venerdì 6 novembre 2026

Traditi dalla fretta #50

Capita spesso, quando si gestisce uno spazio dedicato ai libri, al cinema e all'immaginario, di accumulare appunti, segnalazioni e idee più velocemente di quanto si riesca a trasformarli in articoli. 
Alcune opere finiscono così per restare a lungo in attesa sul bordo della scrivania: non perché prive di interesse, ma semplicemente perché altre urgenze si sono fatte avanti, altri temi hanno reclamato attenzione, altri progetti hanno occupato tempo ed energie. Eppure, come accade con certe letture o certi film particolarmente ostinati, prima o poi arriva il momento in cui tornano a bussare alla porta. 
Negli ultimi mesi Traditi dalla fretta ha cercato proprio di recuperare ciò che rischiava di essere lasciato indietro: libri dimenticati sugli scaffali, visioni rimandate, pubblicazioni finite nella pila dei "da leggere appena possibile". Un piccolo esercizio di resistenza contro la velocità con cui oggi consumiamo contenuti e, spesso, contro quella stessa fretta che dà il nome alla rubrica. 
Anche questo nuovo appuntamento nasce da un analogo desiderio di recupero e approfondimento. Da una parte ci addentreremo nei meandri della trilogia giapponese Evil Dead Trap, un'opera anomala e sfuggente che attraversa territori dove horror, allucinazione e inquietudine psicologica finiscono per sovrapporsi, inaugurando un mini-speciale dedicato a uno degli angoli più strani e affascinanti del cinema horror nipponico.

sabato 31 ottobre 2026

Halloween: la paura fuori campo

Non ricordo il giorno in cui lo vidi per la prima volta, ma sicuramente sono trascorsi anni, decenni o forse intere ere geologiche. Non saprei nemmeno quantificare il numero di volte che le sue immagini sono passate davanti ai miei occhi o il numero di volte che le note della sua colonna sonora sono entrate nel mio cervello attraverso i padiglioni che mi ritrovo ai lati della testa. 
Ciò che è certo è che basta davvero poco per farmi risalire prepotentemente la voglia di tornare per la milionesima volta a premere il tasto play di un telecomando e ricadere di nuovo in quell’esperienza lisergica che è la visione del primo Halloween di John Carpenter. 
Sarà per via della sua semplicità di fondo che Halloween mi attrae. La sua musica, per esempio, fa quasi tutto con pochissimo: una figura ritmica semplice e ossessiva, affidata soprattutto al pianoforte, che non accompagna Michael Myers come farebbe una normale colonna sonora, ma sembra piuttosto dirci che si trova lì, da qualche parte, anche e soprattutto quando non lo vediamo. 

lunedì 26 ottobre 2026

La donna dagli occhi oleosi

“La donna con gli occhi oleosi” di Dick Donovan è uno di quei racconti che difficilmente si incontrano nelle consuete storie incentrate sui vampiri, nello specifico nei racconti sui vampiri di genere femminile, categoria della quale la nostra “Oily Eyes” fa parte. Pubblicato nel 1899 dall’editore Chatto & Windus, compare quando ormai tutte le proto-vampire letterarie come Carmilla (1872) di Sheridan Le Fanu e le più sfuggenti “varianti psichiche” Ligeia (1838) e Morella (1835) di Edgar Allan Poe avevano già portato sulla pagina donne capaci, in modi diversi, di oltrepassare i limiti della morte e di esercitare un’influenza inquietante sui vivi. La vampira letteraria, dunque, non è affatto una novità; tuttavia, la figura di Annette, la protagonista, possiede alcune caratteristiche abbastanza singolari da meritare una rilettura. 
La recente edizione italiana curata da Dagon Press permette di farlo senza dover andare a cercare il testo nelle vecchie raccolte inglesi. La donna dagli occhi oleosi, uscita infatti all’inizio di quest’anno, riunisce le due novelle apparse nell’antologia “Tales of Terror”: il racconto originale e il successivo "La storia di Annette". La scelta di pubblicarle insieme permette di seguire meglio la protagonista, perché il secondo testo torna sulla sua vicenda e ne amplia il passato. 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...