Ancora qui a parlare di Dracula? Che palle, direte voi! Ma perché no? In fondo l’argomento, mi pare di aver già detto in uno dei tanti post che ho pubblicato dall’inizio di settembre a oggi, è praticamente inesauribile. In realtà, tecnicamente non è proprio Dracula il protagonista del post di oggi ma, credetemi, ci va dannatamente vicino. Partiamo comunque dall'inizio.
Sapete benissimo quanto io sia poco incline alla sintesi e, di conseguenza, mi capita spesso che da un semplice abbozzo di idea finisca per scrivere lunghi e tediosi articoli, sviluppandoli magari in cinque o sei parti per ovvie necessità di spazio. In questo caso, il rischio di trasformare il commento a un insignificante cortometraggio di cinque minuti in uno "Speciale" infinito dedicato all'opera del suo regista è stato, fino a pochi giorni fa, altissimo.
La fortuna (o il suo contrario) ha invece voluto che tutto ciò riuscisse a risolversi nello spazio limitato di questo singolo post, concedendomi però di tenere aperta una piccola possibilità di un (poco probabile) progetto futuro.
Parlando di fortuna (o del suo contrario) mi riferisco al fatto che poco o nulla del materiale girato da George Harrison Marks sia oggi rintracciabile in rete. Magari, e di questo sono consapevole, si tratta di un mio limite, e voi che passate di qua mi farete notare quanto scarso sia il mio acume investigativo. Converrete anche voi, d'altra parte, che è non è facile googlare il nome del regista senza finire, nove volte su dieci, su qualche sito dedicato al quasi omonimo scarafaggio di Liverpool.