Questo non è un sogno. Non è un sogno. Noi usiamo il sistema elettrico del tuo cervello come una ricevente. Non possiamo trasmettere attraverso interferenze consce. Tu ricevi questo messaggio come se fosse un sogno. Noi trasmettiamo dall'anno uno nove nove nove. Ricevi questo messaggio perché tu possa modificare gli eventi che vedrai. La nostra tecnologia è conosciuta da coloro che hanno delle trasmittenti abbastanza potenti da raggiungere il tuo stato conscio e la tua consapevolezza. Ma questo non è un sogno. Tu vedi quello che succede realmente.
Come possono coesistere due argomenti così lontani tra loro come la religione cattolica e la fisica quantistica? Come si può parlare di creazione, di avvento messianico, di apocalisse e cercare di spiegare il tutto attraverso lo studio dei fenomeni connessi con le energie atomiche e subatomiche e comunicando i risultati per mezzo di particelle superluminali? Tutto e niente, mi verrebbe da rispondere così, di primo acchito. E se poi aggiungessimo alla nostra ricetta un po’ del grandioso immaginario legato allo specchio, quell’oggetto così sinistramente radicato nel folklore e nella mitologia di tutto il mondo, ecco che otterremmo “Il signore del male”!
Prima o poi doveva pur accadere che questo blog dedicasse un po’ del suo spazio al principe delle tenebre. Ma non a un “qualsiasi” principe delle tenebre: il “Prince of Darkness” di cui si parla oggi è l’omonimo film ideato e realizzato sul finire degli anni Ottanta da quel vecchio volpone di John Carpenter. Quel “doveva pur accadere” è molto di più che una frase buttata lì a caso: sono anni che rifletto sull’opportunità di scrivere un mio articolo su “Il signore del male”. Addirittura fantasticavo di scriverne ancora prima di aprire il blog. Non l’ho mai fatto finora solo perché non volevo rischiare di scrivere qualcosa che non fosse più che perfetto, per cui ho rimandato e poi ancora rimandato. Fino a oggi.
Come possono coesistere due argomenti così lontani tra loro come la religione cattolica e la fisica quantistica? Come si può parlare di creazione, di avvento messianico, di apocalisse e cercare di spiegare il tutto attraverso lo studio dei fenomeni connessi con le energie atomiche e subatomiche e comunicando i risultati per mezzo di particelle superluminali? Tutto e niente, mi verrebbe da rispondere così, di primo acchito. E se poi aggiungessimo alla nostra ricetta un po’ del grandioso immaginario legato allo specchio, quell’oggetto così sinistramente radicato nel folklore e nella mitologia di tutto il mondo, ecco che otterremmo “Il signore del male”!
Prima o poi doveva pur accadere che questo blog dedicasse un po’ del suo spazio al principe delle tenebre. Ma non a un “qualsiasi” principe delle tenebre: il “Prince of Darkness” di cui si parla oggi è l’omonimo film ideato e realizzato sul finire degli anni Ottanta da quel vecchio volpone di John Carpenter. Quel “doveva pur accadere” è molto di più che una frase buttata lì a caso: sono anni che rifletto sull’opportunità di scrivere un mio articolo su “Il signore del male”. Addirittura fantasticavo di scriverne ancora prima di aprire il blog. Non l’ho mai fatto finora solo perché non volevo rischiare di scrivere qualcosa che non fosse più che perfetto, per cui ho rimandato e poi ancora rimandato. Fino a oggi.


