martedì 31 ottobre 2023

Alla ricerca delle cose perdute, in compagnia di Luigi Parisi

"You only appreciate things when they're gone." (Kurt Cobain's suicide note).

Analizzando i saggi scritti da Sigmund Freud sul tema della morte, con particolare riferimento a “Lutto e melanconia” del 1915-1917, si evince che il lutto non è soltanto una reazione alla morte, ma è inteso come reazione alla perdita. Perdita della giovinezza, perdita di un amore, perdita di un’amicizia, di un affetto, perdita del senso di Patria, degli ideali, perdita di un lavoro, perdita del proprio status sociale. Perdita anche di un oggetto, quindi, un oggetto magari particolarmente prezioso legato a un passato dal quale non ci si vuole separare, un oggetto legato a una persona, anch’essa magari perduta, la cui essenza rivive in esso, unico baluardo che ci separa dall’oblio. 
Tutti noi abbiamo da qualche parte in fondo a un cassetto un oggetto del genere, una vecchia pagina di diario, magari una semplice cartolina, di cui non riusciamo e non vogliamo liberarci. Il classico “cassetto di ricordi e di indirizzi che ho perduto”, quello descritto da un celebre cantautore romano in una delle sue più belle canzoni, nel quale talvolta ci piace rituffarci per assaporare i bei tempi andati, ma soprattutto per cercare di resuscitare amicizie e amori persi ormai di vista. 

venerdì 27 ottobre 2023

Qualcosa di Halloween sta per accadere (non oggi, ma quasi)

Mancano pochi giorni ad Halloween. Anzi, si può dire che ormai, tolto il weekend che vola via in un attimo, mancano una manciata di ore. Chissà se là fuori qualcuno si starà chiedendo se, per puro caso, "The Obsidian Mirror" avrà intenzione di ribadire la sua fama di "somministratore di cose horror" in occasione della notte più spooky dell'anno? Se state leggendo questo articolo probabilmente la risposta ve la sarete già data, altrimenti non starete leggendo nulla. 
Ebbene sì, anche quest'anno il vostro amichevole Obsy di quartiere non mancherà di proporvi un bel menu, che farà a pezzi la vostra serenità costringendovi ad agghiaccianti e interminabili notti di terrore, nel corso delle quali resterete paralizzati da ogni piccolo rumore in soffitta, da ogni scricchiolio del legno, da ogni sussurro del vento fuori dalla finestra e, la cito per ultima ma è la più terribile, da ogni strana manovra del vostro gatto nella lettiera. Se poi sarete così incauti dal gustare i piatti che vi ho preparato dopo il calare delle tenebre, beh, il vostro equilibrio mentale non sarà più recuperabile. Ma tutto ciò non accadrà oggi, per cui rilassatevi che avete ancora qualche giorno di tempo. Oggi è solo il giorno in cui viene rivelato il menù di Halloween!  

lunedì 23 ottobre 2023

Enjoy the silence

L’opera di cui andremo a parlare oggi, il cui titolo strizza l’occhio ad una vecchia canzone synth pop, non è un romanzo, e forse nemmeno un racconto. Sono una cinquantina di pagine mal contate che potremmo intendere come una raccolta di appunti sparsi o forse, ancor meglio, come un piccolo tutorial, una specie di “manuale di istruzioni per principianti della vita”. Nulla di universale come ciò che fece
Georges Perec, che proprio su un manuale di istruzioni costruì la sua notorietà, ma un “manuale”, quello di Marta Dieffe, destinato prevalentemente a un target di giovanissimi, e non necessariamente femminile.
Cosa c’entro quindi io, vi starete chiedendo, che l’adolescenza l’ho vissuta in un secolo ormai terminato? Beh, diciamo che quella di tentare un articolo è una specie di sfida con me stesso. Una sfida nella quale un membro della cosiddetta Generazione X (uno tra i primi, tra l’altro, a potersi fregiare di questo, sempre più scomodo, titolo) cerca di rintracciare delle similitudini tra la sua esperienza personale e quella di chi è venuto al mondo giusto quella manciata di decenni più tardi. Avrei forse fatto prima a osservare i miei nipoti, con tutte le loro insicurezze e le loro piccole manie, ma certamente, mi sono detto, non avrei potuto aprire certe porte che, di regola, a uno zio sono giustamente precluse (non che ve ne fosse bisogno, visto che probabilmente sono le stesse porte che io stesso mi indaffaravo a tener sigillate). 

