Primi giorni di agosto immerso nell’implacabile caldo milanese. Le prospettive per questo mese che sta iniziando non sono le più allettanti: lavoro, lavoro e soltanto lavoro. Fortunatamente una buona parte dei miei concittadini ha già preso la via del mare e ciò mi permette, se non altro, di andare e venire dall’ufficio in tempi decenti, libero di sfrecciare a mio piacimento sulla Vigevanese, solitamente più simile ad un girone infernale che ad una semplice strada statale. Questo è uno dei vantaggi per chi, come me, sceglie di staccare la spina nei periodi dell’anno meno classici.
Purtroppo il caldo non è il miglior ingrediente per la realizzazione di buoni post. Le idee non mi mancano, intendiamoci. Quello che mi manca è la voglia (o la forza) di mettermi qui la sera a picchiettare sui tasti del mio laptop. Ad ogni modo mi ero ripromesso di non mollare e non ho intenzione di farlo proprio adesso che il mio blog ha iniziato, dopo oltre un anno di solitudine, a dare i suoi frutti in termini di followers. Non moltissimi per la verità, qualcuno potrebbe obiettare, ma per adesso mi va bene così: dopotutto non sono qui per collezionare followers come fossero figurine. Tra l’altro credo che il numero di followers (e il numero di commenti) vadano di pari passo con il livello di interesse che quello che si scrive riesce a suscitare. Di conseguenza sono io l’unico che può portare questo blog verso il successo o verso la rovina. Mi auguro davvero che si avveri la prima ipotesi, non tanto per la mera ambizione di divenire uno dei cosiddetti “influencer blogger” (non aspiro a tanto e nemmeno ne potrei sopportare le responsabilità), quanto perché credo sia più soddisfacente scrivere non solo per se stessi ma anche per gli altri. Sbaglio? Ditemelo voi… Ad ogni modo mi accorgo che mi sto perdendo in chiacchere. Oddio, a me le chiacchere piacciono anche, ma forse non sono queste le cose che cercano gli occasionali visitatori del mio blog (o si?).



