martedì 1 settembre 2026

Kiss Phantoms

In memoria di Ace ‘Spaceman’ Frehley (1951-2025) 

Ci sono in giro film decenti, film tutto sommato carini, film belli, avvincenti, emozionanti, profondi, divertenti, sorprendenti, qualche indiscusso capolavoro e anche alcuni rarissimi film che trascendono la perfezione. Nessuno tra questi aggettivi può però essere attribuito a “Kiss Phantoms”, nome con il quale è stata distribuita in Italia una delle più clamorose croste cinematografiche mai girate dai tempi dei fratelli Lumière. Perché allora sono qui a parlarne? Semplicemente perché capita che quando un film tocca il fondo e inizia a scavare la terra, la situazione può ribaltarsi di 360° ed entrare nel mito. 
È successo a “Plan 9” di Ed Wood ed è successo a “Kiss Phantoms” (1978) di Gordon Hessler, un regista che sicuramente non avete mai sentito nominare e che potete tranquillamente continuare a ignorare come avete fatto finora. 
Ad ogni modo, mentre sta girando qualche episodio dei CHiPs (questi però ve li ricordate, no?), il nostro Gordon Hessler viene contattato dalla Hanna-Barbera Productions, quella di Scooby-Doo e dei Flinstones, per realizzare un film per la tivù che diventerà negli anni oggetto di culto per i fan della band statunitense senza dubbio più popolare della storia del rock. 

mercoledì 26 agosto 2026

Appunti per un ritorno a Carcosa

Quando, circa tredici anni fa, sulle pagine di The Obsidian Mirror comparvero i primi articoli dedicati agli Yellow Mythos, la mia intenzione era piuttosto semplice: seguire alcune tracce lasciate da Robert W. Chambers e dai suoi predecessori per comprendere come un'opera apparentemente marginale della narrativa fin de siècle fosse riuscita a esercitare un'influenza così persistente sull'immaginario weird. 
Con il passare del tempo, tuttavia, quella che sembrava una ricognizione letteraria si è trasformata in qualcosa di diverso. Ogni tentativo di chiarire un elemento del mito conduceva infatti a nuove connessioni, a nuove fonti e, soprattutto, a nuove domande: Carcosa, il Lago di Hali, il Segno Giallo e il dramma proibito evocato da Chambers si sono rivelati non solo i frammenti di una costruzione coerente, ma anche e soprattutto i punti di accesso a una rete di influenze e stratificazioni culturali estesa ben oltre le poche pagine pubblicate in quel lontano 1895. Nel corso degli anni il percorso si è arricchito di opere riscoperte, studi specialistici e contributi provenienti da una comunità internazionale di studiosi e appassionati. Eppure, proprio l'abbondanza del materiale emerso ha reso ancora più evidente una caratteristica fondamentale degli Yellow Mythos: la loro apparente incapacità di cristallizzarsi in una forma definitiva. Forse è proprio per questo che vale la pena tornare ancora una volta sulle rive del Lago di Hali. Non per cercare oggi la soluzione di un enigma destinato probabilmente a rimanere aperto, ma per osservare come il mito si sia trasformato nel tempo e quali prospettive siano emerse lungo il cammino. 

mercoledì 12 agosto 2026

Traditi dalla fretta #49

Bentornati su The Obsidian Mirror. Riprendiamo il filo del discorso con un nuovo appuntamento della rubrica "Traditi dalla fretta", uno spazio che ormai conoscete bene e che serve a recuperare quelle segnalazioni che rischiano di perdersi nel flusso degli eventi. Sebbene in questo periodo le mie spese per i libri si siano ridotte ai minimi storici, la curiosità per le gemme del fantastico non è venuta meno. Inoltre, nonostante le tempistiche dilatate che ormai caratterizzano questa più recente stagione del blog, la carne al fuoco è sempre molta e di ottima qualità. 
Iniziamo con un tuffo nella nostalgia cinematografica grazie alla Notte Horror 2026, l’iniziativa multi-blog che celebra le storiche maratone televisive di Italia 1, proponendo recensioni e approfondimenti sul cinema horror fino a metà settembre.  Vi segnalo inoltre la mia recente intervista su Il Zinefilo, dove insieme a Lucius Etruscus ho ripercorso le origini del mio rapporto con la fantascienza, partendo dal terrore infantile per i dischi volanti della serie "UFO".
Il cuore di questo post è però dedicato alla carta stampata e al recupero di classici straordinari. Il nuovo numero di Zothique si tinge di giallo per celebrare Robert W. Chambers e il suo Re in Giallo, offrendo non solo approfondimenti critici ma anche tre racconti inediti in Italia che mostrano il lato più inquietante e lovecraftiano dell'autore. Altrettanto affascinante è il debutto di Onirika, una rivista che si propone come un vero viaggio nel tempo attraverso sette classici dimenticati del weird e del fantastico, spaziando da minacce tentacolari di fine Ottocento a visioni fantascientifiche apparse su Amazing Stories negli anni '30. Infine, per gli amanti del gotico più puro, segnalo la riscoperta di John Urban Nicolson con il romanzo Le Dita Gelide della Paura. Sit ratta di un'opera del 1937 che mescola con maestria vampirismo, licantropia e maledizioni ancestrali, un titolo così efficace da essere stato inserito da Karl Edward Wagner tra i migliori romanzi horror di sempre. Il sipario su Traditi dalla fretta si alza di nuovo: ecco tutto quello che dovete sapere per non smarrirvi nel buio
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