E così anche tu te ne sei andata, Pierina. E ci hai lasciati soli. E ora siamo veramente soli, soli in una casa che non è mai stata così vuota. Era rimasta la Dori quando se ne è andato Elvis, ed eri rimasta tu quando se ne è andata la Dori. Oggi non è rimasto nessuno a pierottolare per casa. Non è rimasto nulla se non le tue ciotole ormai vuote, nulla se non la tua lettiera ormai pulita, nulla se non i tuoi tanti sottopiera che non saranno più tali, ormai. Resta di te una piccola urna colma di ceneri, ma soprattutto resta il grande amore di cui queste quattro mura sono pregne, e che preservano il ricordo di tanti momenti passati insieme, dei tanti piccoli riti ai quali ci avevi abituati. Le levatacce della mattina alle cinque, quando reclamavi il tuo cibino fresco, perché quello nella ciotola era ormai tutto secco; le corse nel corridoio per andare svegliare la tua mamma, quando la colazione era in tavola anche per lei; le lunghe ore trascorse sul divano tutti assieme, o a tavola, con te che camminavi avanti e indietro sulla tovaglia. E i grattini della buonanotte, i grattini del buongiorno e del buon pomeriggio.