"Di notte, alla luce della Luna c'è lui, il Grande Amante, che guarda attraverso una spaventosa piazza o canale nella finestra dell'eroina e nei suoi occhi. Lei lo aspetta, Vuole salvare l'eroe e ha letto nel Libro dei Vampiri che se una vittima resta con il vampiro fino al canto del gallo egli sarà distrutto. Egli va da lei rapido, con quella camminata spaventosamente affrettata, le unghie artiglianti. L'ombra della mano striscia come inchiostro sulle lenzuola bianche come neve. L'ultima sequenza lo mostra chino accanto al letto di lei mentre la bacia sul collo in una scena d'amore orribilmente perversa e senza eguali nella sua rivelazione immediata e patetica di un vampiro sostanzialmente indifeso. Si leva il sole, vedete i raggi illuminare la cima del casamento, il gallo canta, il vampiro non può andarsene. Svanisce in uno sbuffo di fumo come l'Agonia dell'Occidente. Proprio mentre sopraggiunge l'eroe ansimante, troppo tardi per salvare il suo amore." (Jack Kerouak, Nosferatu, in "New Yorker Film Society Notes, 9 gennaio 1960).
martedì 15 marzo 2022
mercoledì 9 marzo 2022
Orizzonti del reale (Pt.32)
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Terence McKenna
LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI
Leggere McKenna è totalmente diverso da leggere Leary. Tanto quest’ultimo è discorsivo, vago ed evocativo quanto McKenna è avvezzo a snocciolare grafici, numeri e dati, per quanto non sempre accurati e tutt’altro che inoppugnabili. Va però detto, come è giusto che sia, che “Invisible landscape: mind hallucinogens and the I CHING” (1975) non è solo l’opera di Terence McKenna, ma anche del fratello Dennis, come lui etnobotanico e anche farmacologo.
Quando appresero dell'uso sciamanico di una pianta contenente triptamina nella monografia antropologica dedicata a una tribù amazzonica, gli Jívaro, i McKenna erano già interessati alla dimetiltriptamina, o DMT, sia perché questa sembrava stimolare i centri linguistici del cervello, sia perché scatenava delle allucinazioni in cui era possibile incontrare forme molecolari danzanti (definite a volte delle “intelligenze insettoidi”) che sembravano forme di linguaggio visibile. Gli sciamani di quella tribù affermavano che la pianta inducesse uno stato di coscienza in cui veniva generata una sostanza viola fluorescente e che fosse proprio questa sostanza a consentire loro di operare la loro magia.
mercoledì 2 marzo 2022
La via d'uscita e il bar subito dopo
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Valentino Poppi
Anche quest'anno, puntuale come un orologio svizzero, mi sono fatto prendere dalla lettura dei racconti del Trofeo RiLL, giunto ormai alla sua ventisettesima edizione. La formula come sappiamo è sempre la stessa dal 1994, anno in cui venne bandito per la prima volta il concorso letterario omonimo per il miglior racconto fantastico, i cui primi cinque classificati vanno successivamente a popolare l'annuale antologia "Mondi incantati" curata dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare e edita da Acheron Books.
Numeri da record anche per l'edizione 2021, che ha visto all'opera oltre 400 autori e autrici per un totale di 522 racconti dati in pasto ai selezionatori. Ciò che ne è uscito è oggi più che mai un prodotto di elevatissima qualità, nel quale a fatica riesco a individuare veri punti deboli.
L'antologia in questione prende il titolo dal racconto vincitore "Il bar subito dopo" di Nicola Catellani, autore modenese e grande appassionato di fantascienza che in questo concorso fa suo anche il secondo gradino del podio con un racconto, a mio parere, piuttosto simile. Partirei quindi da questi per la mia carrellata esplorativa.
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