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martedì 9 agosto 2022

Long Dream

We are such stuff as dreams are made on, and our little life is rounded with a sleep. (William Shakespeare, The Tempest IV.i.148–158) 

Quanto dura un sogno? Questa è la domanda che mi pongo ed è anche quella che si è posto una ventina di anni fa il mangaka Junji Ito, autore della graphic novel che è stata in seguito d’ispirazione a Higuchinsky, lo stesso regista che solo qualche mese prima aveva diretto l'adattamento di "Uzumaki" dello stesso Ito. Parleremo anche del film tra poco ma, per farlo, occorre avventurarsi in una lunga premessa1.

Non starò ad annoiarvi con barbosi concetti freudiani, quelli secondo i quali i sogni sono “una via diretta all'inconscio”, ma un po’ di roba tecnica è comunque necessaria. Tanti anni fa, agli albori del blog, ebbi modo di parlare di sogni lucidi e di scambiare commenti, non ricordo se qui o altrove, con blogger parimenti interessati all’argomento. Una delle domande più comuni, oltre alle classiche “quando si sogna” e “come faccio a capire che sto sognando”, era strettamente legata alla durata apparente di un sogno.

giovedì 26 luglio 2012

Uzumaki: il potere della spirale

Curioso esperimento “Uzumaki”: film dell’orrore con brevi momenti-commedia, siparietti che “solo in un film giapponese”, che trovo a tratti fuori luogo ma che tuttavia, stranamente, non impediscono alla trama di divenire inquietante al momento opportuno. Finale irrisolto, non mi ha soddisfatto. Il film comunque merita una visione, se non altro perché ha una trama molto originale e in molti sensi, direi, visionaria.
Il merito però non è del regista Higuchinsky (giapponese, ma originario dell'Ucraina), poiché il film altro non è che la trasposizione cinematografica dell’omonimo manga di Junji Ito (伊藤潤二 Ito Junji) . Solo il finale è diverso, perché quando il film uscì, nel 2000, il fumetto era ancora in corso di pubblicazione.
Uzumaki racconta della cittadina di Kurouzu i cui abitanti a poco a poco divengono preda di quella che ha tutte le caratteristiche di una vera e propria possessione, anche se molto anomala, e finiscono per suicidarsi o comunque per perire in modi orribili per colpa della spirale. Dapprincipio, la cosa si manifesta con un improvviso, morboso interesse delle persone verso qualsiasi oggetto abbia una forma a spirale, ma ben presto degenera nell’insopprimibile desiderio di divenire essi stessi una spirale, plasmando i propri corpi di conseguenza ove la trasformazione non avviene naturalmente, e di rendere il mondo intero e il genere umano una spirale.

mercoledì 26 ottobre 2011

Kakashi

Kakashi nasce dalla fantasia di Ito Junji (伊藤潤二), uno dei più famosi autori di manga-horror giapponesi, divenuto precocemente famoso grazie alla sua opera prima, un'agghiacciante racconto intitolato  Tomie (富江), divenuto poi cult e saga di successo ispirando addirittura otto film. "La peculiarità della narrazione di Ito Junji è di mostrare eventi imprevedibili e sconcertanti che scaturiscono da situazioni normali e 'deviazioni' che si manifestano in forme inconcepibili e traumatizzanti. Ogni tentativo di dare un senso a tali eventi non fa che accelerare il passo dell'incauto razioncinatore verso la follia" (Citazione tratta dalla biografia dell'autore nel volume di Tomie - Hazard Edizioni).
Il manga è divenuto ben presto (nello stesso anno della sua realizzazione, il 2001) anche un film, diretto da Norio Tsuruta (鶴田法男),  lo stesso regista del visionario Premonition (予言, Yogen) e del superfluo Ring 0: Birthday (リング0 バースデイ Ringu 0: Bāsudei).

La storia ha il grosso merito di introdurci la leggenda del Kakashi che altro non è se non lo spaventapasseri, queste strane e bizzarre figure a braccia aperte, vestite di vecchi abiti dismessi, che piazzate in mezzo alle coltivazioni, avevano un tempo il compito di spaventare non tanto gli innocenti passeri, quanto i corvi (come rende meglio il termine inglese Scarecrow). Erano, quindi, l’evidente testimonianza della lotto dell’uomo contro i pericoli della natura rispetto al bene più prezioso di cui disponeva per assicurare il sostentamento della famiglia. Gli spaventapasseri hanno ispirato nei secoli fiabe, miti e leggende, non limitandosi quindi al loro compito anti-volatili, bensì rappresentando un potente amuleto contro gli spiriti e le forze del male.
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