Sono trascorsi ormai tre anni dalla lettura di quel minuscolo libro che la mia amica e collega blogger Marcella mi donò. Ricordo che da qualche parte arrivai allora a definirlo la cosa migliore che avessi letto quell'anno e, probabilmente, è stato davvero così. Lessi "Volevo solo essere adorata" nel giro di un paio d'ore, praticamente tutto d'un fiato, completamente rapito da quelle parole che si insinuavano dentro di me come se avessero trovato il loro posto nel mondo.
Quando mi risvegliai dall'incanto ricordo che accesi il computer e scrissi quasi di getto alcuni di quei pensieri che mi ronzavano nella mente, per paura che potessero svanire. Quei pensieri scritti si trasformarono poi in un post, una specie di recensione che volli intitolare "Carta velina intinta nella porpora", prendendo a prestito una frase (più che una frase, quasi un'immagine) che avevo letto nel libro. In coda a quel post Marcella rispose anche ad alcune domande che il sottoscritto, curioso all'inverosimile, le aveva posto.
Capì che le sensazioni che "Volevo essere adorata" mi aveva trasmesso non erano affatto campate in aria, capì che c'era una specie di, come dire, sintonia tra scrittore e lettore. Capì infine che le mia interpretazione del testo (un testo molto personale, come capirete se avrete la bontà di leggerlo) era perfettamente azzeccata, al punto che quando ne sottoposi l'anteprima a Marcella lei mi rispose via mail: "Ma mi conosci?". Ovviamente non la conoscevo, ma ero contento di essere riuscito in qualche modo a... scardinare una porta segreta.
Quando mi risvegliai dall'incanto ricordo che accesi il computer e scrissi quasi di getto alcuni di quei pensieri che mi ronzavano nella mente, per paura che potessero svanire. Quei pensieri scritti si trasformarono poi in un post, una specie di recensione che volli intitolare "Carta velina intinta nella porpora", prendendo a prestito una frase (più che una frase, quasi un'immagine) che avevo letto nel libro. In coda a quel post Marcella rispose anche ad alcune domande che il sottoscritto, curioso all'inverosimile, le aveva posto.
Capì che le sensazioni che "Volevo essere adorata" mi aveva trasmesso non erano affatto campate in aria, capì che c'era una specie di, come dire, sintonia tra scrittore e lettore. Capì infine che le mia interpretazione del testo (un testo molto personale, come capirete se avrete la bontà di leggerlo) era perfettamente azzeccata, al punto che quando ne sottoposi l'anteprima a Marcella lei mi rispose via mail: "Ma mi conosci?". Ovviamente non la conoscevo, ma ero contento di essere riuscito in qualche modo a... scardinare una porta segreta.


