sabato 26 luglio 2025

I segreti della casa di Rye Lane

“They thought they’d found their dream home. They were wrong.“ Susan Allott, The House on Rye Lane, 2024

La prima cosa che ho fatto appena terminato questo libro (anzi, forse l’ho fatto anche prima), è stata fiondarmi su Streetview per esplorare Rye Lane, la strada del quartiere londinese di Peckham dove è ambientato il romanzo di Susan Allot. L'ambientazione è piuttosto curiosa, visto che Rye Lane si affaccerebbe su un parco che non sempre è stato tale. Il Peckham (anzi, il Peck) un tempo era un fiume che serpeggiava attraverso un paesaggio rurale, poi trasformato in una fogna con i primi insediamenti, e infine interrato quando l'espansione urbana di Londra raggiunse Peckham e la inglobò definitivamente. Il paesaggio attuale, così come visibile su Streetview, per la sua modernità, è spiazzante, ma credo di aver identificato la location perfetta nella vicina Peckham Rye, che presenta abitazioni tipiche delle periferie inglesi, affacciate proprio su un parco (il Peckham Park), al cui interno è ancora visibile un ruscello (il Peckham River). Ho cercato anche la casa visibile sulla copertina del libro, scorrendo Peckham Rye per tutta la sua lunghezza, ma non sono rimasto sorpreso nel constatare che non esiste.

venerdì 27 giugno 2025

Traditi dalla fretta #46

Siamo ormai quasi in luglio, quello che senza ombra di dubbio è il mio mese preferito, sia perché è in tale mese che cade il mio compleanno, sia perché è il mese dove il carico di lavoro in ufficio inizia a sembrare umano. Un altro motivo è che posso ridurre al minimo i giri del motore del blog senza per questo sentirmi in difetto. Ed è proprio ciò che farò. Nei prossimi due mesi la mia presenza online sarà limitata a pochi sporadici episodi, magari giusto per parlare di qualche leggera lettura estiva, se mai ne troverò una sufficientemente leggera da consentirmi di scriverne senza dovermi concentrare più di tanto. Di sicuro ci sarà tra qualche settimana il mio contributo al solito progetto estivo "Notte Horror", al quale faccio giusto un accenno più in basso, ma a parte queste piccole cose il mio obiettivo è quello di rilassarmi, trascorrere qualche serena giornata con la mia dolce metà, una passeggiata, una pizza, un gelato, un film, magari un paio di libri, ma niente di più. Non ci saranno vacanze nemmeno quest'anno, ma giusto qualche giorno lontano dall'ufficio per ricaricare un poco le batterie, giusto per non scendere troppo sotto la soglia minima. Vi lascio quindi con un nuovo episodio dell'abituale rassegna "Traditi dalla fretta", che include una selezione delle ultime uscite librarie finite dirette nella mia wishlist (ce ne sarebbero altre, ma lo spazio è limitato). Buone vacanze, se le fate. Altrimenti, buona Estate! 

venerdì 20 giugno 2025

Cinema, metacinema, miniature e manie di controllo (Pt.2)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Ma veniamo - senza alcuna intenzione di paragonarle, neppure fra loro, a livello qualitativo, ma solo in merito a come usano l’espediente oggetto del post - a opere ben più recenti. 
Nel bellissimo “Hereditary – Le radici del male” di Ari Aster (2018), la famiglia di Annie è un microcosmo in cui, in un meccanismo da tragedia greca, si manifesta il karma familiare, quel male ereditario che suo malgrado la stessa Annie contribuisce a perpetrare. Non a caso Annie costruisce miniature, e il modellino a cui sta lavorando è proprio la casa del film, come ci mostra la telecamera che, nelle scene iniziali del film, ci porta al suo interno e poi scivola fuori, nella realtà filmica (una tecnica, quella della telecamera che precede gli attori negli ambienti e vi indugia, che sarà usata anche in altri momenti nel lungometraggio). 
Qui la presenza del modello consente un gioco di specchi, non solo in senso fisico ma anche esoterico: ciò che è dentro, è fuori. L’ereditarietà si manifesta anche nella propensione artistica, diciamo così, delle donne di famiglia, nella loro urgenza di rappresentare il reale; ma traslando, il talento di Annie nella figlia si deforma, diventando grottesco (pensiamo all’armonia delle sue miniature a paragone con i brutti e inquietanti ritratti di famiglia abbozzati da Charlie, così come l’aspetto fisico di quest’ultima è una distorsione della bellezza materna).
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