Visualizzazione post con etichetta Terence McKenna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Terence McKenna. Mostra tutti i post

lunedì 30 maggio 2022

Orizzonti del reale (Pt.36)

LA PRIMA PARTE SI TROVA 
QUI

Per comprendere il ragionamento di McKenna servirebbero molti dettagli in più di quelli che finora mi è stato possibile riportare, ma se vi state chiedendo lo scopo di questa lunga dissertazione, almeno questo sono in grado di chiarirlo. Ponendosi nel solco della tradizione dell’I Ching quale strumento di divinazione, McKenna tentò di dimostrare che se il “modello d’onda” da esso generato è una teoria generale del tempo valida, dovrebbe essere possibile dimostrare perché certi periodi o luoghi sono stati particolarmente ricchi di eventi che accelerano il progresso creativo verso la novità, ma anche dove e quando tali eventi potrebbero ripresentarsi in futuro. Per far questo era però indispensabile l’ausilio di un computer. Con l’aiuto del suo amico Peter Meyer, McKenna elaborò quindi un software chiamato Timewave Zero
I calcoli sono mostrati nell’Appendice del volume, e una descrizione più accurata è fornita nel manuale del software, ma in pratica si tratta dell’applicazione di una funzione matematica definita applicando una trasformazione frattale a una funzione lineare a tratti. L'ultima funzione è un'espressione di 384 "punti dati" (valori interi positivi) derivati dalla sequenza King Wen

lunedì 16 maggio 2022

Orizzonti del reale (Pt.35)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

L’I Ching, o Libro dei Mutamenti, è utilizzato in Cina fin dal 1000 a.C. circa e consiste di 64 esagrammi, o figure, di sei linee piene (-) o interrotte (- -), che si leggono dal basso verso l’alto e rappresentano categorie o archetipi universali che, se correttamente interpretati, possono far luce sul proprio fato. Alla base della filosofia taoista c'è la vita come movimento, mutamento; ma se il tempo è un processo in divenire, si compone anche di un numero finito di elementi distinti e irriducibili, 64, in relazione fra loro, come ad esempio il primo esagramma (6 linee continue), Ch'ien, il cielo, che esprime il principio maschile yang, e K'un (6 linee interrotte), la terra, che esprime il principio femminile yin. 
Gli esagrammi ricorrono sempre a coppie e il secondo membro di ciascuna coppia si ottiene invertendo il primo. In ogni sequenza ci sono otto esagrammi che se invertiti rimangono uguali. Nella sequenza King Wen questi otto esagrammi sono accoppiati con altri in cui ogni linea del primo esagramma diviene il suo opposto. Ma quale regola o principio governa le 32 paia di esagrammi della sequenza King Wen?

lunedì 2 maggio 2022

Orizzonti del reale (Pt.34)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

La dissertazione dei McKenna si sposta quindi sui meccanismi molecolari e biochimici del sistema nervoso: la funzione dei neurotrasmettitori e la loro probabile natura chimica, le somiglianze e le relazioni strutturali tra neurotrasmettitori e alcuni allucinogeni, le teorie che suggeriscono che i farmaci possono funzionare come falsi trasmettitori, le possibili origini endogene di alcuni tipi di disfunzioni enzimatiche (gli allucinogeni possono sorgere in modo endogeno). Ciò li porta a discutere del possibile ruolo della ghiandola pineale come meccanismo di regolazione del sistema nervoso e come causa o concausa dell'origine degli allucinogeni endogeni, per poi citare la questione dell'azione del farmaco nel sito del recettore, partendo dalla teoria di John R. Smythies di un possibile sito recettore dell'RNA o della ribonucleoproteina. La conclusione è un loro nuovo modello teorico, che si basa sull’assunto che tutto ciò che sperimentiamo come pensiero o coscienza ha la sua base fisica nei fenomeni quantomeccanici.

lunedì 21 marzo 2022

Orizzonti del reale (Pt.33)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Ora, seguendo l’esatta sequenza di argomenti di “Invisible landscape…”, è tempo di accennare anche al modello olografico, così in auge negli anni ’80 e ’90 (risale ad allora anche la maggior parte delle mie letture sull’argomento); d’altra parte, era allora un concetto ancora relativamente nuovo per il grande pubblico, che l’aveva scoperto presumibilmente con la visione di “Guerre Stellari”. Ricordate tutti, penso, come comincia il coinvolgimento di Luke Skywalker nella resistenza: dalla visione di un ologramma con l’immagine tridimensionale della principessa Leila che implora l’aiuto di Obi-Wan Kenobi. Come si ottiene un ologramma non è forse altrettanto noto. Lo scienziato ungherese Dennis Gabor scoprì come realizzarlo per caso, nel 1947, mentre cercava di migliorare il microscopio elettronico, usando la luce verde dello spettro di una lampada a vapori di mercurio, ma fu solo con la diffusione della luce laser negli anni ’60 (e di apposite lastre o pellicole olografiche) che la tecnica si poté perfezionare. 

