martedì 5 maggio 2015

Inside the sickness... rest



Eccoci di nuovo qui. Lasciatoci alle spalle lo speciale di aprile sui Whispering Corridors, è giunto il momento di guardare oltre, a questo mese di maggio già iniziato e con il quale tutto dovrebbe (deve) tornare alla normalità. Così almeno mi auguro. Il lungo lavoro di scrittura di cui avete appena letto la conclusione è stato difficile da strutturare e portare avanti, passo dopo passo, fino alla fine. Fortunatamente non ho ripetuto l'errore dell'anno scorso e, questa volta, la preparazione è stata anticipata di molti mesi, tanto che alla fine di marzo avevo già scritto tutti i post, eccetto l'ultimo, li avevo già impaginati con le immagini e i video che avete visto e, ovviamente, li avevo programmati per la pubblicazione automatica. Quello che alla fine ho dovuto fare è stato collegarmi di tanto in tanto e rispondere ai commenti che fioccavano in una quantità anche per me inaspettata. È andata anche meglio di quanto sperassi.

Fortunatamente, dicevo, era già tutto programmato, perché altrimenti non sarei mai riuscito a mantenere quei ritmi infernali e a concludere così come ho concluso. E' stato un mese difficile per il sottoscritto, il quale, per giorni interi, non è nemmeno riuscito ad avvicinarsi al computer. Alcune ombre sono scese a turbare la serenità mia e della mia famiglia e la luce del sole, ad oggi, ancora fatica a squarciare le nubi. Ci sono cose a cui pensi di essere preparato, almeno in via del tutto teorica, ma non è mai così. L'alternanza del giorno e della notte non è mai scontata e dietro l'angolo c'è sempre qualche dannata cosa che viene a scompigliare quelle che pensavamo essere le nostre certezze e aprile, al di là dell'apparente serenità che è forse potuta trasparire dal blog, è stato un mese dannato.

Ancora più dannati probabilmente saranno i mesi che verranno, nel corso dei quali la mia presenza sul blog potrebbe a un certo punto rallentare in maniera anche sensibile. I tredici post dell'ultimo mese sono stati un sogno irripetibile che difficilmente si ripeterà, ma anche il classico malloppo di sei o sette post al mese potrebbe venire ridimensionato ulteriormente. Forse non da subito, ma potrebbe accadere. Nel frattempo cerco di scrivere, almeno finché il mio tempo non viene richiesto altrove, scrivo in modo da non lasciare grossi vuoti nella programmazione. Scrivo perché scrivere mi impegna la mente e perché non c'è nulla come il mettere parole nero su bianco che mi aiuta ad organizzare i miei pensieri. Un post brevissimo quello di oggi, diversamente dalle mie abitudini, ma direi che va bene anche così. Vi lascio con un pezzo musicale di una band svedese tra le mie preferite, un brano che ho ascoltato fino alla nausea in queste ultime settimane e che giustamente inserisco in questo punto del blog un po' a sigillare un periodo. È un brano di una tristezza infinita, per cui meglio tenere a portata di mano i fazzoletti. 

20 commenti:

  1. Mi dispiace per questo periodo difficile che stai passando, ti auguro che le nubi possano presto lasciare il posto a un raggio di sole... io e gli altri blogger siamo sempre qui che ti aspettiamo, lo sai! :)

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    1. Le nubi passeranno. Tutto è destinato a passare. Grazie.

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  2. Dai fratello vedrai che le cose andranno bene. :)

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  3. Dai priorità al mondo reale, che noi comunque saremo qui ad aspettarti.
    In bocca al lupo per tutto. ;-)

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  4. Se ascolti brani come questo non ti chiedo neppure di che umore sei...
    Comunque, ti posso consigliare l'inverso: io quando sono a terra ascolto una sacco di musica adrenalinica: pezzi come "Elite" dei Deftones, "Ich tu dir veh" dei Rammstein, "Territorial pissings" dei Nirvana, "Dictatorshit" dei Sepultura (il repertorio è un po' datato, lo so, anch'io sono un po' datato d'altronde ;-) In genere mi fa risollevare le penne.

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    1. I Rammstein non ho mai smesso di ascoltarli. Gli altri li ho dimenticati da tempo, però sono dei bei ricordi. Grazie.

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  5. Nemmeno hai idea di quanto vasta sia la mia comprensione verso ogni singola parola che hai scritto. Ogni volta che scrivere ti sarà di aiuto, noi saremo qui a leggere, sperando che tutto si risolva presto e nel migliore dei modi! Un abbraccio

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  6. A quanto vedo nell'aria di quest'anno c'è qualcosa che puzza.
    Mi puzzava sin dall'inizio, ne ho masticato anche io il malessere ma per fortuna questo cambiamento mi sta un po' aiutando a spurgare l'ombra o almeno sto cercando di guardare il sole visto che l'ho ritrovato!

    Da parte mia hai un abbraccio e la lieta novella che sto tornato a lavorare su 'Qualcosa' da un paio di giorni a questa parte, piccole consolazione che spero ti portino un sorriso in più!

    Non ti consiglio musica perché non so quanto possa aiutarti, oppure forse c'è Voice of the Soul dei Death, ma potrebbe fare più male che bene! :°D
    A presto Obs!

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    1. Un sorriso ammetto che me l'hai strappato. Grazie.

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  7. Per quel che può valere, tra le poche cose che ho imparato è che quando la vita per qualche ragione va in cocci, la soluzione non è il restare a guardarli, ma il raccoglierli e poi provare a incollarli buttarli o anche metterli in una scatola.
    Non è mai stato facile, né semplice né rapido, però alla fine mi ha aiutato.
    Ok come consiglio fa schifo, ma purtroppo non ho di meglio.

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    1. Consiglio di gran valore, non credere il contrario. Grazie.

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  8. Un abbraccio intanto.
    Un blog e alcuni amici, virtuali ma abbastanza concreti e presenti, non son poca cosa nei momenti difficili. E insomma, siamo qui!
    Poi bisogna respirare e pazientare, come ha detto meglio, poco sopra, Coriolano.

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    1. Concreti e preseti più di quanto non lo siano persone che si incontrano tutti i giorni faccia a faccia, ti assicuro. Grazie.

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  9. Un post al giorno, uno al mese, lunghi, brevi, non fa differenza, Noi siam qui, a leggerti e a tenerti compagnia. A presto

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    1. Un solo post al mese spero proprio non succeda mai. Grazie.

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  10. Non sai quanto ti possa comprendere. Personalmente vivo un inferno iniziato il primo aprile scorso, la perdita di una carissima parente che per me era come una sorella. Il senso di vuoto è enorme e fa paura la sensazione che qualcosa sia cambiato per sempre. Come tu dici, la scrittura è catartica, ma anche la lettura di diversi blog, il passo dopo passo che si fa in questi mondi "virtuali" ma fervidi di ottimi lettori e blogger.
    Ti auguro di vivere questa fase con la forza che sto cercando pure io, e allo stesso tempo la stessa fiducia che penso di avere io nelle prerogative umane di poter affrontare comunque qualsiasi cosa.

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    1. Anche la lettura, hai ragione, può essere catartica, ma richiede una maggior forza di volontà. Grazie anche a te per aver lasciato due parole qui.

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