The first day a girl is found dead, with her head emptied out. Perhaps she had remembered the truth. Another girl dies on the second day, with her legs hacked off. Perhaps she had come near the truth. A girl is found dead on the third day again, with her ears cut off. Perhaps she had heard the truth. The fourth day a girl dies again, with her eyes gouged out. Perhaps she had seen the truth. The fifth day a girl dies, with her tongue pulled out. Perhaps she had spoken the truth. The sixth day a girl dies, with her hands chopped off. Perhaps she had written the truth. And on the seventh day, a girl is going to die. Perhaps...
Un anno è trascorso dagli avvenimenti del primo capitolo: avevamo lasciato la Jookran High School for Girls e i suoi spiriti inquieti in una situazione di stallo, con un finale aperto che lasciava ampio spazio ad un possibile sequel. Tale sequel è inevitabilmente arrivato, ma “Whispering corridors 2” (aka “Whispering Corridors: Memento mori”), a sorpresa, decide di non raccogliere il testimone della prima parte, né dal punto di vista tematico né da quello stilistico. La mano del regista è diversa e si vede. Per fortuna (ma non è un giudizio di merito, né in un senso né nell’altro, aldilà del fatto che si possa preferire il “sequel” al primo film) ci offre una storia totalmente nuova e una rappresentazione che ha abbandonato i toni vintage del primo film a favore di atmosfere decisamente più moderne, mentre dal punto di vista tematico i meccanismi del sistema scolastico coreano questa volta sono appena sfiorati.
Un anno è trascorso dagli avvenimenti del primo capitolo: avevamo lasciato la Jookran High School for Girls e i suoi spiriti inquieti in una situazione di stallo, con un finale aperto che lasciava ampio spazio ad un possibile sequel. Tale sequel è inevitabilmente arrivato, ma “Whispering corridors 2” (aka “Whispering Corridors: Memento mori”), a sorpresa, decide di non raccogliere il testimone della prima parte, né dal punto di vista tematico né da quello stilistico. La mano del regista è diversa e si vede. Per fortuna (ma non è un giudizio di merito, né in un senso né nell’altro, aldilà del fatto che si possa preferire il “sequel” al primo film) ci offre una storia totalmente nuova e una rappresentazione che ha abbandonato i toni vintage del primo film a favore di atmosfere decisamente più moderne, mentre dal punto di vista tematico i meccanismi del sistema scolastico coreano questa volta sono appena sfiorati.
