lunedì 1 ottobre 2012

Non spingete quel bottone

Eccomi di nuovo qua! Sono mancato una settimana dal blog per via di una delle mie solite e frequenti trasferte di lavoro che, questa volta, mi ha visto calpestare le strade di Monaco di Baviera. La scusa della trasferta era la partecipazione ad un meeting internazionale, uno di quei megaincontri tra gente di tutti i tipi e tutte le razze organizzati con lo scopo principale di fare del “Team Building”. Per chi non ha mai lavorato in una multinazionale vale la pena precisare che quando si parla di team building si intende un’attività che poco ha a che fare con il lavoro. Infatti i giorni scelti per questa trasferta non sono stati affatto casuali: mai sentito parlare dell’Oktoberfest? Ecco… avete capito. Una cosa importante ho imparato: la regola del litro all’ora. Dovete sapere che il trucco che usano i tedeschi per non finire la serata ubriachi sotto una macchina è quello di saper sapientemente dosare i tempi in cui ingurgitare il primo boccale da litro: esso deve essere centellinato al punto che non può terminare prima che la lancetta dei minuti abbia completato un intero giro. Così ho fatto: per il primo litro ci ho messo un’ora; per il secondo cinque minuti. Ma non è di questo che volevo parlarvi oggi, miei piccoli lettori. Sono passati solo pochi giorni da quando ho tirato le somme di un anno e mezzo di blog, raccontando fasti e nefasti dei miei primi cento post. Con l’occasione, lo ricorderete, ho voluto citare alcuni dei miei post preferiti ma, forse un po’ per scaramanzia, ho volutamente evitato di menzionarne uno molto importante che è apparso qui la scorsa primavera. 

Sto parlando de L’ascensore, un modesto tentativo di raccontare, scrivendolo, un mio sogno ricorrente. Ebbene, “L’ascensore”, nato come un post qualsiasi, con il passare del tempo si è evoluto ed è oggi divenuto addirittura parte di un’antologia di racconti dal titolo “Non spingete quel bottone”. Il giorno successivo alla pubblicazione di quel post infatti, mentre vagavo annoiato e senza meta da un blog all’altro, incappai nella notizia (non ricordo dove, chiedo venia) di un concorso letterario dedicato a “racconti sull’ascensore” che si sarebbe, guarda caso, chiuso proprio lo stesso giorno. Quale migliore occasione? Avevo solo qualche ora di tempo, mi inventati un titolo in quattro e quattr’otto (per la fretta mi venne in mente solo una boiata come “L’ascensore sopra Berlino”) ed inviai il lavoro spiegando che, è vero che erano richiesti solo inediti, ma quello che avevo scritto non era stato pensato come un racconto e che, tutto sommato, era appena andato online su un blog semisconosciuto. Il “mio ascensore” fu comunque accettato per le selezioni e, con mio grande stupore, a qualcuno piacque. L’antologia è pronta da un paio di giorni soltanto e, per chi volesse darci un’occhiata, può cliccare qui per un’anteprima di poche pagine. Il mio racconto purtroppo non è parte di quell’anteprima, per cui ho paura che dovrete credermi sulla parola. Ma vi giuro che il mio ascensore c'è!

Perché vi sto raccontando tutto questo? È per tirarmela un po’, che diamine! Noddai, sto scherzando. La verità è che sono felice come un bambino sul vasetto. So che molti dei miei lettori hanno già vissuto questa e altre più soddisfacenti esperienze ma io, piccolo blogger dilettante, non avevo mai pensato di poter scrivere un racconto né tantomeno che questo potesse finire da qualche parte oltre il mio disco fisso. E adesso vi faccio sorbire anche un po’ di “making of”! Tutto era in realtà iniziato con il mio precedente post “La musica di Erich Zann”: avevo preso a prestito il titolo di un famoso lavoro di HPL per descrivere un sogno lucido che ripeto di sovente. Non ricordo i dettagli ma, per qualche ragione, era capitata sul mio blog la dolce Melinda (che di sogni lucidi è una che ne mastica parecchio), ci eravamo scambiati alcuni commenti qua e là e alla fine decisi di riprendere il discorso scrivendo qualcosa circa il mio rapporto onirico con gli ascensori. Il resto è storia.


