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venerdì 21 marzo 2025

Il vampiro di A.K. Tolstoj

A costo di risultare monotono, confesso che anche la lettura che vi presento oggi è stata resa possibile da una trasferta di lavoro. Non che a casa io non legga, ma è innegabile che quando sono solo, senza distrazioni, è il momento ideale per prendere in mano un libro. E così, in un tardo pomeriggio di febbraio, in una giornata di lavoro finita presto, per essere un giorno di fiera, rientro nel solito albergo di Verona che mi ospita tutti gli anni nello stesso periodo, apro questa piccola antologia e porto subito a termine il primo dei quattro racconti, poi getto uno sguardo all'orologio e decido che è il momento di telefonare a mia moglie. Non so a voi, ma a me dà conforto quella chiamata quando sono lontano da casa, anche se breve, anche se solo per parlare del tempo. Avere qualcuno da chiamare, quando si è via per lavoro, mi ripaga della giornata trascorsa e mi permette di darle un senso. Viceversa sarebbe solo schiavitù. Chiamo mia moglie, che quel libro lo ha già letto la settimana scorsa, e tra le tante cose che ho da dirle le annuncio di aver completato il primo racconto, che mi è piaciuto, e che ho ancora abbastanza tempo per passare al secondo, una volta terminata la telefonata. 
Lei si guarda bene dall'anticiparmi che il secondo racconto ha alcuni simpatici punti di contatto con il primo, e di questo piccolo riguardo le sono grato. Un piccolo riguardo che, mi scuserete, io non ho avuto con voi che ormai, a questo punto, già ne siete al corrente. Ma non preoccupatevi: i dettagli, almeno quelli, ve li risparmierò, perché vale davvero la pena di scoprirli da soli.

venerdì 18 ottobre 2024

Fuori Speciale: vampiri psichici

“Fuori speciale” è una serie di articoli che vengono scritti di getto nel periodo di pubblicazione dello speciale “La grande abbuffata”. Pur non essendone parte integrante, ciò che viene qui trattato ruota intorno all’argomento principale senza spezzarne il filo logico. Si tratta, in estrema sintesi, di piccoli approfondimenti che non hanno trovato posto nella struttura principale. “Fuori speciale”, in uscita tutti i venerdì, non è una lettura necessaria alla comprensione degli articoli de “La grande abbuffata” (che usciranno invece il lunedì), è viceversa una lettura che può essere ignorata o rimandata, a vostro piacimento. 

***

Forse l’avrò già detto in passato, ma per quanto mi riguarda la figura del vampiro, al cinema o in letteratura, è certamente una delle più affascinanti. Se da una parte zombi, cannibali, killer mascherati e lucertoloni giganti trasmettono solo ansia, e tra le righe mettono in guardia dai prodotti più negativi della nostra civiltà (le guerre, le carestie), il vampiro è l’essere che non muore, la cui esistenza è legata agli eterni tempi di vita e di morte e, di conseguenza, rappresenta per il lettore o per lo spettatore un continuo stimolo filosofico.

lunedì 14 ottobre 2024

La Grande Abbuffata: scorpacciate da paura (Pt.4: vampiri)

Il sangue è la vita!” (Dracula, Francis Ford Coppola) 

Abbiamo parlato di zombi e di cannibali, e va bene, ma perché inserire un capitolo anche sui vampiri? Cos’hanno a che fare tali creature con questo speciale a tema gastronomico? Purtroppo, nel lungo elenco dei disturbi alimentari tipici di quest’epoca non bisogna dimenticare quello forse più singolare. Sto parlando della cosiddetta Sindrome di Renfield (*), nota anche come ematolagnia o più comunemente come vampirismo clinico, ovvero una parafilia nella quale l'eccitazione sessuale è associata al bisogno compulsivo di ingerire sangue. Per chi ne soffre, l’ematolagnia è un’esperienza molto più profonda e intensa dell’atto sessuale, che termina nel momento dell’orgasmo. Ingerire il sangue del partner, al contrario, soddisfa il desiderio di entrare in comunione con il partner per un tempo virtualmente infinito. Il partner, attraverso il sangue, viene ingerito, posseduto, inglobato, per sigillare in questo modo un rapporto indissolubile, attraverso un meccanismo simile a quello per cui i guerrieri di un tempo ingerivano, possedevano e inglobavano i nemici vinti in battaglia per assorbirne le migliori qualità.

