venerdì 14 febbraio 2014

Overlord (Pt.1)

L’uomo aveva deciso di trascorrere quel tardo mattino di inizio giugno ai giardini pubblici, come era ormai sua abitudine consolidata da quando aveva deciso di condividere la sua vita con quel cucciolo. Era una splendida giornata e mai avrebbe potuto immaginare che, prima del calar della sera, dense nubi si sarebbero addensate sulla sua esistenza, scaraventando lui e il suo nome sulle prime pagine di tutti i giornali  con un’accusa tra le più infamanti. Cinquantaquattro anni, ex calciatore dilettante, ora professore in fisica, Leonard Sydney Dawe era un uomo schivo e timido, con un ristretto giro di pochi amici di lunga data che ormai da tempo non riusciva a frequentare più una o due volte l’anno. Conduceva una vita tranquilla, concedendosi nulla di più di qualche birra al pub, una volta alla settimana, dove amava trascorrere qualche ora a discutere di football con altri occasionali avventori, per poi ritirarsi nella sua abitazione al centro del piccolo paese di Leatherhead, nel Sussex.
Il professor Dawe solo all’apparenza era una persona qualunque. Nessuno dei suoi concittadini poteva immaginare che fosse proprio lui quel Leonard Sydney Dawe che tutti i giorni faceva impazzire i lettori del Daily Telegraph: milioni di persone ogni giorno tentavano inutilmente di risolvere i suoi complicatissimi cruciverba, i più complicati che mai s’erano visti prima, quei cruciverba che Leonard Sydney Dawe inventava ogni sera, nella penombra del suo salotto, e che gli permisero di ascrivere il suo nome nell’olimpo dei più geniali enigmisti di tutti i tempi.
Era la primavera del 1944 e l’esercito inglese stava organizzando quello che sarebbe divenuto l’evento chiave della Seconda Guerra Mondiale: lo sbarco alleato in Normandia, la più grande operazione navale di tutti i tempi che avrebbe impegnato quasi cinquemila navi e oltre duecentomila uomini. Ma di tutto questo, nel piccolo paese dove l’uomo viveva, non si sentiva altro che una lontana eco. Almeno fino a quella tarda mattina di maggio. 
Quando il professore fece ritorno alla sua abitazione, quel giorno, non poteva immaginare che due uomini, vestiti di tutto punto, lo stessero aspettando da ore sulla soglia di casa. “Mr. Dawe?” Gli si avvicinarono. “Dobbiamo parlare. Possiamo accomodarci dentro?

Leonard Sydney Dawe non poteva immaginare che un reparto di Scotland Yard, collegato ai servizi di controspionaggio del controspionaggio inglese, lo stava tenendo d’occhio da diversi mesi e che gli stati maggiori dell’esercito erano seriamente preoccupati da quello che avevano “visto” nei suoi cruciverba.
Signor Dawe, il mese scorso alcune parole molto riservate riguardanti una certa operazione alleata sono apparse nelle parole incrociate del Telegraph. Ci può dire perché le avete usate e come la avete sapute?

I suoi ospiti erano agenti del controspionaggio e quello che era appena cominciato era a tutti gli effetti un interrogatorio. Il professore era paralizzato dallo stupore. Di cosa stavano parlando quei due uomini? Di cosa lo stavano accusando? “Vorremo sapere soprattutto perché avete scelto questa parola” dissero mentre una pagina del Telegraph del 27 maggio veniva aperta sul tavolino di fronte a lui. Era uno dei suoi cruciverba, lo riconoceva. L’uomo che stava parlando lo invitò a leggere la definizione che lui stesso aveva scelto per l’undici orizzontale: “But some big-wig like this has stolen some of it at times” (che tradotto dovrebbe significare qualcosa come “Ma qualche pezzo grosso come questo ne ha rubato qualcuno a suo tempo”). Il fatto che certi cruciverba siano complicati è un dato di fatto, ma quelli di Leonard Sydney Dawe, come si evince anche solo dalla definizione appena riportata, erano praticamente impossibili. La soluzione era stata pubblicata il 2 giugno, solo pochi giorni prima degli avvenimenti che stiamo narrando: all’undici orizzontale la parola da indovinare era “OVERLORD” (che in inglese significa “cappello”).
Apro una parentesi. È probabile che i lettori del Telegraph fossero a quel tempo dei grandissimi geni, e che avessero vagoni di cultura da vendere, ma mi chiedo come ci si possa appassionare a enigmi così complicati le cui soluzioni, come in questo caso, sono ancora più sibilline dei quesiti stessi. Chiudo la parentesi. La riapro. Considerata l’epoca storica, la guerra, la carestia e tutto il resto, e considerato che i giornali dell’epoca erano composti da un numero bassissimo di pagine, quasi tutte probabilmente estremamente noiose, forse il cruciverba era davvero l’unico svago possibile di quella generazione. E forse non era poi così importante risolvere gli enigmi, bensì era importante mantenere la mente occupata con qualcosa che fosse allo stesso tempo una sfida e una distrazione. Richiudo la parentesi.

