martedì 15 dicembre 2015

Lo strano caso di Elisa Lam (Pt.3)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Elisa Lam era sola quel giorno? Da chi si nascondeva? Stava fuggendo da qualcuno? Che ne è stato di lei quando è sparita dal campo visivo della telecamera? E soprattutto, quali sono state esattamente le circostanze che l’avrebbero portata in quella maledetta cisterna sul tetto dell’edificio? 
A tutte queste domande tenteremo oggi di dare una risposta. 
Abbiamo visto, nei giorni precedenti, di quanti e quali indizi si siano arricchite le speculazioni di chi ha cercato a ogni costo di trovare una soluzione all’enigma del video registrato dalla telecamera di sorveglianza. Su alcuni di questi vale la pena soffermarsi; altri particolari sono invece più che altro il frutto della follia paranoica dei tanti piccoli Dylan Dog che infestano la rete. Tra questi, la pretesa di voler vedere in quella “strana nebbiolina” visibile al minuto 3:05 i contorni di un volto demoniaco e, giusto per non farsi mancare nulla, il volto di uno dei serial killer che anni prima avevano alloggiato al Cecil Hotel. In questo caso siamo ben oltre un semplice fenomeno di pareidolia, ma siamo anche davvero oltre la soglia del ridicolo. Molto più significativa è invece l’evidenza del taglio apportato al video di Elisa prima che questo venisse diffuso in rete.
Anche se non vi fosse stato chi, come il curatore della prova video pubblicata in chiusura del post precedente, si fosse messo ad analizzare lo scorrere dei secondi, parzialmente celati da quella stana crittografia (non mi viene in mente un termine migliore) aggiunta chissà quando e chissà per quale motivo, sulla presenza di un taglio ci si sarebbe potuti arrivare ugualmente osservando il video: se vorrete soffermarvi sul minuto 2:57, noterete senz'ombra di dubbio qualcosa di strano nel modo in cui le porte dell’ascensore si chiudono. 
È quella la prova della mancanza di alcuni fotogrammi e, di conseguenza, la prova che vi sia stata una manipolazione. Il motivo di tale manipolazione? Non è dato saperlo ma, prima di gridare al complotto, si potrebbe semplicemente ipotizzare un taglio atto a eliminare da un video un lungo quanto insignificante minuto.

Veniamo ora a tutte le domande che abbiamo accumulato sinora e cerchiamo di trovare delle risposte partendo dall’unica certezza che gli inquirenti hanno portato alla luce, vale a dire il quadro clinico di Elisa Lam antecedente al suo viaggio. Premesso che tutti noi siamo portati a credere all’irrazionale quando non troviamo delle risposte razionali alle nostre domande; premesso che tutti noi, in casi come questo, tendiamo ad azzardare ipotesi sovrannaturali, tirando in ballo demoni e fantasmi; premesso che il mondo in cui viviamo ci consente di parlare di cospirazioni anche dove è ovvio che non ve ne possano essere; premesso tutto questo, e scartando ciò che è palesemente campato per aria, ciò che rimane è la soluzione più semplice e ovvia: Elisa Lam era in preda a un episodio psicotico.


La protagonista di questa bizzarra vicenda non era una ragazza qualunque: a Elisa Lam era stato infatti diagnosticato tempo addietro un disturbo bipolare, vale a dire una sorta di psicosi maniaco-depressiva che porta il paziente che ne soffre a manifestare comportamenti anomali, caratterizzati da bruschi cambi di umore nonché da episodi di iperattività, loquacità e manie di grandezza contrapposti a insonnia, depressione e perdita di attenzione. Sarebbe interessante (e probabilmente decisivo) se tra i miei lettori vi fosse un esperto di psichiatria che potesse confermarne i sintomi, ma se così non fosse, anche per noi che di queste cose capiamo poco o nulla, credo non possano esservi dubbi sul fatto che Elisa Lam, quel giorno, non fosse completamente in sé.

