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venerdì 18 dicembre 2020

Come fu che Houdini scrisse un racconto per il Weird Tales (Pt.2)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

«Il mio compito sarà mettere per iscritto la storia, aggiungendo ad essa alcuni dei miei elementi più macabri. Non so quanto potrò spingermi in là, perché a giudicare da un racconto di Houdini, che Henneberger mi ha mandato a titolo di esempio, mi pare che la sua intenzione sia quella di spacciare delle avventure degne del barone di Münchausen come vicende vissute. Basta una sola occhiata per rendersi conto che Houdini è una persona dall’ego smisurato. In ogni caso, credo di poter realizzare qualcosa di abbastanza scioccante…». 

Harry Houdini (1874–1926)
Lovecraft
sapeva benissimo ciò che i lettori cercavano in Houdini, e li accontentò lasciando inalterata l’ossatura proposta dal committente, ovvero quella di una vicenda in cui il l’eroe veniva attaccato, legato e gettato nei più profondi recessi di un tempio sotterraneo, dal quale egli si sarebbe in seguito agilmente liberato. 

sabato 12 dicembre 2020

Come fu che Houdini scrisse un racconto per il Weird Tales (Pt.1)

Weird Tales, maggio 1924
Nel 1924, i lettori di Weird Tales dovettero rimanere sorpresi nel leggere in copertina un nome che ben poco aveva a che fare con quelli che solitamente popolavano le pagine del loro magazine preferito. Harry Houdini, il celebre illusionista specializzato in fughe impossibili, aveva probabilmente mille qualità ma certamente non era un narratore, pensarono di certo in molti. E non avevano torto: abilissimo nel liberarsi da manette, catene, corde e camicie di forza, Houdini, quarto dei sette figli del rabbino ungherese Mayer Sámuel Weisz, non aveva di sicuro potuto ricevere un’istruzione adeguata, né a Budapest, città che lasciò giovanissimo, né ad Appleton, la città del Wisconsin che lo ebbe in adozione. 
Eppure, il suo nome compariva a caratteri cubitali su un buon numero di copertine di quell’annata. Il primo racconto, "The Spirit Fakers of Hermannstadt", serializzato in due parti, apparve sui numeri di marzo e aprile del 1924; il secondo, "The Hoax of the Spirit Lover", apparve sul medesimo numero di aprile. Com’era possibile? La verità è che, sebbene Harry Houdini avesse in effetti avuto un’istruzione approssimativa, era però un appassionato collezionista di libri, in gran parte ricevuti in eredità dal padre. Nel 1903, quando aveva solo ventinove anni, Houdini dichiarò di possedere "la più costosa collezione di libri sull'arte della magia" e, all’apice della sua carriera, affermò di dedicare alla sua professione solo cinque mesi all'anno, trascorrendo il resto del tempo rintanato nella sua biblioteca.
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