L'hanno scritta in molti una classifica delle cose migliori dell'anno appena trascorso e, una volta tanto, voglio provarci anch'io. Nulla di trascendentale, sia chiaro, solo un piccolo espediente per mettere in ordine i miei pensieri. Va detto che, tecnicamente, una classifica dovrebbe partire da presupposti che a me mancano, primo fra tutti quello di avere ben chiaro il campione da cui prelevare il "best of" che si vuole affrontare che, se non si fosse ancora capito, è di carattere letterario.
Il tempo tiranno, che non mi permette di essere sempre sul pezzo, fa sì che la mia classifica non sia lo specchio di ciò che è uscito nel 2018, ma più semplicemente una piccola lista di quelle che ritengo essere state le migliori letture che mi hanno tenuto compagnia nel corso degli ultimi dodici mesi; non necessariamente quindi delle novità assolute, sebbene per me siano state tali.
Il tempo tiranno, che non mi permette di essere sempre sul pezzo, fa sì che la mia classifica non sia lo specchio di ciò che è uscito nel 2018, ma più semplicemente una piccola lista di quelle che ritengo essere state le migliori letture che mi hanno tenuto compagnia nel corso degli ultimi dodici mesi; non necessariamente quindi delle novità assolute, sebbene per me siano state tali.
Anche il termine "classifica" è un po' fuori luogo, visto che non vedo il senso nel porre dei giudizi di merito comparativi. Non esiste il migliore, così come non esiste il secondo migliore. Entrambi a loro modo sono stati i migliori nel momento in cui mi hanno regalato qualcosa di buono, una sensazione, un'emozione, chiamatela come volete. Per questo motivo, i cinque titoli che andrò tra breve a elencare sono ordinati (spero) in perfetto ordine cronologico, dal primo, letto lo scorso gennaio, all'ultimo, letto sul finire dell'anno.