Una spiegazione soddisfacente? Forse, ma anche dando per scontato l’episodio psicotico, esso da solo non basta a spiegare le circostanze della sua morte. Come ha fisicamente potuto Elisa salire da sola in cima al tetto, arrampicarsi sulla cisterna e buttarvisi dentro? C’è qualche particolare che non torna. Inoltre, Elisa era sola quel giorno? Da chi si nascondeva? Stava fuggendo da qualcuno? Che ne è stato di lei quando è sparita dal campo visivo della telecamera? 
Partiamo dalla supposizione che vi fosse qualcuno che stesse davvero inseguendo Elisa. Osservando nuovamente il video, ora che conosciamo le alterate condizioni psicologiche della vittima, possiamo rispondere quasi senz'ombra di dubbio che non c'era nessun altro. Lo si intuisce dai primissimi fotogrammi che mostrano le porte dell’ascensore aprirsi ed Elisa apparire da sinistra. È evidente che l’ascensore era appena giunto al piano chiamato proprio della ragazza. Se davvero ci fosse stato un inseguitore, Elisa avrebbe davvero atteso l’arrivo dell’ascensore? Se ci fosse stato qualcun altro, perché non proseguire oltre e raggiungere una delle tante rampe di scale che, dalla mappa che ho riportato qui sopra, di sicuro non mancavano?
E per quanto riguarda il mistero delle porte dell’ascensore che non si chiudono? Basta dare un’occhiata più da vicino alla pulsantiera di tale ascensore (vedere immagine in cima): uno dei tasti riporta la scritta “DOOR HOLD”, un pulsante che evidentemente serve proprio per mantenere aperte le porte dell’ascensore (e nel video si nota benissimo che, fra i tanti, anche quel tasto viene premuto da Elisa).

Fin qui nessun mistero, quindi. Elisa in quel momento era decisamente sola a quel piano del Cecil Hotel e non vi sono indizi che possano suggerire il contrario. La volta scorsa avevamo accennato al fatto che, a un certo punto del video, si intravede un piede che potrebbe non appartenere alla ragazza (minuto 2:29). Molti hanno costruito su quel singolo fotogramma un intero romanzo, asserendo che il piede di Elisa non avrebbe mai potuto assumere una posizione come quella. Ma ne siamo davvero sicuri? Vi invito a riavvolgere il video e a fermarvi su un singolo fotogramma visibile al minuto 1:30. Osservate il piede destro di Elisa mentre rientra nell’ascensore: quel piede riesce a prendere un’angolazione di quasi novanta gradi rispetto al corpo, dimostrando nei fatti un incredibile grado di snodabilità delle sue giunture. Siete ancora sicuri che quello che si dice possa essere il piede di un fantomatico assassino, nascosto di lato, lo sia davvero? A me pare evidente che in quel video non ci sia davvero alcun mistero.

Veniamo infine alle questioni più importanti: come ha potuto Elisa Lam recarsi non vista sul tetto dell’hotel visto che tutti gli accessi, porte e scale, risultavano chiusi a chiave? Come ha potuto gettarsi dentro un serbatoio praticamente inaccessibile? Davvero tutti gli accessi al tetto erano chiusi a chiave? Il serbatoio era davvero inaccessibile come si continua a sostenere un po’ ovunque? Non ne sarei così tanto sicuro. E l’immagine qui di seguito dimostrerebbe, senza tante storie, come l’accesso al tetto e, di conseguenza, alla cima del serbatoio non fosse stata un’impresa così impossibile. 

Come si può facilmente notare da quest’immagine (confrontandola anche con la mappa più in alto) sono presenti scale antincendio che portano al tetto da tutte e tre le ali del palazzo. Tali scale antincendio (che per ragioni di sicurezza non possono certo rimanere chiuse) sono accessibili agli ospiti a qualunque piano essi si trovino. Se ne evince che Elisa, una volta preso il corridoio di sinistra e svanita dall’occhio della telecamera, possa benissimo essersi diretta verso una delle scale antincendio presenti su quel lato e da lì aver raggiunto il tetto. Come ha potuto però arrampicarsi in cima al serbatoio dell’acqua? Il meccanismo è il medesimo. Si può facilmente notare una scala che dal tetto porta sula cima della piccola costruzione posta al fianco dei quattro serbatoi: da quel punto anche un bambino potrebbe saltare giù. Rimane il particolare inspiegabile di come abbia potuto sollevare lo sportello, ma quello sportello era davvero tanto pesante da non poter essere sollevato da una donna? E soprattutto, era davvero chiuso? Il video in fondo a questo post, sebbene girato con il solo audio in lingua cinese, ci permette di esplorare in lungo e in largo i corridoi dell’hotel e ci dimostra come sia effettivamente possibile per chiunque ripercorrere con precisione ogni singolo passo che Elisa Lam fece quella tragica notte, dal famoso ascensore fino in cima ai serbatoi (due dei quali trovati aperti dall’autore del video). Perché scartare quindi a priori la possibilità che Elisa Lam possa aver fatto tutto da sola? Probabilmente sarebbe stato più difficile per un eventuale assassino trascinare un corpo sin lassù.
Quel che è certo è che questa vicenda è stata sottoposta a un numero pericolosamente vasto di speculazioni e sicuramente non è questo ciò di cui c’è bisogno, perlomeno non nel rispetto di una giovane ragazza scomparsa prematuramente all’età di ventun’anni.

