lunedì 19 ottobre 2026

P.O.V. – A Cursed Film

Nel cinema dell’orrore lo sguardo raramente è innocente. La macchina da presa decide cosa mostrarci, il montaggio stabilisce dove dobbiamo guardare e qualche volta il film arriva a mettere in discussione una distinzione che diamo per scontata: quella fra chi osserva e chi viene osservato. P.O.V. – A Cursed Film, diretto da Norio Tsuruta nel 2012, costruisce il proprio orrore proprio attorno a questa ambiguità. 
La storia prende avvio da una registrazione televisiva, passa attraverso una videocamera, un vecchio filmato e una scuola apparentemente abbandonata, fino a trasformare il semplice atto di guardare in qualcosa di molto meno innocuo. Il punto di partenza può ricordare Ringu, e il richiamo è inevitabile, ma Tsuruta porta il discorso su un terreno diverso. Qui non c’è soltanto un'immagine maledetta che qualcuno deve vedere: c'è una catena di sguardi nella quale televisione, filmato, videocamera e spettatore finiscono per sovrapporsi. E quando anche chi sta guardando il film entra a far parte di quella catena, la distanza fra noi e ciò che vediamo comincia a diventare piuttosto sottile. 

lunedì 12 ottobre 2026

Il Re in Giallo rivelato (Pt.6)

Nel capitolo precedente abbiamo esaminato il terzo frammento perduto del Re in Giallo, nella versione di James Blish, soffermandoci in particolare sul ruolo di Camilla, sulla rivalità tra Uoht e Thale e sulla fugace apparizione del misterioso Phantom of Truth. 
Come spesso accade nella letteratura legata a Carcosa, tuttavia, non esiste una versione definitiva degli eventi: i frammenti si sovrappongono, si contraddicono, si rincorrono attraverso le opere degli autori che, nel corso dei decenni, hanno tentato di ampliare l'universo lasciato incompiuto da Robert W. Chambers. Del resto, uno degli aspetti più curiosi della mitologia in giallo è proprio questo. A differenza dei cicli fantasy tradizionali, costruiti attorno a una cronologia coerente e a una precisa continuità narrativa, il mondo del Re in Giallo assomiglia più a un insieme di rovine archeologiche: ogni autore recupera una tessera del mosaico, formula una propria ipotesi e prova a immaginare quale forma potesse avere l'edificio originario. Il risultato non è una ricostruzione univoca, bensì una molteplicità di versioni che convivono e dialogano tra loro. 
È quindi il momento di volgere lo sguardo a Lin Carter. Pur raccontando sostanzialmente la medesima situazione affrontata da Blish, Carter adotta infatti un registro differente, più vicino al linguaggio teatrale e alla solennità quasi shakespeariana che molti lettori associano ai pochi estratti del dramma disseminati da Chambers all'interno dei suoi racconti. 

lunedì 5 ottobre 2026

La letteratura del "No"

Come spesso mi accade, dalla visione di un film è scaturita una riflessione letteraria che mi ha tenuto compagnia per qualche giorno, fino a convincermi a portarla qui sul blog, una riflessione attorno al tema del “rifiuto” e, per estensione, della “fuga”. Mi sono accorto che in molte storie la fuga non nasce tanto dal desiderio di lasciarsi alle spalle un problema, quanto dal rifiuto della vita che si sta vivendo: la famiglia, il lavoro, le convenzioni, perfino il ruolo che gli altri ci hanno assegnato. È una definizione ancora molto approssimativa di quella che lo scrittore spagnolo Vila-Matas ha chiamato «letteratura del No», ma forse conviene partire proprio dal film che ha fatto nascere questa riflessione, ovvero “Wakefield - Nascosto nell'ombra”. 
Quello di Robin Swicord è un film del 2016 incentrato su un uomo, Howard Wakefield (Bryan Cranston), che un giorno qualsiasi decide, senza apparente motivo, di non rientrare a casa e da lì in avanti vive per svariati mesi nella rimessa che si trova proprio di fronte alla comoda casa borghese dove abitava prima con la famiglia; una fuga, dal punto di vista fisico, solo di pochi metri, ma decisamente più drastica sotto qualunque altro aspetto la si voglia guardare. La narrazione procede focalizzandosi sulla sua lotta per sopravvivere, sul suo contendersi la spazzatura con una banda di stranieri specializzata in sottrazione di rifiuti e sulla sua ammirevole sopportazione, in solitudine, del freddo, del caldo, della fame e della malattia. 
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