
LA PRIMA PARTE SI TROVA
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Nell'articolo
precedente ho introdotto una delle figure chiave di questa parte del progetto Orizzonti, quella di
John Marco Allegro. Allegro era un filologo britannico che nel 1953 fu invitato a far parte del gruppo di studiosi che si stava formando per esaminare e decifrare
i Rotoli del Mar Morto. Era un gruppo internazionale che, fino a quel momento, contava solo ecclesiastici o comunque membri di fede cattolica. Allegro invece non era praticante, perché pur essendo cresciuto in una famiglia anglicana ed essendo perfino stato un
Pastore Metodista per qualche tempo, si era poi allontanato dalla religione e si dichiarava agnostico. Fu forse per questo che si permise di spingersi più in là degli altri nelle interpretazioni etimologiche delle parole in cui incappava nello studio dei testi antichi.
Allegro riteneva che la scrittura servisse per tramandare, mascherandoli, concetti e misteri che si voleva celare all'uomo comune per riservarli a una casta di “eletti”, gli iniziati. Riteneva che la parola scritta non fosse solo un simbolo, ma l'espressione di un'idea sviluppatasi all'interno di una determinata area etnico-sociale, utile quindi a comprendere il contesto filosofico preistorico che l'ha generata. E poiché il linguaggio liturgico è essenzialmente conservativo, ovvero tende a mantenere al suo interno le parole nel loro senso originale, primitivo, lo studio della religione dovrebbe sempre basarsi sulla filologia. La sua ricerca gli permise di rintracciare all'interno di parole semitiche e indo-europee una radice (fonema) riconducibile a una lingua più antica, in effetti la più antica lingua scritta scoperta dall'uomo e che costituisce un vero e proprio ponte fra quei ceppi linguistici, il sumero; i suoi studi si focalizzarono quindi sull'Antico e Nuovo Testamento, i due testi fondamentali del Cristianesimo, rintracciandone le basi in una cultura pre-ellenica e pre-semitica: la cultura sumera. I Sumeri, com'è noto, non erano monoteisti… ma questa, come vedremo, è solo una parte del problema.
A questo punto è però doveroso fare un altro passo indietro. Non avevo intenzione di dedicare troppo spazio alla storia di
John Allegro, ma mi sono reso conto che è importante descrivere anche a grandi linee come e in che contesto “
Il fungo sacro e la croce” venne alla luce; credo che ora più che mai occorra contestualizzare la vicenda e far conoscere i suoi protagonisti a coloro che non ne avessero mai sentito parlare. La storia, comunque, è molto interessante, anche se la versione che sto per proporvi è un po' semplificata (una fonte diretta di informazioni è il sito
www.johnallegro.org, ma potrete trovarne anche altrove): trasuda sudore, passione, intrighi e menzogne… come una telenovela. O quasi.