sabato 27 giugno 2020

Zaffiro e Acciaio

Giusto qualche giorno fa, nel corso di uno dei miei tanti annoiati cazzeggi sul social di Zuckerberg, inciampo su un'immagine che mi fa trasalire. Quella qui a lato, per la precisione. Non ricordo chi sia ad aver postato quella foto ma, in fondo, non è così importante.
Ciò che conta è che improvvisamente mi sono sentito proiettare indietro, attraverso quello che definirei un corridoio temporale, agli anni della mia infanzia.
Andavo alle scuole medie, per essere precisi, e ciò me lo conferma la data in cui quella serie televisiva britannica andò in onda su mamma RAI.
Strano a dirsi, ma in quarant'anni mai prima d'ora quel ricordo è mai riaffiorato. Quasi come se certe cose, più di altre, siano predisposte all'oblio.
Eppure, ripensandoci adesso, mi coglie la precisa sensazione che "Zaffiro e Acciaio" fosse quasi ancora più bella del coevo "Doctor Who" della BBC, una serie quest'ultima che ha avuto dalla sua la fortuna (o il potenziale, non discuto) di venire riproposta e perpetuata nel tempo tra remake e reboot, oltre ad aver ispirato un certo numero di altri prodotti televisivi.
Al contrario, "Zaffiro e Acciaio" (nell'originale "Sapphire and Steel") ebbe sin dall'inizio una storia tormentata: la sua stessa esistenza, fortemente voluta dai finanziatori della rete ATV, si deve in pratica alla semplice necessità di rompere le uova nel paniere alla concorrenza, il cui iconico viaggiatore del tempo inchiodava sistematicamente allo schermo l'intero paese.

Gli ingredienti per dar fastidio a "Doctor Who" c'erano tutti, a partire dai volti dei due protagonisti David McCallum (Acciaio) e Joanna Lumley (Zaffiro), nomi piuttosto noti nell'immaginario popolare britannico. Il tema su cui si basava la serie, anch'esso, sembrava studiato appositamente per raggiungere lo stesso target di utenza.
Vi rimando ai dettagli della produzione della serie all'ottimo post con cui Nocturnia uscì nel lontano 2013 e che, con sommo dispiacere, ho scoperto solo ora (è pazzesco, comunque, che di qualunque cosa io decida di parlare, lo zio Nick l'abbia già fatto). Qui, invece, parleremo d'altro.

Per farla breve, dopo aver visto quell'immagine è cresciuto prepotente in me il desiderio di assistere nuovamente a quella serie TV. L'esigenza, in parte, era quella di riempire un preoccupante vuoto di memoria, ma più che altro volevo capire cosa potesse mai esserci di così terribilmente spaventoso in una serie dichiaratamente di fantascienza. Il bello di questo tempo in cui viviamo è che è abbastanza facile recuperare ciò che si vuole recuperare, legalmente o illegalmente. Non avevo però voglia di mettermi a cercare in mezzo a quella marea di torrent che si muovono come saette per la rete e, cosa da non sottovalutare, il computer che utilizzo per bloggare non è mio e preferisco tenermene lontano, nel timore di creare casini.
L'opzione DVD, che per un attimo avevo valutato, è evaporata di fronte alla cifra astronomica con la quale viene offerta sul marketplace di Amazon. Scusa, caro venditore, ma settanta euro non sono ancora pronto a tirarli fuori (e probabilmente non lo sarò mai).
Ormai quasi rassegnato a lasciar perdere, o quanto meno a rimandare, ho voluto tentare l'ultima improbabile carta.... ed ecco che la fortuna, una volta tanto, si è girata dalla mia parte e, sorridendomi, mi ha servito su un piatto d'argento l'intera prima stagione, caricata da un tizio sul proprio canale Youtube.
La sera stessa mi sono messo di fronte alla tivù, con al fianco la mia perplessa morosa, e... sigla!


Vado subito al sodo: ho fatto una fatica mostruosa a rimanere sveglio, ma soprattutto, a visione completata e dopo un altro paio di giorni per metabolizzare la cosa, non riesco ancora capire ciò che ho guardato. Quarant'anni più tardi ho trovato "Zaffiro e Acciaio" davvero difficile da digerire.
Non so quanti, tra coloro che se la ricordano, abbiano tempo e voglia di tentare questo esperimento, ma "Zaffiro e Acciaio" appare oggi quantomeno incomprensibile: tutto ciò a cui assistiamo sembra essere messo lì senza alcuna logica, a partire da quella frase nella sigla, che è molto bella e evocativa ma, stringi stringi, non significa niente: "Tutte le anomalie verranno regolate dalle forze che controllano ogni dimensione. Ovunque ci sia vita non verranno usati elementi transuranici pesanti. Sono disponibili pesi atomici medi: Oro, Piombo, Rame, Giaietto, Diamante, Radio, Zaffiro, Argento e Acciaio. Sono stati assegnati Zaffiro e Acciaio". Non starò a sindacare sul fatto che Acciaio e Diamante non sono elementi della tavola periodica (il primo infatti è una lega, il secondo è una delle tante forme del carbonio), così come non lo è l'enigmatico Giaietto, di cui ho scoperto l’esistenza solo grazie a wikipedia.

