venerdì 4 giugno 2021

A Queen in Yellow: intervista con Ann K. Schwader

Ann K. Schwader (Tucson, Arizona)
La poesia di Ann K. Schwader fonde precisione metrica e immaginazione orrorifica in un modo che non si vedeva dai tempi d'oro di Lovecraft e Clark Ashton Smith. Suggerisce molto di più di quanto afferma, e le sue implicazioni di una terrificante minaccia sono sottolineate da un pessimismo cosmico che eleva il suo lavoro molto al di sopra del semplice brivido. — ST Joshi 

Nel corso di questi lunghi anni, ormai otto per la precisione, su questo blog abbiamo sviscerato la mitologia del Re in Giallo in tutte le sue possibili sfaccettature. Abbiamo affrontato i testi dei più svariati autori, viventi e vissuti, ciascuno dei quali ha contribuito con un piccolo tassello a questo enorme puzzle che si sta lentamente rivelando sotto ai nostri occhi. Spesso, bisogna ammetterlo, ci siamo trovati ad affrontare una certa dose di frustrazione, per via del fatto che alcuni scenari ne contraddicono altri, ma d'altra parte come non considerare tutto questo nostro lungo lavoro se non un gioco per mezzo del quale ci divertiamo a fare gli investigatori in un romanzo giallo nel quale non c'è alcun delitto.

sabato 29 maggio 2021

Settecento!

A sole poche settimane dai festeggiamenti del decimo compleanno di "The Obsidian Mirror", oggi il blog festeggia il suo settecentesimo post e, come è ormai tradizione da queste parti, è una fantastica occasione per tirare le somme. A beneficio di chi mi segue da poco, inizio col dire che la pratica di festeggiare il post con il “doppio zero” è nata con lo scopo di mettere in archivio un risultato effettivamente raggiunto, quello della scrittura, risultato che prescinde dalla variabile tempo (ai compleanni del blog ci si arriva sempre e comunque, anche senza scrivere niente). Purtroppo, per vari motivi quest'ultima centuria, partita nel luglio 2019, è stata più faticosa del solito: e non solo perché ci ho messo quasi due anni per raggiungerla, quando la mia mia solita media si aggira intorno ai diciotto mesi: ho affrontato lutti, operazioni chirurgiche, casini sul lavoro e, non ultimo, tutto questo schifo che è diventato il mondo da più di un anno a questa parte.

domenica 23 maggio 2021

Voci da R'lyeh #1

Era già qualche settimana che questo post era in preparazione, dal giorno in cui ciò che fino a quel momento era una crisalide ancora solo abbozzata si è finalmente trasformata in farfalla. In altre parole, dal giorno in cui il primo numero di questa nuova fanzine lovecraftiana (il titolo non lascia dubbi, credo) si è materializzato nella nostra realtà.
Tutto è cominciato più o meno a metà febbraio quando Pietro Rotelli, colui che si è preso cura del periodo di incubazione, si è palesato sui social alla ricerca di contributi e contributori per una fanzine che dovrebbe avere periodicità semestrale (maggio-novembre). La tentazione di ficcare il naso nella questione è stata ovviamente insopprimibile e da lì a scrivere a Pietro è stato un attimo. Ma andiamo con ordine.
Pietro Rotelli si definisce "scrittore, illustratore, animatore e fumettista" e in effetti lo è, a giudicare sia da ciò che offre il suo sito, sia dai vari lavori da lui firmati, tra cui la grafica di copertina dell'ultimo numero (il diciannovesimo) di Studi Lovecraftiani di Dagon Press, la celebra rivista aperiodica di critica e di studio su Howard Phillips Lovecraft, equivalente, più o meno, alla storica Lovecraft Studies fondata nel 1980 da S. T. Joshi e Marc Michaud.
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