Questo, come avrete ormai capito, è uno di quei post dove perdo tempo a parlare di tutto e di niente. Approfitto quindi della leggerezza di questa serata per soddisfare le curiosità di Nick Parisi e di Salomon Xeno che qualche tempo fa mi hanno insignito dell’ambito Liebster Award. Spero tra l’altro che qualcuno mi spieghi cosa significa Liebster, visto che a me ricorda tanto la marca di un dado per fare il brodo. Dietro il citato Award si cela uno dei più temuti e famigerati meme della blogosfera. 
Spiego brevemente come funziona un meme nel caso un alieno atterrasse sulla terra e decidesse di studiare il genere umano partendo dal mio blog: un tizio da qualche parte si inventa una boiata e la inoltra a 11 sventurati che, non sapendo dire di no, stanno al gioco. Chi riceve il meme dovrà raccontare 11 cose di sé, possibilmente dei segreti insondabili mai svelati prima, e dovrà rispondere a 11 domande che l’untore di turno gli avrà sadicamente posto. Dopodiché il contagio dovrà raggiungere altri 11 destinatari e da qui verso un’inarrestabile pandemia che raggiungerà, in poche settimane, tutti gli abitanti del pianeta. 
Pronti? Via!

Undici cose di me
1) The Obsidian Mirror è evidentemente uno pseudonimo. Tuttavia il mio vero nome è rintracciabile solo ad un paio di click da questa pagina. Chi cerca trova. 
2) Una volta scoperto il mio vero nome sarà facile anche risalire alla mia faccia, visto che ho un nome abbastanza singolare che mi mette al riparo da rischi di omonimia.
3) Se siete riusciti a scoprire il mio nome e a vedere la mia faccia su FB, sappiate che la foto del profilo è stata scattata 20 anni fa.
4) Ammetto che qualche foto più recente in giro la si trova pure, ma non devo mica dirvi tutto, no?
5) Sebbene qualcuno fosse convinto che dietro il nick “The Obsidian Mirror” si celasse in realtà “una adolescente problematica, tutta pizzi e tulle, con una piccola tendenza all’autodistruzione”, la verità è un’altra: sono un uomo adulto, quarantacinquenne, bianco caucasico, con qualche capello bianco in testa.
6) Sono diplomato perito elettronico. Maturità 1986. Non sono mai andato all’università ma, si sa, quelli erano altri tempi. L’università era un “di più”. In altre parole ho iniziato riparando televisori e sono finito.. beh, per saperlo c’è Linkedin.
7) Per anni, tutti i venerdì sera verso mezzanotte mi infilavo al Rolling Stone. Se non sapete cos’è (ahimé, era…)  il Rolling Stone significa che a) non siete di  Milano, oppure b) siete di Milano ma siete troppo giovani.
8) Avere 45 anni ha i suoi svantaggi ma perlomeno puoi vantarti di aver visto dei concerti che i più giovani nemmeno osano immaginare.
9) Dopo Milano la città che amo di più è Genova (diciassette Saloni Nautici nelle vesti di operatore non si dimenticano facilmente).
10) Tra i miei propositi c’è quello di mantenere questo blog fino alla veneranda età di 50 anni. Dopodiché inizierò a scrivere su questo.
11) Undicesimo punto? Ma dieci non bastavano? Boh? Che altro posso dire? Ah sì, la tastiera sulla quale scrivo è nera (via, non posso mica dire solo cose interessanti, no?) .

Ed eccoci alla seconda parte del gioco. Rispondere alle domande bastarde. Partiamo da quelle di Nick il Nocturniano:

