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martedì 21 settembre 2021

L'orgoglio e la paura

"Signori, non prestate attenzione
 a questa piccola manifestazione:
 ha un carattere puramente sportivo".
 Caricatura di Gregor Rabinovitch
 pubblicata sul Nebelspalter, 1935, n. 32
 (Biblioteca nazionale svizzera, Berna).
Nel 1978, proprio nel dicembre dell'anno che sta terminando, si è celebrato il trentennale della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Orbene, sicuro di non compiere alcuna interferenza, protesto con fermezza perché in molti stati vi sono ancora uomini che vengono perseguitati per le loro idee. Nessuna interferenza da parte mia, ma il diritto di protestare in difesa di questi uomini che intendono vivere liberi. 
Io sono orgoglioso di essere cittadino italiano, ma mi sento anche cittadino del mondo, sicché quando un uomo, in un angolo della terra, lotta per la sua libertà ed è perseguitato perché vuole restare un uomo libero, io sono al suo fianco con tutta la mia solidarietà di cittadino del mondo.
(Sandro Pertini, Presidente della Repubblica, discorso di fine anno alla nazione, 31 dicembre 1978)

domenica 6 dicembre 2020

L'onda: la forza è disciplina

“Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia, che da una piccola. La loro abilità ricettiva è molto limitata, la comprensione è piccola e la  smemoratezza è grande. Essendo così, tutta la propaganda efficace deve essere limitata a pochissimi punti che a loro volta dovrebbero essere usati come slogan finché l’ultimo uomo sia capace di immaginare che cosa significhino tali parole.” (Adolf Hitler)

In origine vi fu un esperimento sociale che vide la luce nell'aprile  del 1967 alla Cubberley High School di Palo Alto, in California. In tale occasione un insegnante di storia, tale Ron Jones, provò a dimostrare con i fatti ciò che non era stato in grado di spiegare con le parole, ovvero come sia stato possibile che la popolazione tedesca non fosse al corrente di ciò che stava avvenendo attorno a sé negli anni del Nazismo. Il principio su cui si basa tale riflessione è che, come emerse al termine del secondo conflitto mondiale, sarebbe appunto stata la mancata consapevolezza delle derive del Nazionalsocialismo (che lo ricordiamo, si affermò negli anni Trenta attraverso libere e democratiche elezioni) a consentire a un folle psicopatico di prendere il potere e di assoggettare l'intera Europa ai suoi deliri di onnipotenza.
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