Sebbene il caso sia stato archiviato come suicidio, ad oggi diversi altri quesiti rimangono senza risposta. Perché Elisa avrebbe scelto un modo così complesso di suicidarsi invece di emulare i tanti ospiti del Cecil che, nel corso degli anni, hanno trovato la morte (da suicidi o meno) attraverso le finestre delle proprie camere? Perché mettere al sicuro le chiavi della stanza e l’orologio prima di gettarsi nella cisterna? Dov'è finito il suo cellulare che, a proposito, non fu mai ritrovato? Qual è il significato di quell’ultimo, quasi illeggibile e criptico post che Elisa pubblicò sul suo blog? Perché quel suo blog, che alternava immagini di moda a frasi di depressione e morte, continuò a venire aggiornato anche dopo la scomparsa di Elisa? Tutte domande alle quali, alla luce dei fatti sopra esposti, è possibile azzardare una risposta piuttosto soddisfacente. La vera domanda, adesso che questa mia lunga analisi è giunta alla sua conclusione, è però un’altra: perché mai è stato permesso a Elisa Lam, considerate le sue fragili condizioni mentali, di avventurarsi tutta sola in un viaggio del genere? Questo, a mio modesto parere, è stato il vero e unico delitto nello strano caso di Elisa Lam.

52 commenti:

  1. Amo l'irrazionale, ma solo per quel che concerne la fiction, ergo in casi come questo punto deciso sulla razionalità.
    Ottimo articolo. :-)

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    1. L'ipotesi razionale è l'unica possibile. Il dubbio semmai era tra suicidio e omicidio ma, visti i precedenti clinici, mi sentirei per puntare sulla prima delle due ipotesi. Spero solo di non sbagliami.

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    2. "lo zabet italiano conosce il coraggio e la giustizia, qualche volta disturba le nostre donne e ti tratta come un uomo." tratto da: ascari k7di paolo caccia dominioni. Comunque apparte la battuta su di noi, mi viene da dire anche a me poveretta...

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  2. Spettacolare conclusione di una "indagine" da brivido. Mi complimento per la tua analisi lucida, priva di facili "misterismi", e appassionante: è un caso inquietante che sarà difficile dimenticare...

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    1. Io non lo dimenticherò di sicuro. Quel video mi ha davvero angosciato all'inverosimile...

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  3. Avevo già letto in passato dei disturbi bipolari della Lam, tu comunque sei riuscito a trattare la cosa in maniera molto precisa, pacata e affascinante.

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    1. Grazie, socio. Grazie anche per esserti trattenuto dallo spoilare. ^_^

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  4. In realtà gettarsi da un balcone non è il modo più intelligente per suicidarsi, perché c'è sempre il rischio di rimanere vivi e invalidi. Nemmeno annegarsi mi sembra proprio la migliore delle morti possibili, però considerata da questo punto di vista la scelta potrebbe avere una parvenza di logica.

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    1. Se è vero che chi soffre di disturbo bipolare mostra, in taluni casi, manie di grandezza, non sarebbe nemmeno così remota l'ipotesi di suicidio tramite un lancio nel vuoto. Mi stupisce molto di più l'annegamento volontario...

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  5. Beh, se aveva problemi del genere l'idea del suicidio sembra la più plausibile. E non capisco come sia possibile che i genitori la abbiano mandata sola in vacanza sapendo che era mentalmente così fragile.

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    1. Sembra la più plausibile anche a me, sebbene l'esistenza di questo documento indicherebbe che gli accessi al tetto fossero allarmati. Se tale circostanza fosse plausibile bisognerebbe rivalutare tutto seriamente.

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  6. Spiegato così, tutto potrebbe essere plausibile, soprattutto il suicidio di una persona con quei problemi psichici.
    Alla fine, mi viene da dire soltanto "povera ragazza!"!