I due protagonisti, a quanto pare, sarebbero stati assegnati da un'autorità sconosciuta per correggere anomalie temporali che, di tanto in tanto, permettono a non meglio identificate forze arcane e malevoli di penetrare nel mondo materiale. I due agenti, di evidente origine extraterrestre (o perlomeno extratemporale), sarebbero in grado di attingere le proprie abilità da particolari elementi atomici: Acciaio è quindi un individuo dalla forza disumana, capace di abbassare la temperatura del proprio corpo allo zero assoluto, ma brusco nei modi al punto da rendersi odioso sin dalla prima inquadratura; Zaffiro, che ai miei occhi di bambino appariva come una tardona da balera, è invece una trentenne piuttosto piacente, dotata di poteri telecinetici e in grado di riavvolgere il flusso temporale e di controllare le menti umane. Come la pietra da cui prende il nome, Zaffiro è quindi un personaggio molto caldo ed empatico. In un certo senso, la coppia ripropone in una veste alternativa e inusuale il dualismo dello “sbirro buono” e dello “sbirro cattivo” così cara al cinema ma anche a tante serie televisive poliziesche. Non è un paragone inserito a casaccio, questo, perché benché quelle di Zaffiro e Acciaio non si possano definire indagini nel senso classico del termine, neppure si può dire che lo svolgersi degli eventi nella serie sia del tutto lineare; non sempre la minaccia che i due protagonisti devono fronteggiare è così chiara (o, quantomeno, non lo sono il modo in cui l’anomalia si manifesta e la sua “regolazione”, come spiegherò meglio in seguito).

Definita come una serie televisiva di fantascienza, "Zaffiro e Acciaio" è in realtà più votata all'horror e al sovrannaturale, ed è forse per questo che i miei ricordi di bambino mi rimandavano a delle spiacevoli sensazioni di angoscia. Non ci sono alieni o robe del genere (almeno non dichiaratamente), ma le sei stagioni raccontano praticamente storie di fantasmi, qualunque sia il significato che vogliate dare tale termine. L'atmosfera è angosciante, e tale aspetto è enfatizzato dall'utilizzo di un numero limitatissimo di personaggi confinati in ambienti ristretti, claustrofobici, come stazioni ferroviarie o negozi. Ciò consente di elevare al massimo quel senso di smarrimento che deriva da una situazione di orrore inserita in un familiare ambiente domestico.
Smarrimento è poi il termine che sarebbe più corretto utilizzare quando si cerca di dare un'interpretazione ai vari episodi, visto che qui tutto sembra rompere le regole. Una delle ipotesi è che il tempo stesso sia un'entità maligna in grado di interferire con la perfezione dell'Universo; e lo fa senza darsi alcuna regola, costringendo i due eroi a rispondere muovendosi un po' a caso, senza mai nemmeno comprendere esattamente ciò che sta accadendo e senza mai trovare una soluzione certa ed efficace al problema. Tra mille errori, Zaffiro e Acciaio sembrano essere più smarriti dei personaggi che ruotano loro attorno, e ciò contraddice la logica di partenza, quella secondo la quale i due vengono inviati a "regolare le anomalie" nei luoghi ove si presentano.

Purtroppo, attraverso uno stile narrativo nel quale nulla sembra avere la minima parvenza di logica, e dove si sollevano più domande che risposte, si fa davvero fatica a resistere fino alla fine. Mi chiedo quindi cosa avessi compreso di ciò che vedevo all'età di 10-12 anni. Probabilmente niente, così come poco o nulla deve aver compreso il pubblico italiano dell'epoca che si vide proporre un menù così indigesto. Una risposta potrei azzardarla: il pubblico dei primi anni Ottanta non era esigente come lo è quello di oggi e attribuiva il fatto di non capire ciò a cui stava assistendo in gran parte a una propria lacuna culturale anziché, come sarebbe stato corretto fare in un caso come questo, ai limiti oggettivi di un prodotto totalmente scombinato. Le atmosfere tuttavia devono aver giocato un ruolo decisivo, considerato che il sottoscritto, e come me molti altri, ha subito una sorta di condizionamento inconscio che è rimasto latente per quarant'anni. In parole povere, se le trame troppo machiavelliche mi hanno lasciato qualche perplessità, dal punto di vista dell’atmosfera la serie funziona ancora maledettamente bene.

