sabato 8 dicembre 2018

Da donna a strega: retaggi

The golden bough, Wenzel Hollar, XVII sec.
L'INTRODUZIONE SI TROVA QUI

Nel suo famoso saggio “Il ramo d’oro”, James Frazer fornì moltissimi esempi di riti della prosperità europei concentrati in primavera e in estate con al centro lo spirito arboreo o un suo rappresentante.
Letta oggi la sua opera risulta piuttosto ostica, marcata com’è da una “sociologia cristiana” che accomuna tutto quanto avvenuto in passato sotto la definizione di primitivo e inferiore, e inoltre le sue fonti, quando citate, sono state spesso giudicate carenti...
Eppure, per quanto mi riguarda, girando un po' per l'Europa ho notato che oggi tracce del folclore descritto da Frazer sono ancora ben evidenti; soprattutto in Inghilterra, paese in cui la vita sociale ruotava attorno a eventi legati al mondo agricolo-pastorale e alla caccia, e in cui le feste popolari e le sagre sopravvissero pressoché invariate anche dopo l'avvento del Cristianesimo.
Quelli che abbiamo visto la volta scorsa sono generici accenni a riti basati sulla concezione di spiriti incorporati negli alberi e di spiriti slegati dal loro involucro arboreo e incarnati in un uomo o donna viventi, che diventavano a tutti gli effetti uomini-dèi. Curiosamente, oltre agli Sposi di maggio (Re/Regina, Cavaliere/Dama, eccetera), esisteva anche una tradizione dello sposo o della sposa abbandonato/a: durante il rituale, che prevedeva in genere di trascinare per il paese un fantoccio di foglie e paglia per poi gettarlo nell’acqua o nel fuoco; un ragazzo o una ragazza si buttavano a terra e vi si rotolavano fingendo di addormentarsi, per poi venire risvegliati. Una metafora della vegetazione che si addormenta d’inverno e si risveglia in primavera?

domenica 2 dicembre 2018

Orizzonti del reale (Pt.18)

Timothy Francis Leary (1920–1996)
LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Nel 1960 le nuove sostanze che permettevano l’espansione della coscienza furono classificate come psicopatomimetiche, perché si riteneva che potessero trasformare degli individui normali in psicopatici, o quantomeno indurli ad agire come tali. Per gli psichiatri sostanze come la mescalina e l’LSD erano degli strumenti tramite i quali era possibile manipolare le persone, aprire un varco tra le loro difese psicologiche e portare alla luce i loro sentimenti più nascosti. 
Leary non concordava affatto con questa visione delle cose, in base alla quale il vero io dell’uomo era fondamentalmente malato e non poteva esistere alcuna visione o rivelazione mistica, e definiva la letteratura psichiatrica “un moderno Inferno freudiano […] austero di angosce e di conflitti”. Fu per questo che, nell’ambito della sua ricerca, si attenne a regole molto particolari. Regole che egli stesso aveva stabilito, ma che qualcuno in seguito giudicò non molto ortodosse.
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