1) Ti offrono il lavoro dei tuoi sogni alle condizioni economiche che desideri, solo che in cambio dovresti trasferirti in un altro stato entro 24 ore lasciando tutto: moglie\marito e figli senza poterli vedere per mesi. Accetteresti? Solo qualche mese fa un head-hunter ha trovato il mio profilo su Linkedin e mi ha proposto un lavoro interessante e ben pagato a 150 km da qui. Non l’ho nemmeno considerato. Mai anteporre il lavoro alla famiglia. 
2) C'è una persona che ti piace molto, solo che al primo appuntamento scopri la persona in questione è altamente razzista. Come ti regoli? Non sono razzista, quindi non mi faccio problemi ad uscire con un/a razzista.
3) Un parente (diciamo il lontano cugino che si è sempre comportato come se tu non fossi nemmeno degno di guardarlo in muso) che non senti da anni si fa vivo all'improvviso e ti chiede se puoi ospitarlo per qualche settimana finché non trova un lavoro. Come reagisci? Il cuginastro si può tranquillamente trovare un albergo, che è poi quello che io farei se fossi nei suoi panni.
4) La scusa migliore che hai mai trovato per non fare una cosa. Le mie scuse sono sempre state pessime e poco fantasiose. Quando andavo alle superiori le mie scuse standard erano relative a funerali di fantomatici parenti (in cinque anni avrò seppellito qualcosa come 10 nonni e almeno 30 zii). In ufficio di solito mi appello alla “Cost Consciousness” per evitare le trasferte più allucinanti nei luoghi più remoti: giusto lo scorso anno di questi tempi ho evitato sapientemente un folle giro del mondo (Italia-USA-Corea-Italia) da farsi in 8 giorni.
5) Meglio la sincerità sempre e comunque o di tanto in tanto una bugia ci può stare? E in quali occasioni? A volte la verità fa male, quindi una bugia al momento giusto può cascare a fagiolo. 
6) L'Italia è....(continua la frase) una repubblica fondata sulla ricerca del lavoro.
7)  L'Italia non è...(come sopra, continua la frase) un paese per vecchi (sanità, pensioni... tanto vale spararsi subito).
8) Quale personaggio  famoso ti piacerebbe essere anche solo per un giorno. Una rockstar di quelle mitiche, tipo Bruce Springsteen. Mi basta anche meno di un giorno: le poche ore di un concerto sono più che sufficienti.
9) In Tv cambi canale quando vedi apparire.... Non ho la TV.
10) I Maya avevano ragione! Come passeresti gli  ultimi giorni prima dell'"evento" ? Beh, visto che ormai mancherebbero meno di 100 giorni alla fine del mondo penso che darei subito le dimissioni, mollerei tutto, salterei sul primo aereo diretto verso un’isola tropicale e sperpererei tutti i miei averi in sesso, droga e rock’n’roll (P.S.: Amore, guarda che sto scherzando eh… ).
11) I Maya avevano torto! Il 21\12\2012 non succede niente. Qual è la prima cosa che fai il giorno dopo? I Maya non possono farmi questo! Perlomeno non dopo che ho mollato lavoro e famiglia e dopo che ho sperperato tutti i miei averi nelle attività di cui sopra.

Se le domande qui sopra vi sono sembrate bastarde non avete ancora letto quelle di Xeno l'Argonauta. Eccole qui di seguito, con tanto di risposte.

1) Ritieni sia moralmente accettabile eliminare un'altra specie, diciamo le zanzare? Estinguerei senza remore diverse specie di insetti. Tra queste zanzare, ragni, scarafaggi, mosche e politici. (qualcuno potrebbe obiettare che non tutte le specie appena citate possono tecnicamente definirsi insetti... avete ragione. I ragni sono aracnidi!).
2) Pensi che la lingua italiana sia sessista? Se sì, pensi che esistano lingue che non discriminino? Qualunque cosa è sessista se vista con occhi sessisti. Non sono le cose che ci circondano ad essere malate: siamo noi!
3) Affidereste una decisione importante a dadi/monete/generatori vari di numeri pseudocasuali? Assolutamente no. Ogni singolo passo della mia vita è sempre stato accuratamente ponderato. Magari in taluni casi avrò pure sbagliato, ma il bello è che sono io e solo io il controllore della mia vita.
4) Prendete posizione: Edison o Tesla? Passo per pigrizia. Non ho voglia di andarmi a leggere si wikipedia tutta la storia della loro rivalità. Sorry.
5) Compagnia delle Indie Orientali o CdI Occidentali? Passo per manifesta ignoranza sul tema. La Compagnia delle Indie per me è essenzialmente un bagnoschiuma.
6) Cosa pensi di chi guida a sinistra? E di chi utilizza apparecchi a 60 Hz? Chi guida a sinistra costringe le case automobilistiche a realizzare un certo numero dei loro prodotti “al contrario” (automobili col volante a destra, autobus con le uscite a sinistra) e ciò è evidentemente uno spreco di tempo e di risorse. D’altra parte noleggiare un’automobile a Londra è molto divertente. La frequenza a 60Hz non influisce sul funzionamento dei nostri apparecchi a 50Hz. Semmai bisognerebbe parlare della tensione a 110V anziché a 220V. È comunque un problema che mi tocca relativamente da quando ho acquistato un adattatore multiplo con prese e spine UK/US/EU europee. Molto più fastidio mi danno le tastiere AZERTY dei francesi. Avete mai provato ad usarne una? È un incubo!
7) Cosa ne pensi del proibizionismo? Beh, questa è facile. Il proibizionismo è la più grande boiata che l’uomo si sia mai inventato. 
8) Sei prevenuto sulla cucina di altri continenti? Nella vita ho mangiato davvero di tutto, tranne le bestie citate nella risposta 1 (che però sembra riscuotano grande successo in alcuni paesi). Quando sono all’estero mi getto di istinto sulla cucina locale, perché credo che un paese vada visitato nella sua interezza, abitudini culinarie comprese. In Italia solo cucina italiana.
9) Credi nel soprannaturale? Mi piace l’idea del soprannaturale. Non saprei dire se ci credo o no. Forse dovrei dire di no ma poi sarebbe come svuotare di significato il blog stesso che, spesso e volentieri, ha trattato di casi che col soprannaturale hanno molto a che fare. Quindi dico di sì, ma anche no. Ma più sì che no.
10) Pensi che il lavoro sia importante per la tua vita, anche se potessi tranquillamente vivere da mantenuto? Il lavoro è importante. Tenersi occupati tiene in salute e aiuta a vivere meglio. Detto questo, se potessi vivere di rendita per il resto della mia vita, mi sceglierei un’attività che mi dia soddisfazioni. Credo che finirei per aprire una libreria esoterica. A quel punto potrebbe essere anche un’attività in perdita, ma se posso permettermelo perché no? Anzi, credo che la terrei aperta solo di tanto in tanto. Non ci sarà mica bisogno di continuare ad alzarsi tutti i giorni alle sei di mattina, no?
11) Temi tu la mort... ehm... i grandi sconvolgimenti della vita? Tantissimo. Non dico che ci penso tutti i giorni, ma quando capita mi sale l’angoscia. Non posso accettare che, di quello che sono io adesso, non rimarrà che qualche ossicino sporco di terra e annerito dal tempo. La vita dopo la morte? Vedi risposta alla domanda 9.

