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sabato 6 febbraio 2016

U.D.W.F.G. 3

Quasi un anno è passato dal precedente articolo e, non senza un piccolo imbarazzo, giungo a questo terzo appuntamento con U.D.W.F.G. con oltre nove mesi di ritardo sull’uscita del volume che dà il titolo a questo post. Stiamo parlando della graphic novel ammiraglia della casa editrice Hollow Press che, come avrete intuito leggendo il mio post di pochi giorni fa, punta essenzialmente su opere di grande qualità a discapito della frequenza di pubblicazione.
Una scelta, quest’ultima, un po’ controcorrente, ma di cui i cultori di questo genere di opere d’arte (perché di arte in fondo si tratta) non potranno che essere lieti.
Personalmente non avevo mai osato avvicinarmi a questo ambiente sino ad un paio di anni fa ma poi, incuriosito dall’accurata ed entusiastica descrizione che Michele Nitri ne fece nel corso di un’intervista ospitata proprio qui su Obsidian Mirror, ho iniziato a muovere i miei primi passi in questa direzione. 
Sono naturalmente molto lontano dal potermi definire un esperto e, diciamola pure tutta, sono anche ben distante dal poter essere considerato “uno che ne capisce”. Per il momento sono solo uno che prova a fare del suo meglio e questo terzo articolo su U.D.W.F.G. è la prova di quanto ciò sia difficile. A beneficio di chi si fosse perso quei miei due vecchi post in cui parlavo della prima e della seconda uscita dell’opera U.D.W.F.G. (che per la cronaca è l’acronimo di Under Dark Weird Fantasy Ground), cercherò di proporre qui di seguito una breve sintesi.

lunedì 2 febbraio 2015

U.D.W.F.G. 2

A sei mesi di distanza dal precedente articolo, la sigla U.D.W.F.G. ritorna protagonista qui su The Obsidian Mirror con un nuovo entusiasmante capitolo. Ancora una volta il mio amico Michele Nitri, che conobbi tempo fa discorrendo di “Yellow Mythos”, mi ha piacevolmente sorpreso, non solo mandando puntualmente alle stampe il secondo volume della sua creatura, ma anche riuscendo a mantenerne altissimo il livello dal punto di vista della qualità dei contenuti. Innanzitutto sappiate che l’uscita di questo secondo volume risale ormai a diversi mesi fa, ma la mia proverbiale lentezza e pigrizia hanno fatto sì che ci mettessi molto più tempo del dovuto a buttare giù queste righe. A beneficio di chi si fosse perso quel mio vecchio post in cui parlammo della prima uscita di U.D.W.F.G. (che per la cronaca è l’acronimo di Under Dark Weird Fantasy Ground), cercherò di fare qui di seguito una breve sintesi.
Come già detto la volta scorsa, U.D.W.F.G. è un bizzarro contenitore che, come si può facilmente intuire, intende raccogliere e proporre tutto ciò che appartiene al lato underground del Dark, del Weird e del Fantasy. Qualcuno potrebbe considerarlo un fumetto, qualcun altro una graphic novel, qualcun altro ancora potrebbe arrivare ad innalzarlo allo stato di arte. A prescindere da come possa venire catalogato (alla fine, in fondo, tutto quello che diciamo è opinabile), dietro U.D.W.F.G. c’è un progetto vastissimo (e, di questi tempi, coraggiosissimo) la cui materializzazione è un’autoproduzione a tiratura semestrale contenente le opere di cinque nomi di rilievo nell’arte grafica: l’americano Mat Brinkman, già appartenente alla prima guardia del fumetto indipendente americano e cofondatore della scuola/collettivo Fort Thunder; Miguel Angel Martin, spagnolo, pluripremiato fumettista con alle spalle anche alcune esperienze di scrittura per il cinema; il giapponese Tetsunori Tawaraya, musicista e disegnatore, apparso su numerose fanzine in tutti gli angoli del mondo; gli italiani Ratigher, apprezzatissimo autore di Trama (definito uno dei migliori fumetti italiani del 2011) e in odor di Dylan Dog, e Paolo Massagli, autore di O.Z. (sua personalissima versione dell’omonimo racconto di Frank Baum) e disegnatore di Neromantico (graphic novel a tinte horror sull’immortale rapporto tra Eros e Thanatos).

martedì 29 luglio 2014

U.D.W.F.G.

E fu così che il caso ha portato a bussare alla porta del mio blog un nuovo amico, Michele Nitri, che incuriosito dalla mia serie di post incentrati sulla mitologia “in giallo” mi ha inviato un paio di email di richiesta chiarimenti, email che naturalmente includevano la fatidica domanda su quali siano state le mie fonti. Parlando di “Yellow Mythos”, me ne sono reso conto solo durante il nostro scambio epistolare, ho sempre accennato vagamente ai racconti e agli autori oggetto dei vari post, ma evidentemente non ho mai affrontato la questione da un punto di vista più generale. Lo farò presto, promesso, ma non oggi. 
Non sono infatti gli “Yellow Mythos” ciò di cui volevo parlare oggi. Probabilmente lo avevate già intuito, no? L’argomento di oggi è proprio Michele Nitri, mente pensante della Hollow Press, una piccola realtà sorta con il fine di diffondere, in questo mondo affamato di nuovi spazi underground, un piccolo sprazzo di cultura alternativa. È nata così la scorsa primavera una… ehm… fanzine (si può dire così?) di periodicità semestrale, dal titolo tutt’altro che intuitivo di U.D.W.F.G.
U.D.W.F.G. (l’ho capito solo dopo) è un acronimo che sta per “Under Dark Weird Fantasy Ground”, che intende raccogliere appunto il lato underground di generi (già di per sé abbastanza undergound) quali il Dark, il Weird e il Fantasy. Tutto chiaro, no?
Ma dietro U.D.W.F.G. c’è un progetto ben più vasto il cui frutto più importante è sicuramente un ‘autoproduzione a tiratura semestrale che contiene opere di cinque nomi di rilievo: l’americano Mat Brinkman, già appartenente alla prima guardia del fumetto indipendente americano e cofondatore della scuola/collettivo Fort Thunder; Miguel Angel Martin, spagnolo, pluripremiato fumettista con alle spalle anche alcune esperienze di scrittura per il cinema; il giapponese Tetsunori Tawaraya, musicista e disegnatore, apparso su numerose fanzine in tutti gli angoli del mondo; gli italiani Ratigher, apprezzatissimo autore di Trama (definito uno dei migliori fumetti italiani del 2011) e in odor di Dylan Dog, e Paolo Massagli, autore di O.Z. (sua personalissima versione dell’omonimo racconto di Frank Baum) e disegnatore di Neromantico (graphic novel a tinte horror sull’immortale rapporto tra Eros e Thanatos).
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