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    1. "Povera ragazza" è effettivamente ciò che ci resta da dire. Grazie per aver avuto la pazienza di seguire tutta la vicenda...

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  7. Aaah allora mi sa che ci ho preso quando ho immaginato risvolti psichiatrici

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    1. Come diceva Sherlock Holmes: "Una volta eliminato l'impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità".

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  8. Quel che resta e resterà per sempre un "mistero" è se vi fu davvero o no un rumore, esterno o interno alla mente di Elisa, che la attirò fuori dell'ascensore. E che cosa ha visto, o creduto di vedere, nel corridoio.

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  9. A me colpisce piuttosto l'isolamento della ragazza, non mi riferisco soltanto ai fatti dell'hotel; la perplessità rispetto a famigliari e alla sua cerchia rimane. Anche in relazione alla questione del blog aggiornato o.O (speculazioni, incoraggiamento... mah)
    Per quanto riguarda la ricostruzione presunta dei fatti, direi che convincente. Ovviamente, dire che c'erano allarmi e che le cisterne erano chiuse è un modo per non incorrere in guai seri da parte dei gestori dell'hotel.
    Bella serie TOM *__*

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    1. Su questa vicenda si è scritto ormai tutto e il contrario di tutto. Credo sia impossibile ormai venirne a capo, anche perché è evidente che qualcuno ha tutto l'interesse a nascondere alcuni aspetti che porterebbero alla verità (magari non a coprire l'assassino, se di assasinio si può parlare, ma anche semplicemente a coprire il furto di un telefono o l'inadeguatezza del servizio). Per quanto riguarda gli aggiornamenti del blog posso pensare al fatto che alcuni post li avesse programmati lei stessa prima di partire (non se su quella piattaforma lo permetta, ma è probabile che sia così). Un'ipotesi che fa riflettere sugli orrori involontari della nostra tecnologia...

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    2. Non è così strano il fatto dell'aggiornamento. La pagina facebook di una mia amica morta nel 2010 per incidente stradale continua a essere aggiornata ancora oggi.

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    3. Ho presente. Tra l'altro è orribile vedere ogni anno notificato il compleanno di chi non c'è più.

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  10. Già dalla frase nel suo blog tratta da Palahniuk "Sei sempre ossessionato dall'idea che stai sprecando la tua vita" si potrebbero trovare idee suicide. Fa anche un certo effetto che il blog continui a galleggiare in rete mentre lei non c'è più, fa riflettere su ciò che rimane dell'identità virtuale della persona dopo la morte.

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    1. Quella frase di Palahniuk spiegherebbe molte cose, se vogliamo interpretarla come la lettera di addio di un condannato. Andare a curiosare su quel blog, come giustamente dici tu, è quantomeno imbarazzante, per non dire irrispettoso... ma d'altra parte internet è proprio questo... quanti profili di gente morta sono ancora attivi sui social? Secondo me sono a milioni.

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  11. Non sono l'esperto di psichiatria che richiedevi sopra, ma posso confermarti la sintomatologia della schizofrenia bipolare: il soggetto alterna periodi di grande positività a periodi di profondo sconforto esistenziale (depressione maniacale). Questa seconda fase è piuttosto preoccupante perchè non è raro che il malato attraversi una condiziona tale da tentare di togliersi la vita. Perciò chi in è cura per questa patologia viene trattato farmacologicamente attraverso la somministrazione di carbonato di litio, che causa la deplezione di accumuli di inusitolo a livello cerebrale, condizione che viene riscontrata in questa fase del disturbo.

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    1. Grazie per il prezioso contributo, Marco. Davvero curioso il fatto che il litio, un metallo, sia utilizzato in medicina. Ero rimasto al suo utilizzo in elettronica, come componente delle batterie ricaricabili. In un certo senso, pensandoci bene, la logica della "ricarica" è la stessa.... (ok ho detto una ca##ata, non farci caso).

