venerdì 24 marzo 2017

La vegetariana

«Ho fatto un sogno» dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie dapprima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti. È il primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l’ideale di un’estatica dissoluzione nell’indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell’ordinario quando si inceppa il principio di realtà – proprio come avviene nei sogni più pericolosi. 

Quella che avete appena letto è la sinossi di “Chaesikjuuija”, romanzo del 2007 dell’autrice coreana Han Kang pubblicato da Adelphi nel 2016 con il titolo “La vegetariana”. Non è un argomento nuovo per il blog, quello di “Chaesikjuuija”, visto e considerato che già in tempi non sospetti, quando Obsidian Mirror aveva da poco aperto i battenti, pubblicai una (acerba) recensione dell’adattamento cinematografico che ne fece il regista coreano Lim Woo Seong due anni dopo la prima edizione coreana del romanzo. Quando vidi quel film, senza nemmeno sapere che vi fosse un romanzo alle spalle, pensai che accostare il vegetarianismo alla schizofrenia fosse un passo falso, un clamoroso scivolone del regista, ma ora mi rendo conto che è proprio quel presupposto a fornire alla storia una profondità del tutto particolare.

sabato 18 marzo 2017

Orizzonti del reale (Pt.13)

Crucifixion, Antony Van Dyck, 1622, oil on canvas
LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

In precedenza abbiamo visto che molti dei nomi segreti del Fungo Sacro sono ricollegabili al sumero e vennero tramandati in molta mitologia, in gran parte a “tema gemellare”, che spesso e volentieri trova un corrispettivo nei testi biblici. Questi nomi sono riconducibili a figure come quelle di Pietro “Cefa”, Giona, Giuda Iscariota e dello stesso Gesù Cristo
Fra i personaggi mitologici che vengono correlati da Allegro con il culto della sacra pianta ci sono Ilizia, Elena, Castore e Polluce, i “Boanerges” Giacomo e Giovanni, Giacobbe ed Esaù, Caino e Abele ma anche Adone e il suo corrispettivo biblico Davide, Persefone (Proserpina, Kore), Dioniso (Bacco), Hermes, Atlante, Medea e molti altri. Solo per completezza, per il solito riferimento alla fertilità e alla resurrezione, ovvero al ciclo della morte e rinascita della natura, Allegro aveva rilevato dei legami anche tra il fungo e uccelli di biblica e mitologica memoria come, ad esempio, la colomba, il corvo, il cigno, la cicogna e la fenice. In parte questo accostamento può derivare dalla somiglianza, rilevata anche da Plinio, fra il pulcino nella pellicola dell'uovo e il fungo nella sua membrana, che a sua volta ricorda il feto umano nell'utero, e in parte dalla somiglianza fra le ali degli uccelli e le tube di Falloppio.

domenica 12 marzo 2017

Materializzazione di un mito

In merito al trasferimento del Necronomicon sul piano della realtà oggettiva – vorrei davvero aver avuto il tempo e l’immaginazione necessari a collaborare a un simile progetto - temo sia un compito piuttosto gravoso - soprattutto perché si suppone che il volume ammonti a qualcosa come un migliaio di pagine! Ho preso "citazioni" da almeno 770 pagine o giù di lì. Inoltre, nessuno sarebbe mai in grado di produrre qualcosa che sia terribile e impressionante anche solo un decimo di quanto sarebbe auspicabile. Se qualcuno dovesse provare a scrivere il Necronomicon, questo deluderebbe tutti coloro che hanno rabbrividito persino al più criptico riferimento ad esso. Tuttalpiù si potrebbe - e potrei provarci una volta o l’altra - "tradurre" singoli capitoli del tomo mostruoso dell’arabo pazzo, i capitoli meno terribili, quelli che qualunque essere umano potrebbe leggere senza timore di esporsi all'assedio delle Forme dall'Abisso di Azathoth. Una raccolta di tali estratti potrebbe in seguito essere proposta come un "Necronomicon ridotto e censurato...". 
Ci eravamo lasciati un paio di mesi fa con questo brano, estratto da una lettera che Howard Phillips Lovecraft inviò all’allora quindicenne James Blish, ricordate? In quell’occasione scrissi che si trattava della risposta con la quale lo scrittore di Providence replicava all'invito di James Blish a mettere nero su bianco il famigerato Necronomicon, sottraendolo al suo stato di eterno pseudobiblium. L'invito, come avrete letto, fu elegantemente declinato.
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