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lunedì 18 agosto 2025

I delitti della casa decagonale

Chiunque sia appassionato di romanzi gialli conosce perfettamente, e certamente apprezza, i cosiddetti “delitti della camera chiusa”, ovvero quel particolare sottogenere in cui l'indagine ruota attorno a un delitto compiuto in circostanze apparentemente impossibili, generalmente una camera chiusa dall'interno. Il vero fulcro di questo sottogenere non è quello classico del poliziesco, cioè scoprire il responsabile, bensì scoprire come il crimine sia stato commesso, visto che la prima impressione degli investigatori e dei lettori è che il criminale, dopo aver compiuto il delitto, sia letteralmente svanito nel nulla. 
Uno dei primi esempi è probabilmente il racconto di Edgar Allan Poe “I delitti della Rue Morgue”, ma sono certo molto più noti agli appassionati veri capisaldi del genere come “Il mistero della camera gialla” di Gaston Leroux e “Le tre bare” di John Dickson Carr. 
Quasi tutti i romanzieri più famosi, prima o poi, si sono cimentati con questa particolare tecnica, da S.S. Van Dine a Edgar Wallace a Ellery Queen, senza naturalmente dimenticare la regina del giallo, Agatha Christie, che con “Dieci piccoli indiani” e “Assassinio sull'Orient Express” ha ampliato l’area di indagine, trasferendola dalle quattro mura in cui era relegata alla vastità di un’isola o di un treno, rispettivamente, mantenendo però rigorosamente inalterato lo schema generale dell’ambiente delimitato e impenetrabile. 

martedì 29 agosto 2023

Gli occhi dentro

Secondo appuntamento con le notti horror ossidianiche di questa calda estate 2023 e seconda proposta cinematografica pescata nel marasma delle produzioni meno note del panorama giallo italiano. Dopo “La casa con la scala nel buio” di Lamberto Bava, presentato qui a metà luglio, passiamo oggi la fiaccola olimpica a un altro grande maestro del cinema horror a basso costo, ovvero il compianto Bruno Mattei, un nome che è tutto un programma. Basterebbe d’altra parte gettare uno sguardo alla sua filmografia per rendersi conto dell’abilità con la quale Bruno Mattei ha saputo sfruttare filoni cinematografici vincenti a suo esclusivo vantaggio: “Strike Commando” (1987), giusto per fare qualche esempio, è una pellicola che richiama il quasi omonimo film con Arnold Schwarzenegger (“Commando”, 1985) ma che ricalca clamorosamente “Rambo 2 La vendetta” (1985) di George Pan Cosmatos; il curioso “Terminator 2” (1989), che anticipa di quattro anni l’omonimo (e ufficiale) film di Cameron (1991), è una furbetta operazione commerciale, esplicitamente volta ad attirare i fan di Schwarzy più ingenui; “Zombi 3”, iniziato da Lucio Fulci (altro grande manipolatore), ma completato da Mattei, è un altro esemplare esercizio di sfruttamento di un filone vincente; e anche questo “Gli Occhi dentro” (1994), come vedremo tra breve, in tutto questo sudiciume non è da meno.

martedì 18 luglio 2023

La casa con la scala nel buio

Siamo infine arrivati al decimo anno di Notte Horror, il tradizionale appuntamento estivo che tiene incollati ai blog milioni di followers da tutta Italia. Sembra ieri che tutto questo ha avuto inizio, grazie all’iniziativa di un pugno eterogeneo di scribacchini del web con in comune la passione per il cinema horror fin de XX siècle, un tipo di cinema che non c’entra nulla con l’omonimo movimento culturale europeo (fra l’altro di un secolo antecedente), ma che si concentra più che altro sul suo opposto, ovvero l’ignoranza più becera in termini di creatività e di mise en place. 
Ho già raccontato numerose altre volte (almeno dieci, ma mi sa di più) che questa iniziativa venne alla luce con il proposito di omaggiare le omonime notti televisive della nostra fanciullezza, ma quello che forse non tutti sanno (o non si ricordano, o fingono di non ricordare) è che non fui io il creatore di tutto l’ambaradan. Oggi è facile pensarlo perché sono anni (giusto quei nove) che mi sono fatto carico di tutto lo sbatti dell’organizzazione, ma la vera origine va ricercata in due fanciulle da blog (una delle quali è ancora qua in giro) che ebbero la fatale intuizione mentre degustavano un gelato sul lungomare di Pietra Ligure in un lontano tardo pomeriggio d'estate. Ora, più prosaicamente si stavano solo scrivendo su una chat, ma l'immagine di Pietra Ligure al tramonto mi pareva più romantica. 
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