martedì 12 gennaio 2021

La santona di Ponzano

Il grosso portone di legno cedette infine all'ennesima spallata del brigadiere. La fioca luce di quel gelido sole mattutino a fatica riusciva a far breccia nell'oscurità di quell'abitazione secolare. La voce dei due carabinieri, anch'essa, a fatica riusciva a rompere quel silenzio irreale, un silenzio che sembrava assorbire quelle pareti da un tempo incalcolabile. Il più anziano dei due conosceva bene quel tipo di situazione, avendola già sperimentata più volte in passato, ma non osò dire nulla: l'altro, sebbene arruolato nell'Arma non più di due mesi prima, lo avrebbe capito da solo. Il più anziano colse anzi l'occasione per mandare avanti il suo collega per primo, così che si facesse le ossa. Si scambiarono un paio di sguardi e giudicarono entrambi preferibile non indugiare ulteriormente. Torce alla mano, superarono rapidamente il modesto ingresso e si ritrovarono in un'ampia cucina, di quelle che solo persone di una certa età possono giudicare abitabili. Accanto a una stufa, spenta da chissà quanto tempo, un corpo semicongelato giaceva a terra, in una posizione tale che la morte sembrava non averlo nemmeno toccato. I due militari non parlarono. Il più giovane dei due si abbassò sul cadavere della donna, come a volersi assicurare meglio del suo stato; l'altro prese a curiosare in giro, partendo dalla credenza sulla quale era appoggiata una quantità impressionante di corrispondenza mai aperta.

mercoledì 6 gennaio 2021

Traditi dalla fretta #22

Apriamo gli occhi e ci ritroviamo catapultati nel 2021, l'anno, secondo l'opinione generale, del sospirato ritorno alla normalità. Mentre aspettiamo che questa presunta normalità magicamente si realizzi, continuiamo il nostro percorso sul blog provando a far finta che il mondo là fuori non sia andato in malora. 
Avrete forse notato che, per la prima volta nella sua storia, The Obsidian Mirror non ha rispettato la sua tradizionale pausa natalizia. Ciò è dovuto più al caso che a una vera intenzione: l'ultimo post dell'anno sarebbe dovuto uscire la vigilia di Natale, ma vista la gustosa occasione, giunta improvvisamente, di poter presentare il più recente corto di Luigi Parisi, ho fatto slittare la scaletta arrivando in tal modo a ridosso del Capodanno. A questo punto, mi sono detto, tanto valeva proseguire senza interruzioni. In fondo, considerata la frequenza di pubblicazione che mi sono imposto, interrompere avrebbe significato far saltare un unico post, il che non avrebbe poi fatto molta differenza. Tanto vale uscire ora con una nuova puntata di "Traditi dalla fretta", che, come ho già detto altre volte, a livello di impegno personale porta via davvero molto poco. Anche perché, detto tra noi, negli ultimi mesi del 2020 ho annotato davvero un sacco di novità da segnalare e attendere ancora sarebbe stato stupido. E poi, stanotte dovrebbe essere arrivata la Befana! Chissà mai che nella sua calza non ci sia almeno una tra le cosettine elencate qui di seguito...

mercoledì 30 dicembre 2020

The Year The World Died

Avrebbero potuto analizzare e mettere su carta, nei minimi particolari, tutto quello che s’era fatto, s’era detto e s’era pensato; ma l’intimità del cuore, il cui lavorio è in gran parte un mistero anche per chi lo possiede, restava imprendibile. (George Orwell)

Ultimo post dell'anno e piccola occasione per tirare le somme e scambiarci gli auguri. Potrei stare qua per ore ad annoiarvi sproloquiando su come questo 2020 sia stato un anno particolare, a causa di tutto ciò che sappiamo, ma la realtà è che ce lo diciamo tutti gli anni e questa volta non è poi così diverso. Nell'ultimo post del 2019, tanto per citarne uno che ho ancora bene in mente, ringraziai tutti i santi (e i demoni, per par condicio) di questo mondo per aver messo fine a un anno che fu per me disgraziato. Mai avrei potuto immaginare di finire catapultato, dodici mesi più tardi, in quel folle futuro distopico che oggi è il nostro presente. Adesso dovrei forse maledire il 2020 e salutare con rinnovata speranza all'arrivo del 2021? Non avrebbe senso, visto che ormai dovrebbe essere chiaro a tutti  (ed è inutile pigliarci per il culo) che ciò che ci stiamo lasciando alle spalle è solo il primo anno di una nuova era per l'umanità.
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