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martedì 15 marzo 2022

Nosferatu, una sinfonia dell'orrore

"Di notte, alla luce della Luna c'è lui, il Grande Amante, che guarda attraverso una spaventosa piazza o canale nella finestra dell'eroina e nei suoi occhi. Lei lo aspetta, Vuole salvare l'eroe e ha letto nel Libro dei Vampiri che se una vittima resta con il vampiro fino al canto del gallo egli sarà distrutto. Egli va da lei rapido, con quella camminata spaventosamente affrettata, le unghie artiglianti. L'ombra della mano striscia come inchiostro sulle lenzuola bianche come neve. L'ultima sequenza lo mostra chino accanto al letto di lei mentre la bacia sul collo in una scena d'amore orribilmente perversa e senza eguali nella sua rivelazione immediata e patetica di un vampiro sostanzialmente indifeso. Si leva il sole, vedete i raggi illuminare la cima del casamento, il gallo canta, il vampiro non può andarsene. Svanisce in uno sbuffo di fumo come l'Agonia dell'Occidente. Proprio mentre sopraggiunge l'eroe ansimante, troppo tardi per salvare il suo amore." (Jack Kerouak, Nosferatu, in "New Yorker Film Society Notes, 9 gennaio 1960).
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