Nella puntata precedente, risalente ormai a diverso tempo fa, ci eravamo lasciati alle soglie della
corte di Hastur, osservando come James Blish e Lin Carter abbiano tentato un'operazione che
Robert W. Chambers aveva sempre evitato: trasformare in una vera e propria vicenda narrativa ciò
che nei racconti originali appare soltanto come un insieme di frammenti, allusioni e nomi dispersi
fra le pagine.
Camilla, Cassilda, Hali, il diadema e la Dinastia non sono più semplici riferimenti
enigmatici, ma diventano personaggi e istituzioni dotati di voce, desideri e conflitti.
Fra tutti questi elementi ce n'è uno che di recente ha attirato la mia attenzione: il personaggio di
Uoht.
Se siete passati di qui negli ultimi tempi, avrete incrociato il post nel quale seguivamo le
tracce di questo oscuro principe attraverso il breve racconto "The Sky Will Not Fall" di Joseph S.
Pulver Sr., osservando come un nome appena accennato da Chambers sia stato
progressivamente recuperato dagli autori successivi fino a trasformarsi in una figura tragica e
compiuta. In quel frangente Uoht era dipinto come l'ultimo difensore di Hali, ostinato oppositore
della rovina e del declino; qui lo ritroviamo invece in una fase precedente della saga immaginaria
di Carcosa, quando il destino della Dinastia non è ancora stato deciso e il temuto Segno Giallo
incombe soltanto come una minaccia.

