination in nomination, questi simpatici giochini, attraverso i quali ci si scambiano apprezzamenti, si confermano simpatie e si saldano rapporti. Senza scendere troppo nella questione avrete ormai già capito che questa volta (che è pur sempre una delle rare volte) ho deciso di soprassedere, senza tuttavia astenermi dal ringraziare calorosamente gli amici che mi hanno nominato.
Il fatto è che questo post ha uno scopo totalmente diverso, come capirete continuando a leggere, ed è quasi una beffa che arrivi dopo tutti i grandi propositi di miglioramento che sono stati annunciati qui non più di due mesi fa. Ma la vita è come una scatola di cioccolatini, per parafrasare quel tizio di quel film famoso: non sai mai quello che ti capita.
Qualcuno di voi aveva già fiutato l'arrivo di questo post interrogandosi sui miei vaghi accenni a un imminente cambiamento. Ebbene, il fatidico giorno del cambiamento è già arrivato e oggi, 6 novembre 2017, il blog abbassa ufficialmente la saracinesca per un periodo di tempo indeterminato.

martedì 31 ottobre 2017

Orizzonti del reale (Pt.15)

Philippe de Champaigne,
Moïse avec les Dix Commandements, 1648, olio su tela
LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

La lunga parte di Orizzonti del Reale dedicata a John Marco Allegro termina qui. Quello che nelle mie intenzioni originali doveva essere poco più che un “inciso” nell’ambito di un progetto eterogeneo ha finito per occupare fin troppo spazio, ma tant’è. Resta solo da aggiungere qualcosa a proposito dell’idea-nucleo del suo saggio, un argomento a cui abbiamo già accennato ma che meriterebbe ancora pagine e pagine di discussione: quella così controversa e cruciale che riguarda le tracce dell’antico culto della fertilità degli Israeliti che, secondo lui, sarebbero contenute nella letteratura sacra, ovvero i nomi segreti del dio-fungo e tutto il rituale della morte-rinascita.
Se l'Antico Testamento ha un tono tutto sommato leggero e scanzonato, ravvisabile in giochi di parole e doppi sensi, il Nuovo Testamento ha una connotazione più profetica e, potremmo dire, più esoterica; ma nelle sue dissertazioni Allegro va molto oltre, affermando che quest’ultimo contiene invocazioni e incantesimi fra i quali va annoverato anche il “Padre Nostro”. Il verso “come in cielo, così in terra” ha in effetti una certa rassomiglianza con il motto ermetico “come in alto, così in basso”, probabile retaggio di una comune, antica sapienza, ma non mi aveva mai sfiorato l’idea non tanto che questa preghiera potesse avere un significato occulto, quanto che questo significato potesse essere diverso da quello che io supponevo.
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