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lunedì 12 giugno 2023

Les Garçons Sauvages

Pensando a quale film inserire nel secondo articolo della rubrica “Obsploitation Visions”, ho avuto una specie di folgorazione: quel film doveva essere “Les Garçons sauvages” (“The Wild boys”), il primo lungometraggio del regista francese Bertrand Mandico, un film svanito perlopiù nell’oblio dopo l’apparizione a Venezia nell’ambito della “Settimana Internazionale della Critica” nel 2017. Se infatti mi diceste che non lo avete mai neppure sentito nominare, non ne sarei poi troppo stupito. Credo che le ragioni siano essenzialmente due, anzi tre. 
Mandico è un personaggio non famosissimo in patria, ancor meno in Italia, nonostante il passaggio a Venezia e la partecipazione alla rassegna “Altre Visioni” di Torino nel dicembre dello stesso anno. In secondo luogo, “Les Garçons sauvages” appartiene al filone del fantastico pur non essendo cinema d’intrattenimento, pertanto non ha un suo pubblico di riferimento: se dovessi descriverlo, direi che somiglia a un’avventura marinaresca “à la Stevenson” e a un racconto di formazione senza rientrare pienamente in nessuna delle due categorie. Di certo non è un film per famiglie, e non è possibile, quindi, accostarlo a opere come quelle del franchise dei “Pirati dei Caraibi”: la violenza nel film di Mandico è più percepibile, secondo me, anche se l’atmosfera surreale in gran parte la camuffa, ma, soprattutto, anche se è dinamico e ricco d’azione, sa intrattenere ma non diverte (non se le vostre aspettative sono riposte in personaggi accattivanti e dalla battuta facile, che schivano pallottole o sciabolate facendo acrobazie degne di un circense).
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