“Fuori speciale” è una serie di articoli che vengono scritti di getto nel periodo di pubblicazione dello
speciale “La grande abbuffata”. Pur non essendone parte integrante, ciò che viene qui trattato
ruota intorno all’argomento principale senza spezzarne il filo logico. Si tratta, in estrema sintesi, di
piccoli approfondimenti che non hanno trovato posto nella struttura principale. “Fuori speciale”, in
uscita tutti i venerdì, non è una lettura necessaria alla comprensione degli articoli de “La grande abbuffata” (che usciranno invece il lunedì), è viceversa una lettura che può essere ignorata o
rimandata, a vostro piacimento.
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Un appassionato di cinema horror degno di questo nome ha certamente un rapporto di odio-amore con gli zombi, nel senso che ogni volta che ne viene presentato uno nuovo si precipita al cinema (o sulla piattaforma) per gustarselo, pur nella consapevolezza che l’entusiasmo iniziale si trasformerà ben presto in una drammatica incazzatura.
Questo perché, diciamocelo, non ci sono più i film di zombi di una volta. O, per meglio dire, il 99% delle nuove proposte non sono altro che riproposizioni di uno schema visto e rivisto, riproposizioni delle quali avremmo potuto benissimo fare a meno se solo non fossimo stati così stupidi da farci calamitare per l’ennesima volta dal fascino che quegli abomini ritornati dalla morte esercitano su di noi. Ed è un fascino che difficilmente altre creature dell’horror moderno sono in grado di generare.


