Sono stato a lungo combattuto sull’opportunità di iniziare questo speciale proprio da questo punto anziché, come sarebbe tecnicamente più ovvio, da una introduzione generale sul mondo degli spiriti tailandesi. In realtà, ho riflettuto, sarebbe inopportuno o quantomeno sciocco girare eccessivamente attorno a un argomento che è fondamentale nell’economia di questo speciale.
Cominciamo quindi questa avventura dalla vicenda di Mae Nak, senza ombra di dubbio una delle più note della tradizione tailandese. Credo di non sbagliarmi sostenendo l’ipotesi che non esista un solo tailandese adulto che non la conosca a memoria e che non ne sia allo stesso tempo affascinato e terrorizzato. Il nostro obiettivo oggi è quello di cercare di comprendere i motivi per i quali la leggenda legata a un fantasma femminile possa essersi elevata, nel corso di decenni, alla più rappresentativa espressione della cultura popolare di un intero paese. Sono certo di poter anticipare sin da ora che sono almeno due gli aspetti che, convergendo nella figura di una donna-fantasma allo stesso tempo temuta e ammirata, hanno realizzato questo fenomeno: da una parte il substrato di credenze religiose, incredibilmente espressive, radicate nella tradizione locale, dall’altro il significato dualistico della figura femminile stessa, portatrice di vita attraverso il proprio grembo e simbolo di morte attraverso la violazione di un tabù divino e attraverso l’inquinamento del sangue.
Cominciamo quindi questa avventura dalla vicenda di Mae Nak, senza ombra di dubbio una delle più note della tradizione tailandese. Credo di non sbagliarmi sostenendo l’ipotesi che non esista un solo tailandese adulto che non la conosca a memoria e che non ne sia allo stesso tempo affascinato e terrorizzato. Il nostro obiettivo oggi è quello di cercare di comprendere i motivi per i quali la leggenda legata a un fantasma femminile possa essersi elevata, nel corso di decenni, alla più rappresentativa espressione della cultura popolare di un intero paese. Sono certo di poter anticipare sin da ora che sono almeno due gli aspetti che, convergendo nella figura di una donna-fantasma allo stesso tempo temuta e ammirata, hanno realizzato questo fenomeno: da una parte il substrato di credenze religiose, incredibilmente espressive, radicate nella tradizione locale, dall’altro il significato dualistico della figura femminile stessa, portatrice di vita attraverso il proprio grembo e simbolo di morte attraverso la violazione di un tabù divino e attraverso l’inquinamento del sangue.

