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martedì 12 aprile 2011

In memoria di Junko

Junko Furuta (古田順子, Furuta Junko), fu una studentessa liceale giapponese tristemente nota per le sevizie subite da alcuni suoi coetanei alla fine degli anni '80, sevizie che la portarono poi alla morte.
Nel Novembre del 1988, il pregiudicato giapponese Jo Kamisaku (allora diciassettenne; Kamisaku è il nome che assunse dopo il suo rilascio) ed altri tre giovani ragazzi di Tokyo (Miyano Hiroshi, diciottenne; Minato Nobuharu, sedicenne; Watanabe Yasushi, diciassettenne) rapirono una ragazza del secondo anno delle scuole superiori proveniente dalla Prefettura di Saitama, Furuta Junko. La tennero prigioniera per 44 giorni all’interno della casa di uno degli altri tre ragazzi.
Per evitare una caccia all’uomo, Kamisaku la costrinse a chiamare i genitori e dir loro che era scappata di casa, ma al sicuro con un amico. La ragazza fu inoltre costretta a fingersi la fidanzata di uno dei ragazzi mentre i proprietari della casa erano presenti, ma, quando divenne palese che questi ultimi non avrebbero chiamato la polizia, questa messa in scena non venne più messa in atto. La ragazza provò a scappare diverse volte, pregando più di una volta i genitori di uno dei suoi aguzzini, che vivevano con lei, di aiutarla, ma questi non lo fecero, per paura appunto di Kamisaku, che era al momento un socio di basso livello di Yakuza e avevano temuto che potesse usare questa alleanza per farli uccidere se avessero interferito.
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