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lunedì 4 novembre 2024

Traditi dalla fretta #43

E finalmente lo Speciale "La Grande Abbuffata" ce lo siamo lasciati alle spalle. Non ne potevo più e, immagino, lo stesso sarà stato anche per voi. Un'impresa così ardua non credo si ripeterà, anche perché monopolizzare in questo modo questo spazio ha chiaramente avuto delle conseguenze su tutto il resto, a partire dal fatto che su questo blog ho clamorosamente bucato la ricorrenza di Halloween, che è sempre stata l'occasione per parlare di qualche horroraccio di serie zeta (non che mi servano occasioni particolari, visto che bene o male di horror ne parlo di continuo, ma sarebbe stato bello farlo quel giorno lì).
La nota positiva è questa forzata iper-produttività mi ha permesso di tornare a un livello di pubblicazioni (inteso come numero di post usciti in un anno) che da queste parti non si vedeva da diversi anni. Ma non vi preoccupate: la tendenza al ribasso riprenderà di sicuro nel 2025. Anzi, diciamo pure che è già ripresa, visto che è subito venuto a mancare il "fuori speciale" del venerdì.
A questo punto non resta che provare a tornare alla normalità e ripartire da un nuovo episodio di "Traditi dalla fretta" mi pare la cosa più ovvia, anche perché di cose che mi sono perso in questi mesi, per colpa appunto della fretta di rispettare le scadenze dello Speciale, ce ne sono state a milioni. 

lunedì 6 marzo 2023

Traditi dalla fretta #34

Siamo già a marzo ed è tempo di una nuova puntata di "Traditi dalla fretta" , appuntamento bimestrale con le ultime novità letterarie (non solo letterarie, nell'idea che mi ero fatto all'inizio, ma nella pratica siamo finiti per parlare solo di quelle).
Il blog, come avete notato, continua per la sua strada e la soluzione di pubblicare un solo post alla settimana, il lunedì mattina, mi consente di respirare un po' di più. Tornare a frequenze più alte, come d'altra parte accadeva in un passato non troppo remoto, oggi mi sembra un'ipotesi delirante e non penso di cambiare idea, almeno fino al giorno in cui andrò in pensione, evento che, salute permettendo, mi permetterebbe di tornare a pigiare con forza sull'acceleratore. Purtroppo (o per fortuna) la pensione è ancora piuttosto lontana e, inter nos, non è nemmeno così certa, perlomeno dal punto di vista economico. Ci stavo pensando proprio nei giorni scorsi, quando ho realizzato che tra poco, esattamente a metà aprile, avrò completato il mio trentacinquesimo anno di lavoro dipendente "a libri". Un traguardo che, quando iniziai, mi sembrava irraggiungibile e che, anzi, immaginavo rappresentare la conclusione definitiva delle mie fatiche. Ovviamente le cose sono andate diversamente e i vari governi che si sono succeduti in questi 35 anni, un poco alla volta, hanno spostato il traguardo sempre più in là. Oggi la simulazione che, malauguratamente, ho fatto sul sito dell'INPS mi avverte che devo "impazzire" per altri tredici anni (qualcosa in meno se, come è probabile, deciderò di farmi andar bene l'anticipata) e ciò non mi rende affatto allegro, anche perché da qui al 2036 può succedere ancora di tutto. Meglio non pensarci, o forse è addirittura meglio fare finta che non esista un traguardo da raggiungere. Ancora meglio evitare di illudersi che una vita di contributi possano un giorno generare qualcosa di vagamente simile a un assegno mensile, perché quella è proprio fantascienza pura. 

lunedì 1 marzo 2021

Traditi dalla fretta #23

Non ero del tutto convinto di essere pronto oggi per una nuova puntata di "Traditi dalla fretta", sebbene ormai i tempi fossero maturi. Pensavo anzi alla possibilità di modificarne la formula in modo tale da rendere il tutto più efficace, ma poi, mentre mi affannavo a cercare delle soluzioni convincenti che non mi convincevano del tutto, le settimane sono passate e gli appunti raccolti per strada iniziavano a diventare di nuovo troppo numerosi. Rimanderò quindi a tempi più favorevoli i miei propositi di rivoluzione, anche perché una delle novità che andrò a presentarvi oggi, la prima in elenco per la precisione,  aveva la precedenza su qualsiasi altra questione. Non capita tutti i giorni di veder pubblicato un saggio in italiano su uno degli argomenti che hanno fatto, nel corso degli anni, la fortuna di questo blog. 
Sto parlando ovviamente degli Yellow Mythos, un percorso che sto portando avanti, tra una pausa e l'altra, navigando a vista come un dilettante. Non è certamente un dilettante Marco Maculotti, fondatore del web magazine AXIS mundi che campeggia da diversi anni nel blogroll qui a lato, e lo prova l'uscita del saggio Carcosa Svelata, nel quale il nostro si getta a capofitto nei meandri dei "miti in giallo" partendo dai simbolismi da lui scovati nella serie televisiva True Detective.

domenica 22 gennaio 2017

Histoire d'une maison maudite

Abbiamo sempre sospettato che dietro le più antiche leggende si nasconda un frammento di verità: Malpertuis cela un segreto e il suo nome evoca il male sotto forma di quello che non dovrebbe più camminare sulla terra. Nella casa dell’ignoto, all’apparenza un’antica e rispettabile dimora delle Fiandre, si intreccia la storia di un gruppo di personaggi che non sono quello che sembrano e che incarnano forze primigenie. Uno dei miti immemorabili dell’umanità sta prendendo forma e sembianze di nuovo… Non sempre facile da seguire, specialmente per un lettore distratto che potrebbe farsi sconfortare dalla particolare tecnica con la quale l'autore belga sembra volerlo confondere sin dalle prime pagine, questo breve romanzo di Jean Ray è il libro che più di ogni altro si è fatto attendere dalla mia pur sempre accogliente libreria. Erano anni che lo tenevo d'occhio, decenni addirittura. Più o meno lo osservavo, anche inconsciamente, da quando divenne irreperibile, ovvero una volta esaurita l'ultima edizione italiana risalente all’ormai remoto 1990. Il mercato dell'usato, a cui spesso attingo, non mi è mai venuto veramente incontro. Le offerte non sono mai scese a un livello accettabile e tuttora, mentre molte edicole ancora espongono l'edizione 2016 di Malpertuis a una manciata di euro, i prezzi dell'usato si mantengono elevatissimi, sforando quasi sempre la fatidica soglia dei cento euro. D'altra parte questo è un po' il comun denominatore di tutta la produzione di Jean Ray, uno degli autori storicamente più ignorati dall'editoria italiana. Se non fosse per la Hypnos, che pochi anni fa si è presa la briga di ristampare due raccolte di suoi racconti (Il gran notturno, subito esaurito, e I racconti del whisky, recentemente andato in ristampa), credo che ben pochi nel nostro paese, me compreso, potrebbero dire di conoscere davvero il suo nome. Oggi dobbiamo ringraziare invece Mondadori e la sua leggendaria collana Urania (qui nella sua declinazione horror) se le cigolanti porte della dimora nota come Malpertuis si sono riaperte al pubblico italiano.
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