“Fuori speciale” è una serie di articoli che vengono scritti di getto nel periodo di pubblicazione dello
speciale “La grande abbuffata”. Pur non essendone parte integrante, ciò che viene qui trattato
ruota intorno all’argomento principale senza spezzarne il filo logico. Si tratta, in estrema sintesi, di
piccoli approfondimenti che non hanno trovato posto nella struttura principale. “Fuori speciale”, in
uscita tutti i venerdì, non è una lettura necessaria alla comprensione degli articoli de “La grande abbuffata” (che usciranno invece il lunedì), è viceversa una lettura che può essere ignorata o
rimandata, a vostro piacimento.
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Tra le perle che la cinematografia sul vicinato ci ha regalato (“neighborhood cinema”, come direbbero gli
anglofoni) c’è un misconosciuto film coreano del 1995 intitolato “301, 302” di Cheol-su Park, che narra
l’impossibile amicizia tra una donna che ama cucinare e un'altra che odia mangiare (301 e 302 sono i
numeri dei loro rispettivi appartamenti al terzo piano di uno stabile di Seul).
Spoilerarne ampiamente il finale è il prezzo da pagare per spiegare come mai mi è stato impossibile
incasellare questo film in una parte precisa dello Speciale: se da un lato parla in lungo e in largo del
rapporto disfunzionale con il cibo, dall’altra è innegabile che si tratti di base di un film cannibalico, e
neppure di uno di quelli dove la rivelazione arriva come un colpo di scena inaspettato.

