lunedì 28 settembre 2026

Il Re in Giallo rivelato (Pt.5)

Nella puntata precedente, risalente ormai a diverso tempo fa, ci eravamo lasciati alle soglie della corte di Hastur, osservando come James Blish e Lin Carter abbiano tentato un'operazione che Robert W. Chambers aveva sempre evitato: trasformare in una vera e propria vicenda narrativa ciò che nei racconti originali appare soltanto come un insieme di frammenti, allusioni e nomi dispersi fra le pagine. 
Camilla, Cassilda, Hali, il diadema e la Dinastia non sono più semplici riferimenti enigmatici, ma diventano personaggi e istituzioni dotati di voce, desideri e conflitti. Fra tutti questi elementi ce n'è uno che di recente ha attirato la mia attenzione: il personaggio di Uoht. 
Se siete passati di qui negli ultimi tempi, avrete incrociato il post nel quale seguivamo le tracce di questo oscuro principe attraverso il breve racconto "The Sky Will Not Fall" di Joseph S. Pulver Sr., osservando come un nome appena accennato da Chambers sia stato progressivamente recuperato dagli autori successivi fino a trasformarsi in una figura tragica e compiuta. In quel frangente Uoht era dipinto come l'ultimo difensore di Hali, ostinato oppositore della rovina e del declino; qui lo ritroviamo invece in una fase precedente della saga immaginaria di Carcosa, quando il destino della Dinastia non è ancora stato deciso e il temuto Segno Giallo incombe soltanto come una minaccia. 

lunedì 21 settembre 2026

Suicide Club

Nel corso della sua storia il Giappone ha sviluppato con la morte volontaria un rapporto complesso e per certi versi contraddittorio. Da un lato il suicidio è stato a lungo circondato da una dimensione simbolica, morale e perfino estetica che ha lasciato profonde tracce nella letteratura, nel teatro e nell'immaginario collettivo del Paese; dall'altro esso continua a rappresentare una ferita sociale aperta, un fenomeno che periodicamente riaffiora nel dibattito pubblico come sintomo di un disagio più vasto e difficile da circoscrivere. 
Quando nel 2001 Sion Sono realizza "Suicide Club" (anche noto come "Suicide Circle"), il Giappone è reduce da un decennio di stagnazione economica e di profonde trasformazioni culturali. La promessa di prosperità illimitata degli anni precedenti si è incrinata, mentre internet, la cultura pop e i nuovi modelli di comunicazione iniziano a modificare il modo in cui gli individui percepiscono se stessi e il proprio rapporto con gli altri. In questo contesto, l'immagine di cinquantaquattro studentesse che si tengono per mano e si gettano sotto un treno non costituisce semplicemente uno shock visivo destinato a catturare l'attenzione dello spettatore: è una dichiarazione di intenti. 

lunedì 14 settembre 2026

Uoht, Carcosa e l'ombra di Skyfall

Come promesso la volta scorsa, rimettiamo mano su questa serie di post dedicati alla mitologia in giallo, ripartendo più o meno dall’inizio, ovvero dalle tracce lasciate da Robert W. Chambers all'interno del suo racconto “Il Riparatore di Reputazioni”. Quando lo lessi per la prima volta, ormai molti anni fa, non potei far altro che mettermi a fantasticare sulla natura di quel testo proibito che, una volta aperto, sembrava alterare in modo irreversibile la percezione della realtà da parte del suo lettore. 
Dopo aver attraversato antologie, racconti e reinterpretazioni che hanno progressivamente ampliato il territorio abbozzato da Chambers, mi ritrovo a guardare quel racconto con occhi diversi, non perché il testo sia cambiato (le parole sono sempre quelle), ma forse perché, semplicemente, ho imparato a leggere meglio tra le righe, in particolar modo ho iniziato a dare importanza a taluni aspetti presenti nel testo sotto forma di frammenti, nomi gettati qua e là senza spiegazioni, allusioni prive di contesto, tessere di un mosaico che nessuno, nemmeno Chambers, sembrava intenzionato a completare. 
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