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    2. Sì, temo di sì. ;) Il litio inibisce per competizione l'attività di uno specifico enzima: questo causa la deplezione dell'inusitolo (nelle persone affette da bipolarismo c'è un'iperattività di di questo composto a livello cerebrale).
      Quanto alla tua prima osservazione: i metalli sono normalmente utilizzati in diversi settori della medicina.
      Magnesio e alluminio sono usati come antiacidi.
      Il titanio è l'elemento di elezione per le protesi, perchè è biocompatibile.
      Il platino ha la particolarità di legarsi alla doppia elica del DNA, quindi i suoi complessi possono essere usati sia in diagnostica che in chemioterapia.
      Il tecnezio viene usato in diagnostica per le scintigrafie.
      Complessi del gadolinio sono usati in diagnostica come traccianti per la risonanza magnetica.
      Infine i composti dell'argento vengono usati nella profilassi delle ustioni, perchè ha un'efficace azione antibatterica (ricordi l'articolo sui lupi mannari?). ;)

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    3. Adesso che me lo dici mi si è (ri)aperto un mondo. In effetti ricordo la Magnesia Bisurata... mi chiedo solo quanto tutto quel metallo possa fare bene ai reni...

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  12. La tua perfetta disanima fa capire che non si arriverà mai alla verità, nel caso di Elisa Lam, ma anche io propendo per il suicidio.
    Riguardando il filmato ho pensato a un caso di ' amico immaginario', un compagno di viaggio; spiegherebbe anche il fatto che viaggiasse da sola.
    Una storia complessa ed estremamente interessante.
    Cristiana

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    1. Non spiega come mai la famiglia avesse permesso a Elisa di viaggiare con il suo "amico immaginario". Pura follia.

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  13. Ma allora se era malata non è nemmeno detto che sia stato un suicidio. Un incidente assurdo dovuto al suo stato mentale.

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    1. In effetti ci sarebbe da discutere sul fatto se un suicida possa considerarsi davvero tale in casi come questo...

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  14. sembra incredibile come io sia entrato a conoscenza di questo caso esattamente un giorno prima la pubblicazione di questi dettagliatissimi post... sono andato a fondo a questa vicenda , "studiandomi" tutti i particolari del suo blog; cosa rilevante che ho trovato sulla sua ultima pubblicazione che riporto:

    "I’m going out tonight

    I really hope no creeper comes near me

    Seriously though

    those Italian and Mexican guys go after you STRONG

    Show the slightest inclination and they hound you"

    è la parola "creeper" la quale secondo me si riferisce alla "virginia creeper" una pianta canadese usata come medicinale...(forse da lei stessa?) PS: ottimo articolo

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    1. Davvero interessante questa tua interpretazione, Lorenzo.
      La frase "I really hope no creeper comes near me" avrebbe potuto benissimo essere interpretata (e di sicuro molti lo hanno fatto) come l'evidenza di un qualcosa di sovrannaturale che minacciava Elisa già da tempo. Ha molto più senso leggere tale frase come il rifiuto, da parte di una persona malata, della schiavitù indotta dai medicinali.
      Grazie per il prezioso contributo!

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    2. Analisi molto interessante. Vorrei contribuire dando la mia interpretazione riguardo quest'ultimo post sul suo blog che a mio giudizio non ha assolutamente nulla di paranormale. Per me Elisa è semplicemente spaventata dalle molestie che riceve da Italiani e Messicani quando cammina per strada. Conclude infatti dicendo che basta mostrare la minima "disponibilità" e ti danno la caccia. Da ciò se ne deduce che sicuramente nei giorni precedenti qualcuno l'ha infastidita, se non peggio..
      Valentino2304

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    3. Questa è infatti la prima cosa che ho pensato anch'io. L'ipotesi di Lorenzo qui sopra è un'alternativa interessante. In ogni caso anch'io mi sentirei di escludere il sovrannaturale...

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  15. ah, e naturalmente la medicina ricavata da quella pianta cura disturbi articolari...

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    1. ...il che potrebbe benissimo rappresentare un ulteriore tassello di questo puzzle. Ottimo!

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  16. sfugge il particolare piu importante, nel momento in cui la Lam esce totalmente dall inquadratura alla sinistra dell ascensore si vede distintamente qualcosa a terra, che potrebbe essere un piede, ma qualunque cosa sia non è parte della sua persona e questo appare palese.. inoltre lo scavalca con la gamba destra sul lato destro in modo, se non innaturale, sicuramente molto strano .. un istante dopo che la ragazza sparisce questo qualcosa la segue uscendo dall inquadratura definitivamente ... possibile che nessuno l abbia notato ?

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    1. Quel particolare lo hanno notato in molti per la verità, tant'è che ne ho accennato anch'io in uno in questo articoli. Proprio qui sopra spiego inoltre perché (a mio parere) non ci sia nessun mistero in quello che sembra essere un piede.

