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lunedì 20 maggio 2024

La Grande Abbuffata: sul cibo e sui canoni di bellezza moderni

Qualche volta il rifiuto del cibo non è sintomo del male di vivere, ma una conseguenza del cercare di adeguarsi a tutti i costi a dei canoni di bellezza che qualcun altro ha deciso per noi. Imporre dei modelli estetici spesso irraggiungibili è uno dei modi tramite i quali non il singolo, stavolta, ma la società intera esercita il controllo. Una società surrettiziamente impersonata da un apparato economico che crea i nostri bisogni e ci indica la maniera per soddisfarli, passando sempre e comunque per il corpo della donna: anche il mondo maschile ha i suoi canoni di bellezza, ma sono un po’ meno stringenti. Non sto dicendo che per un uomo brutto la vita sia tutta rose e fiori, ma credo di essere obiettivo se affermo che alcuni traguardi che per la donna dipendono in primis dalla sua avvenenza sono più facilmente abbordabili da un uomo a prescindere dal suo aspetto fisico (per esempio in ambito lavorativo). 
Le protagoniste di “H2Odio” (2006) di Alex Infascelli sono donne e sono convinto che la stessa storia incentrata su degli uomini non avrebbe funzionato altrettanto bene, anzi non avrebbe funzionato affatto, mancando delle premesse psicologiche per rendere tutto plausibile. Perché una cosa va detta: pur con i suoi numerosi difetti, il film riesce a mio parere a suscitare un reale senso di disagio, e se anche non intendeva trasmettere chissà quale messaggio o insegnamento, questo ci arriva ugualmente. 
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