Il mio giudizio non può evidentemente essere definitivo: "Zaffiro e Acciaio" si sviluppò su sei stagioni per un totale di 34 episodi della durata di 25 minuti ciascuno, terminando poi con un cliffhanger che non fu mai risolto (particolare quest'ultimo che forse ha contributo a creare quella fan-base che ne ha perpetrato la memoria).


19 commenti:

  1. Bellissimo questo post su questa serie a me totalmente sconosciuta..Secondo me tu da ragazzetto eri rimasto colpito dai personaggi, dai loro poteri, dal ruolo di "guardiani". Quando si è più piccoli si bada alle cose più concrete.
    Oh certo che questa serie meriterebbe un bel remake! E io vorrei essere acciaio :D

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    1. Anni fa avevano provato a riprendere la serie dal punto dove era terminata richiamando i due attori protagonisti, dovettero bloccare tutto perchè dopo il fallimento del network che trasmetteva il programma erano andati perduti tutti i contratti originali e quasi tutta la documentazione utile in proposito. Ogni tanto comunque i fan ci riprovano a rilanciare la serie.

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    2. No, non credo che fossero i due protagonisti o i loro poteri ad avermi colpito. Credo piuttosto fossero le storie di fantasmi a terrorizzarmi... Nella prima serie non c'è molto di tutto questo, in realtà, ma andando a cercare immagini delle stagioni successive qualche lampadina lontana mi si è accesa.
      Riprendere la serie? Magari, ma prima di questa ce ne sarebbero molte altre.... basti pensare a Spazio 1999.

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  2. Grazie per la citazione, inoltre devo aggiungere che le tue critiche ed osservazioni sono in buona parte condivisibili...purtroppo il tempo passa per tutte le cose e non sempre le stesse invecchiano bene.

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    1. Si, forse come dici "Zaffiro e Acciaio" non è invecchiata bene. O forse era troppo avanti all'epoca in cui venne trasmessa e lo è ancora adesso.

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  3. Questa serie proprio non me la ricordo, però penso di poter capire ciò che intendi quando ti sorprendi per la suggestione provata allora e la delusione di oggi.
    Purtroppo gli anni che passano non si limitano a farci imbiancare i capelli, disegnare qualche ruga sul nostro viso e appesantirci il fegato. Aggiungono vari livelli di consapevolezza e, contemporaneamente, sottraggono vari livelli di meraviglia. Me ne accorgo quando provo a rivedere le serie mecha che guardavo da bambino, da "Daitarn 3" a "Kyashan"...
    Potresti provare a prendere spunto da quel che hai visto per tentare di elaborare un ipotetico remake più sensato e più confacente ai gusti degli spettatori dei giorni nostri... e magari proporlo a Luigi Parisi ;-)

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    1. Mi chiedo se tra cinquant'anni le generazioni che verranno riusciranno a ricavare le stesse suggestioni dalle esperienze di oggi. Spero di si. Anzi, sono convinto di si.
      In fondo noi vivevamo gli anni Ottanta pensando che fosse un decennio di merda e adesso lo guardiamo con nostalgia.
      Molto bella quella frase "aggiungere consapevolezza e sottrarre meraviglia". Me la segno.

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  4. Purtroppo non mi si accenda alcuna lampadina, malgrado all'epoca i miei genitori fossero grandi estimatori delle serie britanniche. Ho ricordi vividi di visioni di "Attenti a quei due", "Spazio 1999" (momento sacro di in cui si doveva stare in religioso silenzio!), gli Agenti Speciali Patrick Macnee e Diana Rigg (io ricordo un titolo come "Sempre due, sempre infallibili" ma non lo ritrovo) e via dicendo: chissà che magari abbiano visto l'inizio di questa serie e abbiano smesso perché non piaceva. (Inutile chiederlo oggi, ogni mio tentativo di ricostruire con i miei genitori la cultura pop vissuta negli Ottanta è stato infruttuoso.)
    Però per esempio il "Dottor Chi" in casa nostra non è mai entrato, anzi ho saputo della sua esistenza solamente da adulto: chissà se c'era una scelta alla base o si andava semplicemente a caso nella scelta dei programmi TV.

    Ogni singolo prodotto filmico che mi ha segnato nell'infanzia, mettendomi addosso una certa strizza, rivisto in seguito mi ha lasciato perplesso: temo che entrino in ballo altri fattori "alchemici" che, dissolvendosi con la crescita, non permettono più di capire le proprie emozioni.
    Questo venerdì per esempio sul Zinefilo inizio il viaggio sulla lavorazione del "Ritorno dei morti viventi" (1985), ed ho impressi a fuoco nella mente i ricordi di quell'estate del 1990 in cui, a 16 anni, le prime scene del film mi misero addosso una strizza che non riuscivo a muovermi dalla sedia. E parliamo di un prodotto che venne considerato una commedia punk!

