Qualche giorno fa avevamo cercato di analizzare, seppur ormai immersi in un cinema horror ormai quasi totalmente globalizzato, le differenze stilistiche nella rappresentazione dei fantasmi orientali e dei fantasmi occidentali. Avevamo concluso che le costruzioni ormai stereotipate di entrambi i generi non obbligano ormai più gli spettatori a una profonda familiarità con una cultura straniera ma, al contrario, l'ambientazione, la trama e molte delle caratteristiche stilistiche dei film offrono spunti sufficienti per trovare in esso qualcosa di estremamente familiare.
Nonostante ciò, appare incredibile come opere come The Ring o The Grudge siano riuscite a ottenere così tanti consensi in Occidente, in quell’Occidente che tende a vedere il cinema dell'orrore come un prodotto a buon mercato, un prodotto usa e getta, adatto solo a regalarci qualche spavento e a spegnerci il cervello per un’ora e mezza. In Oriente sembrano avere una visione completamente diversa del genere: a loro piace creare un'aura, una sensazione di terrore, che magari non fa saltare lo spettatore sulla sedia ma che gli farà pensare a ciò che ha appena visto per molti giorni. In breve, in Oriente realizzano film horror per adulti e non per adolescenti.
