sabato 14 luglio 2018

L'ora del lupo

Un tempo la notte era fatta per dormire, sonni calmi e profondi, e svegliarsi poi senza terrori. Da molte sere siamo svegli fino all'alba. Ma questa è l'ora peggiore. Il popolo la chiama l'ora del lupo, è l'ora in cui la maggior parte delle persone muore, quando il sonno è più profondo, quando gli incubi sono più reali. È l'ora in cui gli insonni sono ossessionati dalle loro paure più profonde, l'ora i cui fantasmi e demoni sono più potenti. L'ora del lupo è anche l'ora in cui molti bambini nascono... (Johan Borg).

Penserete che sono un pazzo scatenato. Ne sono convinto. Beh, lo penso anch'io. Il fatto è che quando, poco di un mese fa, mi venne proposto di partecipare alle celebrazioni del centenario della nascita di Ingmar Bergman, mi parve una buona idea: se c'è un regista che ha fatto la storia del cinema, pensai così di primo acchito, quello è senza dubbio Ingmar Bergman. "Vuoi che non riesca a trovare delle cose da dire?", mi dissi. Ed eccomi qua, davanti al foglio bianco, con nella pelle il terrore di non esserne all'altezza. Ma porca miseria, perché mi faccio sempre trascinare in queste cose? Non so da dove iniziare, ma so che al calar di questa sera d'estate (lo dico mettendo avanti le mani) qualcosa, nel bene e nel male, sarà venuto pur fuori e quel qualcosa, nel bene e nel male, verrà pubblicato. Intanto il ghiaccio è stato rotto e questo particolare già mi consola.

martedì 10 luglio 2018

Traditi dalla fretta #7

Un po’ in anticipo rispetto alla sua tradizionale cadenza bimestrale, sbarca oggi sul blog un nuovo episodio di Traditi dalla fretta, rubrica di segnalazioni nata 18 mesi fa per cercare di salvare il salvabile nel frenetico delirio della rete. La volta scorsa avevamo dedicato ampio spazio alla questione del GDPR, l’ennesima sfida che i blogger a questo punto dovrebbero essere riusciti ad aggirare indenni, seppur con qualche piccolo escamotage.  L’unica vera seccatura che i blogger di questa mia stessa piattaforma hanno in realtà dovuto affrontare è la disattivazione improvvisa e brutale delle notifiche dei commenti, seccatura che, leggendo in giro, solo in pochi pare abbiano risolto. Personalmente mi sono subito gettato a capofitto nella ricerca di una soluzione ma, nonostante i miei reiterati tentativi, per oltre un mese non sono riuscito a venirne a capo. L’unica cosa certa è che i tipi di Google avevano prontamente ammesso che la mancata notifica fosse dovuta ad un glitch (termine inglese che, da quanto ho capito, significa “boiata”), ma di soluzioni in giro nemmeno l’ombra. Alla fine, solo pochi giorni fa, ho trovato la soluzione in un commento a uno dei centomila post di insulti che la comunità digitale ha lasciato nelle pagine di supporto di Google. Riporto la soluzione qui di seguito a beneficio di chi si stesse ancora scervellando. Il segreto, come molti avranno senz’altro intuito, è da ricercarsi nel pannello di controllo di blogger, alla voce email nel menù impostazioni.

giovedì 5 luglio 2018

L'uomo dello specchio (Pt.2)

Siamo di nuovo qui nel salotto di Obsidian Mirror (certo che, detto così, mi sento un po' Costanzo) con Luigi Parisi, lo straordinario regista de "L'onore e il rispetto" e di numerose altre fiction televisive, che si è rivelato essere grande appassionato di...  ciò che la volta scorsa abbiamo definito "lato oscuro".
Negli ultimi giorni ho trascorso un po' del mio tempo a gironzolare sul suo sito e, non contento, ho cercato in rete tracce di quei cortometraggi che, chissà perché, non ho trovato sul sito ufficiale. Ne ho trovati infine diversi, alcuni interessanti, altri meno. Molti di questi però non hanno mancato di stuzzicare la mia curiosità. Riprendiamo la nostra chiacchierata con Luigi proprio da quelli. Per chi si fosse perso la prima parte, la mia raccomandazione è di fare prima un capatina qui.

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T.O.M.: Ciao Luigi e bentornato! Mettiti pure comodo perché stavolta non te la caverai con due domandine. Come stavo dicendo pochi istanti fa, mi sono divertito a cliccare ovunque sul tuo sito e, tra i vari cortometraggi presenti nella tua invidiabile filmografia, ne ho notato uno che porta la firma di Nicola Lombardi, uno dei nomi più interessanti del panorama horror italiano. Vuoi parlarcene?

L.P.: Nicola Lombardi è uno straordinario autore italiano, dotato di grande talento e respiro internazionale. Lo conobbi quand’ero più giovane, lui lavorava presso Profondo Rosso, il negozio di Luigi Cozzi Dario Argento sito nel cuore di Roma. Persona colta, intelligente e di acuta ironia, passavamo ore a parlare e a ridere… Acquistai proprio nel negozio la sua prima antologia di racconti brevi “Ombre” rimanendone sconvolto. Lombardi mi segnò profondamente poiché aveva un tipo di scrittura cinematografica. Tu leggevi, scivolavi nel suo abisso e “vivevi” la storia. Divertimento allo stato puro. Questo genio del male pubblicò diversi libri con racconti horror. Ce ne fu in particolare che mi colpì per l’alto impatto folle ed orrorifico: “Il dono degli Dei”. Ma non sapevo come poter imbrattare l’intera stanza di sangue chimico senza furiose conseguenze di chi a quel tempo mi stava accanto. E quindi declinai con uno più semplice che titolai “La Busta Nera” col mio solito quasi abituale protagonista, mio fratello. Il corto è davvero amatoriale (in un arcaico 4:3 letterboxato) e si distingue anche per il tema musicale di Gabriele Saffioti e la voce solista di un’artista francese, Asphodel.
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