E con questo ho finito. Ci sarebbe la terza parte del gioco, che prevede che io debba contribuire alla diffusione dell’Anticristo Liebster… qualcuno starà già tremando e, sono certo, sarà corso subito in fondo al post a verificare la presenza di eventuali citazioni. Niente citazioni, questa è la buona notizia. Il virus è stato debellato. 

6 commenti:

  1. "Ogni singolo passo della mia vita è sempre stato accuratamente ponderato" deve essere per questo che sogni gli ascensori...scusa, non ho resistito a legare le due costanti della tua vita! Congratulazioni per la pubblicazione nell'antologia, quindi adesso sei uno "pubblicato"?! :)

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  2. Wow, che bella cosa!!! Mi fa piacere che "l'ascensore sia andato avanti".
    Complimentoni e fai benissimo a goderti questo momento!
    Interessante anche leggere le tue risposte, così ti conosciamo un po' meglio :)

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  3. Complimenti per l'antologia! Sono proprio contenta per te. Una bella iniezione di autostima letteraria, no? Bravo!

    Per quanto riguarda i meme è stato interessante leggere le tue risposte e soprattutto vedere il virus debellato!

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  4. Innanzitutto, complimenti per l'inserimento in antologia!
    Rolling Stone... ci sono andato due o tre volte. Una volta a sentire Pino Scotto, sotto Pasqua, con parecchi ospiti più Big di lui, costretto a cedere il passo a un dj set di rock commerciale. Probabilmente io sono della generazione in cui si dicevano cose del tipo "Con la nuova gestione fa schifo!" più o meno ogni anno. Poi non so quante volte ha cambiato, ma come ti dicevo, ci sono andato poco
    Il tuo nome l'ho trovato in due secondi, ma sapevo dove cercare! ^^
    Ti ho già fatto i complimenti per il racconto?

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  5. Complimenti per la pubblicazione :)

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  6. @ALL
    Grazie, grazie a tutti. Quello che ho fatto in realtà non è molto. Ho solo sfruttato al volo un'occasione che mi si è presentata. E' stato un caso inaspettato quello di scoprire dell'esistenza di quel concorso. Mi stupisce che possa essere piaciuto. A me sembra che il testo avrebbe avuto bisogno di una bel lavoro di editing. Rileggendolo oggi ci sono diverse cose che non scriverei allo stesso modo. L'aver utilizzato per esempio la parola "infilo" due volte di seguito (nella parte conclusiva del testo) potrà essere sembrato un vezzo, un tecnicismo, ma la verità è che si è trattato di un fatto assolutamente involontario. Forse avrei dovuto almeno rileggere il tutto prima di cliccare "invio". Comunque sono contento: ho un'invidiabile media del 100% nel mio rapporto tentativi/successi. Mi sa che mi conviene smettere qui. Ciao.

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