martedì 30 settembre 2014

Impressioni di settembre

Ancora solo poche ore e anche questo mese di settembre raggiungerà la sua conclusione. L’estate quest’anno pare non essere ancora cominciata e già ci troviamo catapultati nell’autunno. Ormai anche qui le serate cominciano a farsi fredde e ciò rende meno piacevoli le mie uscite sul terrazzo per la sacrosanta sigaretta rituale del dopocena. Anche le gatte sembrano essersi accorte del freddo e stanno riducendo all’indispensabile le loro scorribande outdoor serali. Meglio così. Mi piace averle vicine sul divano la sera quando mi guardo un film e mi sorseggio nel mentre un qualcosa. Settembre se ne sta andando ed è il momento per un post un pochino più leggero, uno di quei post in cui mi metto a parlare a raffica di cose inessenziali ma che a volte fanno piacere. Il titolo del post, come avrete notato, non è esattamente originale ma mi piaceva l’idea di prenderlo in prestito dai suoi legittimi proprietari. Anzi, diciamo proprio che ho sempre sognato di realizzare qualcosa da poter intitolare “impressioni di settembre”, tre parole semplici nella loro sostanza ma che mi hanno sempre dato la sensazione di poter smussare gli spigoli più duri della stagione in arrivo. E di poterla guardare con meno timore.

domenica 28 settembre 2014

Estonia, vent'anni dopo

MAYDAY. MAYDAY - State lanciando un Mayday? Estonia, cosa sta succedendo? Potete rispondere? – Qui Estonia. Chi c'è laggiù? - Estonia, qui è la Silja Europa. – Parlate finlandese? - Sì, parlo finlandese. – Abbiamo un problema. Ci stiamo piegando in maniera preoccupante sul lato di dritta, probabilmente di oltre 20 o 30°. Potete inviare assistenza e contattare la Viking Line? - La Viking Line non è lontana da noi e probabilmente a quest'ora ha già appreso la notizia. Comunicatemi la vostra posizione. – Abbiamo un blackout e noi… io non posso dire quale sia la nostra posizione in questo momento...  - OK, cercheremo di fare qualcosa. – State venendo in nostro soccorso?  - Sì. Puoi darci la tua posizione esatta? - Adesso non è possibile. Abbiamo un blackout a bordo. Gli strumenti sono spenti - OK, proviamo noi a rintracciare la vostra posizione. Solo un momento. Faremo del nostro meglio per venire in vostro soccorso ma dobbiamo prima calcolare le vostra posizione. – Adesso posso darvela.  – Bene! Vai! - Latitudine 58, solo un momento. - OK. - 22 - OK, 22°, arriviamo. – Volevo dire 59, latitudine 59 e 22'. - 59° 22′. La longitudine? - 21° 40′ Est. - 21° 40′ Est, OK. – Qui si sta mettendo male. Si sta mettendo davvero male adesso!!!

martedì 23 settembre 2014

L'anima nera del Totoro (Pt.3)

Image by http://sachsen.deviantart.com/
Per una maggiore comprensione della serie di articoli "L'anima nera del Totoro", che è iniziata qualche giorjno fa qui sul blog, consigliamo di leggere prima i due post dal titolo "L'incidente di Sayama". Se non li avete ancora letti, cliccate qui. 

Prima di tirare definitivamente le somme, occorre però tentare un serio parallelismo tra l'anime e il caso Sayama. Analizziamo qui di seguito nell'ordine, i luoghi, il periodo storico, i personaggi e il simbolismo che lega tutto assieme.

L'ambientazione è molto simile: la località di Sayama, dove si svolse il delitto della povera Yoshie Nakata, non è lontata da Tokyo e l'anime si svolge nella campagna attorno a Tokyo. Ma forse la spiegazione più semplice è che Miyazaki è originario di quella stessa zona... Che nel film ci sia molto di autobiografico è cosa risaputa: quando Miyazaki era piccolo, sua madre si ammalò di tubercolosi spinale e suo padre si trasferì con lui in campagna. Sembra che all'epoca l'ospedale di Hachikokuyama fosse un centro molto famoso per la cura di questa malattia. Nel film questo non viene mai specificato, ma è generalmente accettato che anche la madre di Mei e Satsuki sia malata di tubercolosi: Hachikokuyama, quindi, sarebbe il modello su cui è stato costruito l'ospedale, fittizio, di  Shichikokuyama, collocato suppergiù nella stessa area geografica.
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