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    1. Doctor Who da me è arrivato, ma credo che il merito sia tutto di quel compagno di classe delle medie che aveva frequentato, fino all'anno prima, la scuola in Inghilterra. Dove stava lui ovviamente il dottore era un mito e, una volta in Italia, trovandosi di fronte a quelle serie già trasmesse in UK, e ce le ha subito raccomandate.
      Gli Agenti Speciali Patrick Macnee e Diana Rigg erano questi, no? Non me li ricordo assolutamente, nemmeno ascoltando la sigla su Youtube!
      Si, sarà forse qualcosa di alchemico, ma come spieghi che Spazio 1999 invece me lo rivedrei di continuo sena stancarmi?

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  5. Sì, gli Agenti Speciali sono loro ;-)
    Temo non abbiano avuto molte repliche. Io invece "Spazio 1999" l'ho rivisto una ventina d'anni dopo e mi è piaciuto, o meglio piaciucchiato: il problema è che la prima volta che l'ho visto avrò avuto meno di sei anni, quindi non è che lo capissi più di tanto. Rivisto intorno al 2000 sicuramente ne apprezzo il valore delle storie ma non è scattata alcuna magia, come invece per Star Trek, che ho rivisto in continuazione per tutta l'infanzia. Però di "Spazio 1999" parlo della prima stagione: mi è capitato di rivedere qualche puntata della seconda stagione per estrarne citazioni scacchistiche e mi sembra invecchiata decisamente peggio, rispetto alla prima.

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    1. Episodi della prima stagione come "Il ritorno del Voyager" e "Un altro tempo, un altro luogo" hanno una marcia in più... come dire... qualcosa di più profondo delle carnevalate di Maya.
      A quest'ultima, tra l'altro, non ho mai perdonato di aver preso il posto di Victor Bergman (si ok, non è colpa sua, ma che vuoi farci)

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    2. Un mio amico lettore, Giuseppe (grande amante della serie), mi ha raccontato che è stato il "danneggiatore professionista" Fred Freiberger a salire a bordo della seconda stagione di "Spazio 1999" giudicando il dottor Bergman inadatto al pubblico americano a cui volevano proporre la serie, decidendo così di farlo fuori. Ancora anni dopo, quando alle convention di fantascienza ha cercato di spiegare i suoi ragionamenti ai fan, ha ricevuto sonore lamentele. (E magari anche qualche pernacchia!)
      Sempre a detta del mio amico, è lo stesso Fred Freiberger le cui grandi scelte sbagliate hanno reso la terza stagione di "Star Trek" l'ultima di quella serie. Insomma, un produttore che riesce a seppellire ogni serie a cui lavora! :-D

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    3. Non puoi toccare un personaggio simile e pensare di passarla liscia! Se si fosse limitato a segare Paul Morrow e David Kano probabilmente la reazione popolare sarebbe stata più soft, ma escludere Bergman sarebbe come uccidere zia May in un numero di Spiderman (cosa che, se non ricordo male, hanno anche fatto.. prima di trovare il modo di resuscitarla come un Bob Ewing qualsiasi)....

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  6. Io non mi ricordo di questa serie.

    Nel Regno Unito Joanna Lumley è un'istituzione e la si può trovare su diverse reti con telefilm vecchi e programmi nuovi. Tra quelli degli anni Settanta, sono trasmesse spesso le repliche di The new avengers.

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    1. Leggo che "The New Avengers" (in Italia trasmesso con il titolo de "Gli infallibili tre") sarebbe tra l'altro il sequel di "Avengers" ("Agente speciale"), citato dall'Etrusco in un commento qui sopra.
      Curioso some una serie mai sentita prima appare casualmente in due commenti giunti nello stesso giorno....

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    2. Proprio lui! Grazie all'archivio del "Radiocorriere TV" scopro che era il 1983 in cui su un piccolo canale andava in onda "Sempre tre, sempre infallibili", il nome con cui ricordo la serie. I miei la vedevano ma onestamente non credo di averla mai seguita: avevo 9 anni e tante sanguinose battaglie dei Masters da organizzare :-D

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    3. Capisco perfettamente la priorità...

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  7. Non me la ricordo assolutamente, però posso afferrare il concetto di 'robe strane degli anni '80, senza un effettivo senso logico. Grazie per il post, Obs!

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    1. La logica non era evidentemente prioritaria all'epoca. In fondo non c'erano i mezzi che ci sono oggi, dove qualsiasi insignificante particolare viene passato allo scanner. Tutto sommato credo si stesse meglio allora....

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