mercoledì 9 marzo 2022

Orizzonti del reale (Pt.32)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Leggere McKenna è totalmente diverso da leggere Leary. Tanto quest’ultimo è discorsivo, vago ed evocativo quanto McKenna è avvezzo a snocciolare grafici, numeri e dati, per quanto non sempre accurati e tutt’altro che inoppugnabili. Va però detto, come è giusto che sia, che “Invisible landscape: mind hallucinogens and the I CHING” (1975) non è solo l’opera di Terence McKenna, ma anche del fratello Dennis, come lui etnobotanico e anche farmacologo. 
Quando appresero dell'uso sciamanico di una pianta contenente triptamina nella monografia antropologica dedicata a una tribù amazzonica, gli Jívaro, i McKenna erano già interessati alla dimetiltriptamina, o DMT, sia perché questa sembrava stimolare i centri linguistici del cervello, sia perché scatenava delle allucinazioni in cui era possibile incontrare forme molecolari danzanti (definite a volte delle “intelligenze insettoidi”) che sembravano forme di linguaggio visibile. Gli sciamani di quella tribù affermavano che la pianta inducesse uno stato di coscienza in cui veniva generata una sostanza viola fluorescente e che fosse proprio questa sostanza a consentire loro di operare la loro magia. 

giovedì 22 luglio 2021

Orizzonti del reale (Pt.31)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Alla domanda su che cosa siano queste entità (quelle che egli descrive come “gnomi” oppure “elfi”, vedi post precedente) McKenna non fornì mai una risposta univoca, limitandosi a fare delle ipotesi. La prima è che possano essere gli abitanti di un altro universo, una sorta di continuum parallelo che non è raggiungibile fisicamente, ma soltanto quando le droghe aprono una breccia, dissolvendo i confini con la nostra realtà. Per McKenna la droga, come il sonno, permette la dissoluzione dell’ego, e non è un caso che la DMT sia concentrata nel fluido cerebrospinale e che il suo ciclo di 24 ore, nella maggior parte delle persone, abbia il suo apice di concentrazione tra le 3 e le 4 del mattino, proprio quando ci si trova nella fase di sonno profondo (REM); la DMT quindi media la discesa nel sogno, e consente di scivolare in un sogno lucido che non è altro che il risveglio nel “tempo del sogno” degli aborigeni. 
Un’altra ipotesi è che queste entità siano degli elementi psichici autonomi sfuggiti al controllo dell’ego. Sarebbero parti di noi stessi che riconosciamo come tali solo quando ci troviamo in una condizione psichica estrema. Il loro aspetto è bizzarro perché l’archetipo che circonda la DMT è quello del circo o del luna park (abbiamo già detto che McKenna fu un lettore precoce di Jung e in questa ipotesi c’è un po’ di Jung e un pizzico di Freud, anche se McKenna non parla di sogni, paure, speranze e ricordi, non proprio). 

sabato 10 luglio 2021

Orizzonti del reale (Pt.30)

Terence McKenna (1946-2000)
LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Tra i protagonisti della cultura psichedelica che non ho ancora neppure menzionato, se non forse agli albori di Orizzonti del Reale, c’è Terence McKenna. Non ero sicuro, infatti, visto il particolare punto di vista del nostro, ovvero il suo modo di declinare la questione psichedelica, se fosse più opportuno parlarne qui oppure nell’ambito della serie dedicata alla questione femminile, Da donna a strega. Alla fine, per coerenza, ho optato per inserire la biografia di McKenna in OdR, ma sappiate che con questo abbiamo forse trovato il vero ponte che collega le due serie di post.
Biografia non è forse la parola corretta: McKenna visse sotto i riflettori, ma il suo privato è stato meno sensazionale di quello di Timothy Leary e, perlomeno su questa sponda dell’oceano, non ha avuto molta risonanza né è stato “vivisezionato” fino al più minuscolo dettaglio, di conseguenza se ne conoscono solo i fatti principali. Sarà interessante tracciare un parallelismo tra queste due figure: fu proprio McKenna a raccogliere il testimone dall’ex “uomo più pericoloso d’America”; definito il “Timothy Leary degli anni ‘90” ebbe, come il suo mentore, un forte impatto culturale, in particolare nella musica e nel cinema. 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...