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  17. Salve..ho letto con interesse questa ricostruzione sullo strano caso di Elisa Lam,in precedenza avevo visionato quel famoso video, e ammetto che non dubito affatto che le cose si siano svolte in questa maniera. Tuttavia un solo dettaglio mi lascia perplesso: io mi chiedo come sia possibile che una persona,chiaramente in stato delirante e con allucinazioni,riesca subito dopo ad eseguire una serie di azioni che soltanto una persona lucidissima e sicura di sè avrebbe potuto fare? sgattaiolare e salire al buio della notte la scala antincendio,eludere i sistemi di allarmi posti sul tetto,salire la scaletta,spogliarsi nuda e gettarsi nella cisterna sono tutte azioni che,a mio modesto parere,una persona,o che sia sotto effetti della droga(smentita dall'autopsia)o che sia imbottita di psicofarmaci,non avrebbe potuto farlo.Avrebbe invece potuto farlo solo se se sapeva esattamente quello che faceva..ma dubito che sia ritornata in sè pochi minuti dopo quel video.

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    1. Non sono sicuro che i sistemi d'allarme del tetto fossero effettivamente in funzione. Mi verrebbe quasi da pensare che la direzione dell'hotel abbia voluto in qualche modo celare alcune sue responsabilità. Tutto ciò lo dimostrerebbe il video amatoriale in cinese che ho inserito qui sopra nel post... il tizio che l'ha girato non ha avuto alcun problema a raggiungere le cisterne e, guarda un po' il caso, si nota che due di queste sono lì con gli sportelli aperti. L'unico punto davvero inspiegabile, almeno per me, è il fatto che Elisa si sia spogliata...

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    2. Precisamente...sia il fatto che si sia spogliata ma anche il fatto che i suoi indumenti,invece di trovarsi sul pavimento come qualsiasi aspirante suicida avrebbe fatto se si fosse lanciato dal ponte di prua di una nave,si sono trovati anch'essi dentro la cisterna..come se Elisa si fosse tuffata nella cisterna con i vestiti appesi al suo braccio. I particolari bizzarri abbondano ma io concludo dicendo che,ovviamente potrei sbagliare,soltanto un omicidio porterebbe a spiegare quasi ogni cosa : cisterna chiusa dall'esterno,vestiti trovati all'interno della cisterna,spiega inoltre il fatto che siccome l'auto-annegamento in psicologia è impossibile,soprattutto considerando che è avvenuto in una cisterna alta tre metri e non nelle profondità dell'oceano,magari sia stata prima soffocata con qualcosa...(infatti la causa di morte per annegamento è dovuto a soffocazione)e poi gettata morta o priva di sensi dentro la cisterna...spiega come non si siano trovate sul corpo ematomi,graffi e violenza sessuale. Secondo me..se la polizia avesse svolto indagini approfondite sugli ospiti fissi di quell'albergo,avrebbe trovato un paio di persone,se non di più,che per ben 19 giorni non si sono minimamente avvicinate ai rubinetti dell'acqua perchè sapevano cosa conteneva una di quelle cisterne! Comunque...un modo poco intelligente per far sparire un cadavere ma diventa assai ingegnoso se si considera quello strano video e si vuol far passare un omicidio per suicidio.

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  18. visto il video e riletto tutto più volte..intervengo non certo come psichiatra ma avendo un fratello che ha sofferto di disturbo bipolare vorrei dire la mia..verissimo che il disturbo alterna queste fasi di euforia ad altre di depressione ma sinceramente non ho mai visto comportamenti e movimenti del genere in lui che ne era affetto..sicuramente esisteranno diversi "livelli" di tale patologia ma appena letto che era in pratica l'unico disturbo che potesse in qualche modo aiutare la comprensione di quanto avvenuto, mi era parso molto strano.
    A parte questo e rimanendo su stesso aspetto, ritengo molto improbabile si riesca a compiere un viaggio vosi organizzato (più tappe,spostamenti,prenotazione alberghi e tutta un altra serie di cose;oltre al fatto che in fase di euforia del bipolarismo si è chiaramente in uno stato psichico alterato che porterebbe chiunque ad avvisare il personale medico.
    In sostanza il disturbo bipolare, che oltretutto come diceva in commenti precedenti altro utente si tiene relativamente sotto controllo con il litio, non mi sembra possa essere spiegazione soddisfacente..e lo dico razionalmente,non certo per trovare a tutti i costi un qualcosa di paranormale al quale minimamente non credo..
    Per tutto il resto,inquietudine del video a parte,sono troppi gli aspetti che non si conoscono, effettivo funzionamento sistemi allarme su tutti(ma anche "manipolazione" video, svolgimento indagini, veridicità testimonianze e tanto altro.
    Concludendo, il fatto stesso del mio non credere in nulla di parnormale, mi lascia davvero tantissimi dubbi su tutta la vicenda.
    Complimenti per la dettagliata analisi

