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lunedì 14 ottobre 2024

La Grande Abbuffata: scorpacciate da paura (Pt.4: vampiri)

Il sangue è la vita!” (Dracula, Francis Ford Coppola) 

Abbiamo parlato di zombi e di cannibali, e va bene, ma perché inserire un capitolo anche sui vampiri? Cos’hanno a che fare tali creature con questo speciale a tema gastronomico? Purtroppo, nel lungo elenco dei disturbi alimentari tipici di quest’epoca non bisogna dimenticare quello forse più singolare. Sto parlando della cosiddetta Sindrome di Renfield (*), nota anche come ematolagnia o più comunemente come vampirismo clinico, ovvero una parafilia nella quale l'eccitazione sessuale è associata al bisogno compulsivo di ingerire sangue. Per chi ne soffre, l’ematolagnia è un’esperienza molto più profonda e intensa dell’atto sessuale, che termina nel momento dell’orgasmo. Ingerire il sangue del partner, al contrario, soddisfa il desiderio di entrare in comunione con il partner per un tempo virtualmente infinito. Il partner, attraverso il sangue, viene ingerito, posseduto, inglobato, per sigillare in questo modo un rapporto indissolubile, attraverso un meccanismo simile a quello per cui i guerrieri di un tempo ingerivano, possedevano e inglobavano i nemici vinti in battaglia per assorbirne le migliori qualità.

sabato 28 settembre 2019

Dracula in Istanbul (Pt.2)

Kazıklı Voyvoda (1° edizione, 1928)
in alfabeto ottomano - Fonte: Javier Arries
LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Immagino (ma più che altro spero) che non vi sia sfuggito qualche giorno fa il mio post "spin-off" dedicato al film tratto da "Kazıklı Voyvoda" (Dracula in Istanbul) di Ali Rıza Seyfioğlu.
Se malauguratamente ve lo siete perso non affannatevi a cercarlo qui. Andate piuttosto a visitare il blog dello zio Nick che, cortesemente, ha ospitato i miei deliri di recensore.
Tornando a noi, la volta scorsa stavamo tentando di scovare le differenze tra l'immortale opera dello scrittore irlandese Bram Stoker e la sua versione "non autorizzata" proveniente dalla Turchia. Riprendiamo quindi da dove eravamo rimasti.
I primi capitoli del romanzo, quelli che seguono l’agente immobiliare nel suo incarico in Transilvania, sono più o meno identici al suo originale, al di là di qualche dettaglio minore, e la stessa numerazione dei capitoli ricalca bene l’opera di Stoker. A un certo punto si direbbe però che Seyfioğlu si sia reso conto della difficile impresa di tradurre un’opera così complessa, e che abbia deciso di procedere in maniera più spedita, prendendo l’improvvisa decisione di tagliare con l’accetta tutto ciò che a suo modo di vedere era superfluo. L’evidenza di questo cambiamento di pensiero la troviamo proprio al termine della sezione “orientale” di Dracula, quando Seyfioğlu smette addirittura di numerare i capitoli e procede diritto per la sua strada.

domenica 22 settembre 2019

Dracula in Istanbul (Pt.1)

Ebbi modo di farne un breve accenno qui sul blog un paio di anni fa, nei giorni in cui venne resa pubblica l’iniziativa della casa editrice britannica Neon Harbor di pubblicare, per la prima volta in una lingua occidentale, questo sconosciuto testo turco ispirato alle vicende del vampiro più celebre della letteratura. Nel frattempo, il volume è stato pubblicato, distribuito e, grazie al meraviglioso web, ne ho ordinato e ricevuto una copia. Complici poi quelle mie due settimane di luglio lontano dalla routine quotidiana, come avevo già accennato in un post di pochi giorni fa, mi sono infine deciso a tuffarmi a pesce tra le sue pagine.
Stiamo parlando di "Kazıklı Voyvoda", tradotto in inglese come "Dracula in Istanbul" e completato da un sottotitolo piuttosto rivelatore che lo definisce come una "versione non autorizzata" del celebre classico di Bram Stoker.
Il punto interessante è proprio questo: "Kazıklı Voyvoda" è letteralmente un clamoroso caso di plagio perpetrato nel 1928 dal poeta e scrittore turco Ali Rıza Seyfioğlu, il quale si appropriò del testo originale, lo tradusse, tagliò via le parti a suo parere meno interessanti, aggiunse nuove situazioni e una volta terminata quell'operazione di fine sartoria lo presentò al pubblico spacciandolo come suo.

giovedì 5 settembre 2019

Rileggendo Dracula

Sono stato sempre perplesso sull'utilizzo in questo blog del temine "recensire" che, come salta agli occhi anche a chi non conosce la materia, condivide la stessa radice latina di "nuovo", "recente". Si può dire tutto di questo blog, infatti, tranne che sia solito parlare delle ultime novità, sia in campo letterario che cinematografico (con la sola ovvia eccezione della rubrica "Traditi dalla fretta", che occupa uno spazio a se stante).
Non può quindi apparire strano che io oggi abbia deciso di dedicarmi ad un romanzo che risale a oltre un secolo fa, un romanzo sul quale è già stato detto di tutto e in tutte le salse. Tuttavia, "Dracula" (1897) è un romanzo che, per la sua singolarità, è ancora attualissimo, e sono certo che continuerà ad esserlo nei secoli a venire.
Nel corso dell'estate appena trascorsa ho deciso di riprendere in mano questa lettura, che già avevo completato negli anni della mia fanciullezza, per un motivo che capirete nel corso del mese di settembre. L'edizione in mio possesso, la cui copertina ho inserito qui accanto, risale appunto a quel periodo: si tratta una prima edizione Oscar Mondadori del 1979 scritta in caratteri talmente minuscoli che oggi, a differenza di quand'ero più giovane, sono riuscito a leggere solo grazie all'intensa luce solare che illuminava me e la spiaggia tutt'attorno nei primi giorni di luglio.
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