mercoledì 5 maggio 2021

Da donna a strega: lacrime e sangue (Pt.5)

L'INTRODUZIONE SI TROVA QUI
LA 1' PARTE DI LACRIME E SANGUE QUI

Le tracce più corpose di queste tradizioni (i sacrifici di costruzione, ndr, cfr. articolo precedente) si trovano nella produzione letteraria del sudest europeo. Ballate serbe, greche, romene, ungheresi, bulgare, estoni eccetera, narrano di edifici nelle cui fondamenta viene murata viva una donna (spesso la moglie del Mastro, talora una vergine), un bambino o due gemelli per rendere l’opera perenne o addirittura per poter terminare la costruzione (talora ciò che viene costruito durante il giorno crolla di notte). Ci sono varianti in cui la donna accetta il suo destino, altre in cui maledice il marito oppure il palazzo/monastero/ponte; in genere la vittima ha un figlio che, restando orfano, assume attributi divini, perché condivide il destino dell’orfano primordiale che nel mito viene allevato da un animale o da un essere soprannaturale. In altre varianti si racconta anche la sorte del Mastro, che si riunisce con sua moglie tramite una morte violenta, una forma del sacrificio che gli permette di trasportarsi nello stesso piano cosmico dove lei si trova. È il caso della famosissima Ballata di Mastro Manole: il ricongiungimento tra i due sposi è possibile perché la moglie sta prolungando la propria esistenza nella pietra dell’edificio che ospita le sue spoglie mortali, e quando lui muore cadendo da un’impalcatura, dal punto in cui è caduto sgorga una sorgente, le cui acque filtrano tra le pietre. Il monastero della leggenda è quello di Argeș, in Romania; anche la Fonte di Manole esiste ancora, ed è tappa obbligata per i turisti che si recano al monastero.

giovedì 29 aprile 2021

Traditi dalla fretta #24

Notte fonda. Sento uno strano peso sullo stomaco. Cerco di girarmi ma non riesco. Dev'essere il gatto che si è messo comodo, mi dico, ma un istante più tardi lo sento in lontananza trafficare con la lettiera. Apro gli occhi e vengo inondato da un abbacinante bagliore giallo che sta invadendo la stanza. Lei, al mio fianco, sembra non accorgersi di niente. Tento di allungare una mano di lato ma senza successo. La figura che lentamente si sta delineando è quella di un individuo enorme, vestito di stracci ma con una lucente corona calata sul capo. Ecco, mi dico, non avrei dovuto scrivere l'ennesimo post su Carcosa anche stasera. Soprattutto non avrei dovuto passare tutte quelle ore davanti allo schermo, perché lo so che tanto poi è sempre così che va a finire. Ma quella figura non ha nessuna intenzione di svanire. Sembra non volersi rassegnare al fatto che sto prendendo consapevolezza della sua irrealtà. Ma davvero è irreale? Certo, la mia immobilità non è affatto irreale. E allora forse non è irreale nemmeno tutto il resto. Il suo corpo, come il mio, è immobile ma il volto oscilla pensieroso, quasi come se volesse rompere il silenzio. E infatti lo rompe. Muovendo le labbra in maniera impercettibile, pronuncia una frase che non dimenticherò mai. Dice: “È una cosa terribile cadere nelle mani del Dio vivente!”. 

venerdì 23 aprile 2021

Da donna a strega: lacrime e sangue (Pt.4)

L'INTRODUZIONE SI TROVA QUI
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Marduk: "Opus Nocturne" album art, 1994
Con il post di oggi devierò un altro po’ (ma neanche troppo) dal tema cardine di questa serie, ma ora della fine spero che il motivo di questa parentesi sarà chiaro. 
Finora abbiamo parlato di alcuni significati attribuiti all’atto del sacrificio, e di altri parleremo in seguito, ma credo che valga la pena guardare a questo fenomeno da un altro punto di vista. Le sue interpretazioni più diffuse, infatti, tendono a non tener conto del grande mutamento che la mentalità dell’uomo deve aver subito con il passare del tempo. Ovvero, poiché l’uomo arcaico ragionava in modo profondamente diverso da noi, anche i suoi riti dovevano avere un significato diverso da quello che hanno assunto col passare del tempo, in una fase successiva della storia umana. 
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