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lunedì 29 maggio 2023

Confessioni di una maschera #11 (Manoscritto trovato tra le pagine di un libro di Seichō Matsumoto)

“Confessioni di una Maschera”, piccola collezione di ricordi sparsi buttati lì senza un filo logico, è una rubrica che avevo iniziato ormai quasi cinque anni fa con lo scopo di esorcizzare la temuta ricorrenza del mio cinquantesimo compleanno. Non è stata, lo ammetto, una rubrica alla quale ho dedicato una quantità esagerata del mio tempo (una media di due post all'anno è infatti piuttosto ridicola), ma talvolta mi è capitato di utilizzarla nei momenti di assenza di particolare ispirazione oppure, in pochi altri casi, per pura coincidenza, dopo aver recuperato qualcosa che ritenevo fosse andato perduto, come ad esempio quella frase ritrovata scritta in una mia vecchia agenda che (lo avevo dimenticato) si era poi rivelata essere un estratto da una vecchia canzone di Robert Smith e soci.

mercoledì 20 aprile 2022

Confessioni di una maschera #10 (Lezioni di aggiustaggio)

Ho fatto un sogno ieri notte. Protagonista era la versione quattordicenne di me alle prese con una delle lezioni più assurde mai uscite dall'immaginazione dei più sadici istitutori. Sto parlando delle temibili lezioni di "aggiustaggio", termine che alla maggior parte di voi non dirà nulla ma che è stata per lungo tempo una spina nel fianco di tutti i maschietti (non è corretto: una microscopica quota rosa, in realtà, c'era anche tra noi) che frequentavano il biennio dell''istituto tecnico industriale, altrimenti conosciuto come ITIS. Svegliandomi di soprassalto in un mare di sudore ho ritenuto opportuno fissare quei ricordi, inaspettatamente riaffiorati, in un nuovo episodio della serie “Confessioni di una Maschera”, piccola collezione di ricordi sparsi buttati lì senza un filo logico.

mercoledì 7 aprile 2021

Confessioni di una maschera #9 (Storie di calcio, Pt.2)

Secondo tuffo nelle mie memorie calcistiche a distanza di pochi giorni e nuovo episodio della serie “Confessioni di una Maschera”. Prima di procedere vi consiglio, se non lo avete già fatto, di andarvi a leggere il post precedente, perché la storia di oggi inizia là dove ci eravamo interrotti. Avevo iniziato, come dicevo, ad accampare scuse sempre più improbabili per scantonare gli inviti del mio amico interista a trascorre le domeniche con lui allo stadio. La noia ormai mi aveva ucciso e non avrei potuto mai più trascorrere i miei pomeriggi in quella maniera allucinante. Per par condicio, tuttavia, decisi di accettare un invito parallelo da parte di un amico milanista e, devo ammettere, con poche speranze feci il mio primo ingresso nello stadio rossonero (che poi è lo stesso, come sapete) in occasione di un Milan-Monza di serie B.

martedì 30 marzo 2021

Confessioni di una maschera #8 (Storie di calcio, Pt.1)

Ennesimo tuffo negli anni Ottanta per questo nuovo episodio della serie “Confessioni di una Maschera”. Un episodio che immagino sorprenderà tutti, visto che in questa sede non ho mai parlato di sport (in generale), di calcio (in particolare) e nemmeno mi sono espresso su quale siano i colori societari a cui sono legato sin da ragazzino. Non lo dichiarerò espressamente nemmeno stavolta, ma al termine di questo post (e del successivo) lo capirete, credo, per esclusione. Premetto che del calcio non ci ho mai fatto una malattia, nel senso che dormo benissimo quando la mia squadra perde e non espongo bandiere quando invece vince. Mi piace e mi è sempre piaciuto, molto più del calcio in sé, il contorno di reciproci sfottò del lunedì mattina con i compagni di classe (prima) e con i colleghi di lavoro (dopo), per cui cerco di farmi trovare sempre un minimo preparato su ciò che è successo nel corso della domenica di campionato (non occorre una grande preparazione, in realtà: basta improvvisare e il giochino funziona anche non conoscendo i risultati del weekend). Ma il discorso di oggi parte da molto più lontano...  