Overlord, tornando a noi, era il nome in codice dello sbarco in Normandia, la più grande operazione anfibia della storia, messa in atto dalle forze alleate per aprire un secondo fronte in Europa e invadere così la Germania nazista. Lo sbarco sarebbe avvenuto solo pochi giorni dopo, all’alba del 6 giugno 1944. Cosa ci faceva quella parola su un cruciverba in un momento così delicato per le sorti del conflitto mondiale? Dawe tuttavia non capiva. Di quale operazione stavano parlando quei due uomini? E cosa aveva a che fare tutto questo con il suo cruciverba? Se da un lato il professore era perplesso e confuso, dall’altro lato si sentiva offeso e indignato, ma i suoi accusatori sembravano uomini molto decisi e le sue emozioni più negative era forse preferibile tenerle per sé. “Overlord è una parola normalissima” provò a giustificarsi “non ricordo perché ho scelto quella piuttosto che un’altra, ma resta il fatto che Overlord è una parola d’uso comune, che potete trovare praticamente ovunque, sfogliando libri, giornali, riviste, ovunque. Perché io? Perché siete venuti da me? E come posso io essere a conoscenza dei vostri segreti? Io sono un uomo qualunque, completamente estraneo alle vostre logiche militari. Sono solo un professore che si diletta di enigmistica, nulla di più.

Vede professore”, fece uno dei due uomini, quello dei due che sembrava più disposto a mantenere la calma, “non è solo di Overlord che stiamo parlando”. E così dicendo tirò fuori altri ritagli di giornale.
Cruciverba del 2/5, 17 orizz., “Uno degli Stati Uniti”. Risposta: “UTAH”. 
Cruciverba del 22/5, 3 vert., “Pellerossa del Missouri”. Risposta: “OMAHA”.
Cruciverba del 30/5, 11 orizz., “Cespuglio che suscita reazioni infantili”. Risposta: “MULBERRY”. 
Cruciverba del 1/6, 15 vert., “Divide il suo regno con Britannia”. Risposta: “NEPTUNE”.

UTAH Beach” e “OMAHA Beach” erano i nomi in codice di due delle cinque spiagge in cui sarebbero avvenuti gli sbarchi alleati (le altre vennero chiamate “Gold”, “Sword” e “Juno”). In particolare, come riporta wikipedia, la spiaggia di Utah costituiva la sezione più occidentale della costa interessata dalle operazioni militari e si estendeva nella penisola del Cotentin, tra le località di Pouppeville, nel comune di Saint-Marie-du-Mont e Saint Martin de Varreville. La spiaggia Omaha, dell’ampiezza di cinque chilometri, si estendeva da Sainte-Honorine-de-Pertes a Vierville-sur-Mer nel dipartimento di Calvados. L’operazione Nettuno (NEPTUNE) fu il nome in codice che identificava la parte marittima dello sbarco in Normandia, ossia l’obiettivo di stabilire una testa di ponte sulla terraferma nella prima parte dell’invasione. Il porto MULBERRY, infine, fu un porto temporaneo artificiale che venne realizzato di fronte alle spiagge di sbarco.
Era davvero solo un caso che, non una, non due, bensì addirittura cinque parole così strettamente collegate ad un’operazione militare fossero apparse nei cruciverba del Telegraph proprio in quei giorni? Chi era Leonard Sydney Dawe? Un semplice professore appassionato di enigmistica o una spia al servizio del nazismo? La risposta tra qualche giorno, nella seconda parte dell’articolo.
CONTINUA

8 commenti:

  1. Bell'enigma e presentato in modo appassionante! Attendo gli sviluppi...

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    1. Sviluppi che non tarderanno ad arrivare ^_^

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  2. Sei riuscito ad incuriosirmi, bravo! ;)

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    1. Resisterai alla tentazione di sbirciare in giro il web?

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  3. Credo molto nelle coincidenze... comunque attendo il seguito ;-)

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    1. Quindi tu sei innocentista? Vedremo se avrai avuto ragione....

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  4. coincidenze? Uhm...non so nn mi esprimo...attendo il seguito, e trepidante!

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    1. Colgo però una sfumatura di, ehm, "colpevolista", nelle tue parole. Vedremo....

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