Il blog si prende comunque una pausa e tornerà, come d'abitudine, solo quando questa grande ipocrisia chiamata natale sarà ampiamente archiviata...
lunedì 25 dicembre 2023
lunedì 18 dicembre 2023
Il mistero della stanza 1046 (Pt.4)
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| Negli stessi giorni, qualcuno si prende la briga di inviare dei fiori... |
LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI
Se le circostanze che circondano l'omicidio possono, così come le ho descritte finora, sembrare piuttosto ordinarie (non abbastanza bizzarre, voglio dire, per legittimare un articolo così lungo), quello che accade in seguito certamente giustifica lo sforzo, sia mio di scrivere, sia vostro di leggere.
Siamo intanto arrivati a un punto morto. La polizia si rende conto che l’uomo della camera 1046 si è registrato al President sotto falso nome e ogni speranza di risalire rapidamente alla sua famiglia va subito in frantumi.
Viene quindi interrogato il personale del Muehlebach Hotel, la struttura presso la quale il misterioso individuo aveva più volte accennato di aver alloggiato in precedenza. Non risulta nessun Roland T. Owen ma, quando venne fornita una descrizione dell’uomo, il personale la collega a un ospite registrato con il nome di Eugene K. Scott. Niente da fare: come avrete di sicuro immaginato, si tratta di un altro nome falso. Pista chiusa e tanti saluti.
Per quasi due mesi il suo corpo viene conservato presso la Melody McGilley Funeral Home. Poiché nessuno era venuto a reclamarlo, era previsto che fosse sepolto nella fossa comune, dove trovavano posto i resti mortali di quelli così poveri da non potersi nemmeno permettere una sepoltura.
lunedì 11 dicembre 2023
Il mistero della stanza 1046 (Pt.3)
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| Sopra: la scheda di registrazione di Owen al President. - Sotto: alcuni curiosi oggetti ritrovati nella stanza 1046 |
LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI
Questa è la storia dell'omicidio di Roland T. Owen, avvenuto nella stanza 1046 del President Hotel di Kansas City, Missouri, in una fredda mattina di gennaio del 1935.
Roland T. Owen viene ritrovato gravemente ferito, ricoperto di sangue ma lucido. Quando il dottor Flanders del Kansas City General Hospital arriva, lo trova legato mani e piedi, con degli strani segni attorno al collo (*), chiaro indizio di un tentativo di strangolamento andato a vuoto, numerose ferite da arma da taglio al petto e una vasta ferita alla testa. Il dottor Flanders, accingendosi a liberare i polsi di Owen, gli chiede “Chi ti ha fatto questo?”. “Nessuno”, risponde Owen. Alla domanda, poi, sui motivi di tutto quel casino, Owen risponde di essersi ferito accidentalmente, cadendo in bagno e sbattendo la testa contro la vasca. L’uomo perde quindi conoscenza e viene trasferito in ospedale, dove muore poco dopo la mezzanotte del 5 gennaio.
Perché Roland T. Owen, nei suoi ultimi istanti di lucidità, decide di negare l’evidenza, attribuendo tutto quel casino a uno sciocco incidente domestico? Chi, o cosa, cercava di proteggere? Di chi, o di cosa, aveva paura?
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