lunedì 30 novembre 2020

Confessioni di una maschera #7

Solo qualche settimana fa, scrivendo quel mio post dedicato al centesimo anniversario della nascita di Bukowski, mi lasciai andare al ricordo di quei tanti piccoli lavoretti malpagati che in un certo senso hanno rappresentato la mia iniziazione al "mondo dei grandi", al mondo di chi, come me (e non ero certo il solo), cercava oltre la porta di casa un modo per fare fronte alle proprie spese. Che poi non è che avessi così tante spese, a parte qualche disco, qualche libro, sporadicamente un ingresso al cinema o in discoteca, una birra se capitava e un poco di benzina ogni tanto. Detto così non sembra neanche poco, considerando che la paghetta settimanale era quella che era, ma con grande attenzione, eliminando il superfluo, riuscivo a sbarcare il lunario. Mi ero diplomato nell'estate del 1986, il militare ero riuscito a smarcarlo e ciò che si prospettava davanti a me era un periodo di noia totale nell'attesa del mitologico lavoro a tempo indeterminato. Quel periodo durò poco meno di due anni, ma a me sembrarono, e sembrano ancora quando ci penso, un'eternità. Eppure di cose incredibili ne ho fatte parecchie in quel lasso di tempo. E allora perché, mi dico, non provare a raccontarle nella rubrica “Confessioni di una Maschera”? E così eccomi qua.

sabato 19 settembre 2020

Confessioni di una maschera #6

Un nuovo episodio di “Confessioni di una Maschera” dopo quasi cinque mesi era quasi scontato. Quello che non è invece mai scontato in questa rubrica è il tema che di volta in volta si andrà ad affrontare. Denominatore comune sono però le “confessioni” citate nel titolo che, sebbene non possano essere rivelazioni apocalittiche (magari ne avessi!), sono comunque piccoli tasselli di quell’enorme mosaico che è stata la mia vita sino a ora, senza la presunzione che ci sia qualcosa di speciale che la distingua dalle altre. La normalità, piuttosto, o il tentativo di avvicinarmici, è stata tipica di questi miei (quanti sono?) “ventimila giorni sulla terra” (tanto per citare i versi di un celebre cantautore australiano). 

venerdì 1 maggio 2020

Confessioni di una maschera #5

Oggi è un giorno particolare, uno di quei giorni che capitano una sola volta nella vita e che, come immagino tutti voi, mi sarei augurato di trascorrere in maniera diversa. Ma non è del lockdown che voglio parlare, quanto del fatto che oggi è il primo maggio 2020 e, se mio padre fosse ancora vivo, oggi avrebbe festeggiato con la sua famiglia il suo 100° compleanno. Se ci penso mi vengono quasi le vertigini: un secolo intero!

Un  nuovo episodio di  “Confessioni di una Maschera”, qui sul blog, oggi era praticamente scontato. Non mi sono mai illuso che avrei potuto trascorrere con lui questo giorno; anzi, mio padre ha mancato questo appuntamento di molto: non è riuscito nemmeno ad assistere al passaggio dal vecchio all'attuale millennio, a voler essere precisi. Neanche mia mamma ce l'ha fatta, seppure per un pelo, ad arrivare a questo giorno. Peccato, avremmo potuto perlomeno lasciarci andare ai ricordi, io e lei. E magari sarebbe stata l'occasione per venire a conoscenza di momenti della vita di mio padre che oggi, me ne rendo conto, ancora non conosco. Mio padre non parlava mai molto di sé, preferiva tenersi dentro le cose anziché condividerle e quel poco che so di lui deriva da racconti di terze parti o da quei (rarissimi) momenti in cui, sfiancato dalle mie continue insistenze, allentava un po' la corda.

sabato 25 gennaio 2020

Confessioni di una maschera #4

Non era previsto oggi un nuovo episodio di  “Confessioni di una Maschera”, ma le circostanze hanno deciso diversamente. Parleremo di ospedali, oggi, e di come fu che alla veneranda età di 52 ani e 9 mesi il sottoscritto fece il suo ingresso in uno di quei luoghi di sofferenza per la prima volta in assoluto, e per regalare un po' di compagnia a qualcuno nell'ora di visita. Due settimane fa, senza alcun presagio, mi sono lasciato convincere a recarmi al pronto soccorso per un dolore di incerta origine che non mi aveva lasciato dormire la notte, e che ancora non se ne andava. Dopo una serie infinita di esami, e senza darmi modo di elaborare ciò che mi stava accadendo, la dottoressa di turno sintetizzò il tutto con una frase che non mi dimenticherò tanto facilmente: "La ricoveriamo!"

