Erano ormai diversi anni che riflettevo su questo post, praticamente dai tempi del famoso video di sorveglianza che immortalò, proprio all'interno di un ascensore, le ultime ore di vita di Elisa Lam. L'ascensore, tra l'altro, è uno di quegli ambienti che personalmente mi hanno sempre inquietato, al punto che secoli fa, agli albori del blog, produssi un breve racconto che in seguito finì pubblicato su un'antologia a tema di cui da tempo ho perso le tracce. Questa, comunque, è un'altra storia.
L'ascensore quindi, al pari di numerose altre location quali cantine, soffitte e case abbandonate, è uno di quei posti nei quali, specialmente da ragazzini, spesso ci si avventura con il preciso proposito di ottenere qualche brivido gratuito, senza correre troppi rischi e senza dare troppo fastidio agli altri. Non è un caso che l'ascensore sia stato talvolta anche protagonista di riuscitissimi film horror. Senza dilungarmi troppo, vorrei stavolta citare solo il più classico, ovvero "L'ascensore" (De Lift, 1983) del regista olandese Dick Maas, che, da buon appassionato, vidi al cinema ai tempi della sua uscita.