In memoria di Ace ‘Spaceman’ Frehley (1951-2025)
Ci sono in giro film decenti, film tutto sommato carini, film belli, avvincenti, emozionanti, profondi,
divertenti, sorprendenti, qualche indiscusso capolavoro e anche alcuni rarissimi film che
trascendono la perfezione. Nessuno tra questi aggettivi può però essere attribuito a “Kiss
Phantoms”, nome con il quale è stata distribuita in Italia una delle più clamorose croste
cinematografiche mai girate dai tempi dei fratelli Lumière. Perché allora sono qui a parlarne?
Semplicemente perché capita che quando un film tocca il fondo e inizia a scavare la terra, la
situazione può ribaltarsi di 360° ed entrare nel mito.
È successo a “Plan 9” di Ed Wood ed è
successo a “Kiss Phantoms” (1978) di Gordon Hessler, un regista che sicuramente non avete mai
sentito nominare e che potete tranquillamente continuare a ignorare come avete fatto finora.
Ad
ogni modo, mentre sta girando qualche episodio dei CHiPs (questi però ve li ricordate, no?), il
nostro Gordon Hessler viene contattato dalla Hanna-Barbera Productions, quella di Scooby-Doo e
dei Flinstones, per realizzare un film per la tivù che diventerà negli anni oggetto di culto per i fan
della band statunitense senza dubbio più popolare della storia del rock.