venerdì 30 agosto 2019

Confessioni di una maschera #3

Avevo pensato di riaprire il blog dopo la pausa estiva con uno dei miei tipici post “del rientro”, uno di quelli in cui sono solito illustrare progetti futuri recriminando contestualmente di non essere riuscito a onorare quelli passati. Li conoscete bene, quei post, visto che ogni qual volta se n'è presentata l’occasione non ve ne ho mai risparmiato uno. Una volta tanto, però, mi sono detto: “basta”! Ecchecavolo! Se mi sono annoiato io, mi sono detto, figuriamoci che tedio deve provare chi passa di qua come visitatore. Ho deciso quindi di aggirare il problema entrando direttamente nel vivo del blog, come se non ci fosse mai stata una pausa estiva.
Giusto due righe introduttive valeva però la pena di scriverle, sfruttando magari quel piccolo spazio iniziale che ho riservato a me stesso nei “Traditi dalla fretta”… ma anche quella rubrica è stata più che mai abusata ultimamente. Non mi rimaneva quindi che riportare alla luce le “Confessioni di una Maschera” e utilizzare quel contenitore per i saluti e i ben ritrovati. Così è stato.

giovedì 14 marzo 2019

Confessioni di una maschera #2

Più di un anno è ormai passato dal giorno in cui lanciai il numero zero di questa rubrica e ancora non ho ben capito quale significato dargli. In un remoto numero uno, scritto tra una sigaretta e l'altra mentre vivevo da profugo in un monolocale preso in affitto tra due traslochi, avevo anche permesso a qualche idea di farsi largo (avrei voluto raccontare qualcosa di tutte le case che mi hanno ospitato nel corso di una vita, per esempio), ma dopo tanto tempo, e dopo tanti progetti ventilati e mai realizzati, non so se è davvero il caso di continuare su quella strada.
Confessioni di una maschera rimane però uno spazio dedicato ai ricordi, con particolare attenzione a quelli più remoti, belli o brutti, che il tempo ha cancellato o rischia di cancellare.
Ed è quasi un caso che, giusto qualche giorno fa, frugando tra le mie vecchie cose di quand'ero ragazzino, è saltato fuori un vecchio disco. Un vecchio disco che ha riaperto una parte della memoria che avevo in tutti modi cercato di sigillare.

mercoledì 11 aprile 2018

Confessioni di una maschera #1

Che strano mettersi a tamburellare di nuovo sulla tastiera dopo tanto tempo di silenzio. Una sensazione che non è affatto quella che mi attendevo di provare, quel lontano giorno di autunno quando decisi di chiudere baracca e burattini e mettere il blog in pausa a tempo indeterminato. Oggi provo una un qualcosa che si porrebbe definire quasi svogliatezza, la quale suppongo sia dovuta solo in parte alla recente influenza che mi ha bloccato a letto. Ma è forse tutto l'insieme, le cose che mi sono capitate e le cose che mi stanno capitando che hanno giocato, e giocano, la loro parte in tutto questo.
Il mese di aprile è ormai iniziato e del promesso appuntamento qui sul blog con lo speciale di compleanno non si è vista traccia. Nulla è perduto, non vi preoccupate: lo speciale è solo slittato di un mese, dando così modo a tutti coloro che hanno risposto al mio appello di potersela prendere con più calma. Caso vuole però che oggi è il giorno in cui il blog compie sette anni e mi pareva brutto lasciarlo trascorrere nel silenzio. Tanto vale, mi sono detto, scrivere due righe e approfittarne per inaugurare questa nuova rubrica di cui avevo fatto in tempo a lanciare il solo numero zero.

sabato 15 luglio 2017

Confessioni di una maschera #0

Ed ecco giunto il momento fatidico, quello del mio cinquantesimo compleanno. Nascevo alle tre del pomeriggio del 15 luglio del remoto 1967, in un ospedale dell'hinterland milanese, esattamente all'ora in cui ho deciso di programmare la pubblicazione di questo post.
Mentre queste righe divengono pubbliche io mi trovo nell'assolata Santorini, primo giorno e prima tappa delle mie agognate vacanze greche. Seguiranno a breve altre due destinazioni, le isole di Ios e di Naxos, poi di nuovo un ultimo giorno a Santorini da dove mi imbarcherò per far rotta verso casa. Ma per quello c'è tempo, lasciatemi prima gustare queste promettenti due settimane di mare, visto che non tocco un granello di sabbia da tre anni. Che dite? Niente male il modo che ho scelto per esorcizzare il mezzo secolo, no?

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