Coscienza: la consapevolezza di far parte del mondo ma di avere anche un’individualità, e di riconoscere le individualità altrui. Un prodotto dell’evoluzione che ha permesso all’uomo di differenziarsi dal regno animale e sopravvivere in un ambiente ostile.
Intelligenza artificiale: dalla coscienza deriva in massima parte l’intelligenza, come possono quindi le macchine, esseri senza coscienza per antonomasia, essere davvero intelligenti? Come instillare la coscienza in qualcosa di inanimato?
Intelligenza emotiva: l’abilità di percepire, valutare ed esprimere un’emozione, di accedere ai sentimenti e/o crearli quando facilitano i pensieri, di capire l’emozione e la conoscenza emotiva, di regolare le emozioni per promuovere la crescita emotiva e intellettuale. Include l’apprendimento attraverso la consapevolezza e il dominio di sé, la motivazione, l'empatia, l'abilità sociale.
Questa recensione non poteva che cominciare dal fondo. Vi dico subito che il film è “Eva” (2011) di Kike Maíllo, e che il tema è l'intelligenza artificiale, ma chi l'ha già visto l'avrà intuito subito: è infatti quasi alla fine di questo film che il protagonista Alex pronuncia la domanda riportata là in alto, nel titolo, è con quella domanda che di fatto il cerchio si chiude.