lunedì 16 ottobre 2023

The Memoirs of Dr. Carcosa Laveau

Sono più o meno dieci anni che parlo di Yellow Mythos su questo blog e mai avrei creduto di trovare qualcosa di così bizzarro. Sono stato a lungo anche piuttosto combattuto circa l’opportunità di scrivere quest’articolo, ma visto che in passato ho scritto robe anche più inutili, mi sono detto “perché no?”, e così ho fatto. Prima di entrare nel cuore della questione, è forse però opportuno un piccolo riassunto. Dopo tante parole spese sull’argomento, sappiamo tutti ormai abbastanza bene, anche se ci piace far finta che sia il contrario, che il mitologico “The King in Yellow” non è altro che un’espediente trovato da Robert W. Chambers per rendere più efficace la sua omonima antologia di racconti. Nulla di male, visto che molti altri Autori avrebbero seguito il suo esempio in un periodo successivo, millantando l’esistenza dei più svariati pseudobiblium (*). Addirittura, la pratica divenne talmente diffusa che a un certo punto uno di essi si rese conto di come fosse necessario un pubblico chiarimento (**). Noi ci divertiamo lo stesso a indagare sul “Re in giallo”, nella vana (o forse sarebbe meglio dire “incosciente”) speranza che esso sia qualcosa di più di una completa invenzione. I presupposti ci sono, o meglio, li abbiamo intravisti, così come intravediamo i sempre più deboli raggi di sole in queste prime giornate autunnali. 

lunedì 9 ottobre 2023

L’incubo dietro la porta

"E benché vi siano coloro" scriveva l'arabo pazzo "che hanno osato gettare un'occhiata oltre il Velo, accettandoLo come Guida, tuttavia sarebbero stati più prudenti a evitare ogni commercio con LUI: poiché nel Libro di Thoth sta scritto quanto è terribile il prezzo anche di un singolo sguardo.”
(Howard Phillips Lovecraft, “Through The Gates Of The Silver Key”, 1933) 

Mi accingevo a leggere questo nuovo romanzo di Fabrizio Valenza, autore conosciuto solo pochi mesi fa grazie alla lettura de “L’isola dei Morti” (e relativa intervista), e subito mi veniva da domandarmi quali altri meravigliosi spunti sarei riuscito a trarne. La speranza non è stata vana, come vedremo tra breve, anche se temo possa essermi stato complice un pizzico di follia interpretativa. Inizio subito col dire, come i lettori più assidui certamente sapranno, che provengo dalla recente visione de “La casa con la scala nel buio” di Lamberto Bava, per cui mi è stato impossibile non visualizzare il protagonista del libro di Valenza con il volto di Andrea Occhipinti, che nel film citato si aggirava tutto solo in una solitaria villa trasudante misteri, esattamente come il protagonista del romanzo di cui andremo tra breve a parlare. 

lunedì 2 ottobre 2023

Da donna a strega: piccolo intermezzo cinematografico (Pt.2)

L'INTRODUZIONE SI TROVA QUI

Rieccomi qui con l’attesa (?) seconda parte dell’intermezzo cinematografico pubblicato pochi giorni fa. Sono moltissimi anche i film che non sono proprio a tema “stregonesco”, ma che hanno comunque parecchio a che fare con gli argomenti trattati in questa mia serie di post, anche solo per come dipingono le figure femminili. Anche in questo caso ho dovuto fare una selezione e scegliere alcuni titoli a scapito di altri. Non sarà condivisibile da tutti, ma la mia scelta è questa. 
Parto da un film che da noi è poco conosciuto, forse a causa del fatto che non è mai stato doppiato in italiano: “Night tide” (Curtis Harrington, 1961). Tuttavia, questo film fantastico, il cui titolo deriva da un verso di "Annabel Lee" di Edgar Allan Poe, un poema che idealizza un amore più tenace della morte, in patria è un piccolo cult anche per la presenza di un giovanissimo Dennis Hopper nei panni di un introverso e inesperto marinaio, un ruolo molto diverso da quelli che interpreterà poi per la maggior parte della carriera. Un ruolo minore è invece affidato a quella Marjorie Cameron di cui ho parlato di straforo nei post dedicati a Kenneth Anger, cosa che ha contribuito alla nomea di film occultistico di una pellicola che però, più che dall’occulto, pesca a piene mani dal mito e dal folclore. 
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