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    1. Grazie per la preziosa testimonianza! Il bipolarismo era infatti una delle tante spiegazioni che, anziché sistemare i tasselli, li mescolava ulteriormente. Probabilmente la soluzione è molto più semplice di quel che si creda. Se non fosse per il video.

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  19. È tutto molto inquietante

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  20. Questo sito raccoglie alcune delle sue attività su internet-
    http://nouvelle-nouveau.blogspot.com
    http://bruitdefond-blog.blogspot.com

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  21. eccomi di nuovo qua, "l'anonima commentatrice" che ogni tanto ritorna.
    Questi tre post, particolarmente dettagliati e piacevolmente scritti, credo siano rimasti tra i documenti più completi disponibili in italiano, da quando il forum sul Mostro di Firenze (che aveva una sezione dedicata ad altri misteri) è stato chiuso per problemi tecnici.

    Mi unisco alle testimonianze di chi ha un parente o conoscente affetto da depressione bipolare: anche mia mamma ne soffriva, e confermo che non ha MAI avuto allucinazioni, parlato con amici immaginari, sofferto di manie di persecuzione e così via. Lo spettro del bipolarismo per quello che ho visto io va da un'iperattività entusiastica ("allegra") a una depressione (es. restare per giorni a letto al buio senza mangiare). Le allucinazioni per quanto ne so io fanno parte dei deliri psicotici o schizofrenici, che sono altra cosa. Ma non sono un'esperta.
    Ignoro se si possa essere depressi bipolari E allo stesso tempo avere manie di persecuzione e allucinazioni. Certo sarebbe la spiegazione più semplice.
    Fatto sta che collocando una persona fuori dal nostro campo visivo tutto avrebbe un senso: lei entra tranquilla ma questa persona schiaccia il tasto dell'ascensore facendo riaprire le porte (in molti grandi ascensori succede così, esperienza personale); lei comincia ad innervosirsi e per non essere seguita per le scale schiaccia più tasti per non permettere alla persona -che magari schiaccia e si nasconde, in un inquietante scherzo- di capire a che piano Elisa scenderà.
    Non riuscendo ad andarsene così esce, ci parla, sempre più agitata, e poi prova ad usare le scale. Probabilmente seguita.
    L'ipotesi dell' impiegato dell'albergo spiegherebbe il fatto che conoscesse la telecamera, le cisterne e come accedervi.
    Segnalo di aver letto ai tempo di una coppia di pregiudicati con reati di violenza sessuale alle spalle residenti nel Cecil nello stesso periodo di Elisa, mi pare con nomi e cognomi, ma vado a memoria.

    A favore della teoria psicotica:
    https://malkecrimenotes.wordpress.com/2017/12/08/gaia-pope-come-elena-ceste/

    Un recente caso per certi versi simile (non del tutto):
    http://www.corriere.it/video-articoli/2017/09/15/giallo-kenneka-l-attivista-morta-cella-frigorifera-un-hotel-chicago/0fd849ac-99ea-11e7-9e2a-6c2939e9493e.shtml

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    1. Bentornata anonima commentatrice! Grazie ancora per il passaggio e per il commento. Tra tutte le ipotesi credo che, tirando le somme, quella che suggerisce l'esistenza di una persona non inquadrata dalla telecamera di sicurezza sia la mano probabile (anche se rimane senza dubbio la più intrigante).
      Ero già incappato nel recente caso di Kenneka Jenkins e avevo anche già previsto di parlarne qui sul blog prima che decidessi di interrompere momentaneamente le trasmissioni causa trasloco. Diciamo che, per quanto apparentemente simile, mi pare che la spiegazione in quel caso sia molto più semplice. L'unico nodo forse è quella di capire cosa ci facesse la Jenkins tutta sola in giro per i corridoi di un hotel alle tre di notte...

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