martedì 15 marzo 2022

Nosferatu, una sinfonia dell'orrore

"Di notte, alla luce della Luna c'è lui, il Grande Amante, che guarda attraverso una spaventosa piazza o canale nella finestra dell'eroina e nei suoi occhi. Lei lo aspetta, Vuole salvare l'eroe e ha letto nel Libro dei Vampiri che se una vittima resta con il vampiro fino al canto del gallo egli sarà distrutto. Egli va da lei rapido, con quella camminata spaventosamente affrettata, le unghie artiglianti. L'ombra della mano striscia come inchiostro sulle lenzuola bianche come neve. L'ultima sequenza lo mostra chino accanto al letto di lei mentre la bacia sul collo in una scena d'amore orribilmente perversa e senza eguali nella sua rivelazione immediata e patetica di un vampiro sostanzialmente indifeso. Si leva il sole, vedete i raggi illuminare la cima del casamento, il gallo canta, il vampiro non può andarsene. Svanisce in uno sbuffo di fumo come l'Agonia dell'Occidente. Proprio mentre sopraggiunge l'eroe ansimante, troppo tardi per salvare il suo amore." (Jack Kerouak, Nosferatu, in "New Yorker Film Society Notes, 9 gennaio 1960).

giovedì 9 luglio 2020

Nightmare at Elm Manor

Ancora qui a parlare di Dracula? Che palle, direte voi! Ma perché no? In fondo l’argomento, mi pare di aver già detto in uno dei tanti post che ho pubblicato dall’inizio di settembre a oggi, è praticamente inesauribile. In realtà, tecnicamente non è proprio Dracula il protagonista del post di oggi ma, credetemi, ci va dannatamente vicino. Partiamo comunque dall'inizio.
Sapete benissimo quanto io sia poco incline alla sintesi e, di conseguenza, mi capita spesso che da un semplice abbozzo di idea finisca per scrivere lunghi e tediosi articoli, sviluppandoli magari in cinque o sei parti per ovvie necessità di spazio. In questo caso, il rischio di trasformare il commento a un insignificante cortometraggio di cinque minuti in uno "Speciale" infinito dedicato all'opera del suo regista è stato, fino a pochi giorni fa, altissimo.
La fortuna (o il suo contrario) ha invece voluto che tutto ciò riuscisse a risolversi nello spazio limitato di questo singolo post, concedendomi però di tenere aperta una piccola possibilità di un (poco probabile) progetto futuro.
Parlando di fortuna (o del suo contrario) mi riferisco al fatto che poco o nulla del materiale girato da George Harrison Marks sia oggi rintracciabile in rete. Magari, e di questo sono consapevole, si tratta di un mio limite, e voi che passate di qua mi farete notare quanto scarso sia il mio acume investigativo. Converrete anche voi, d'altra parte, che è non è facile googlare il nome del regista senza finire, nove volte su dieci, su qualche sito dedicato al quasi omonimo scarafaggio di Liverpool.

venerdì 22 maggio 2020

Vampiri!

Dopo nemmeno due mesi dall'ultima volta, torniamo a parlare di Luigi Parisi, l'uomo che ha reso possibile "Mirror Midnight", il cortometraggio horror uscito in anteprima qui sul blog lo scorso Halloween.
Torniamo a parlare di lui perché, da buon appassionato di genere, il buon Parisi non se l'è sentita di lasciare il suo pubblico a bocca asciutta in un periodo dove nessuno sa più distinguere la realtà a cui eravamo abituati dall'orrore in cui siamo piombati nemmeno tre mesi fa.
Ho quindi ancora una volta il privilegio di presentare, non dico in anteprima ma quasi, il suo nuovo lavoro, completato qualche giorno prima del lockdown e distribuito sui suoi canali social nelle scorse settimane.
Il soggetto è tra i più classici del cinema, forse uno dei pochi soggetti davvero intramontabili dal tempo in cui Murnau tracciò il solco ormai quasi un secolo fa e che, a ondate, ritorna ricorrente a terrorizzare le nostre serate svaccati davanti alla tivù o affondati nella poltrona di un cinematografo. Considerato che il cinema per un po' ce lo possiamo scordare e che la tivù non è l'ideale per un cortometraggio di cinque minuti, l'invito alla visione in questo caso avviene attraverso il blog, il che, tutto sommato, non è nemmeno così male.

sabato 28 settembre 2019

Dracula in Istanbul (Pt.2)

Kazıklı Voyvoda (1° edizione, 1928)
in alfabeto ottomano - Fonte: Javier Arries
LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI

Immagino (ma più che altro spero) che non vi sia sfuggito qualche giorno fa il mio post "spin-off" dedicato al film tratto da "Kazıklı Voyvoda" (Dracula in Istanbul) di Ali Rıza Seyfioğlu.
Se malauguratamente ve lo siete perso non affannatevi a cercarlo qui. Andate piuttosto a visitare il blog dello zio Nick che, cortesemente, ha ospitato i miei deliri di recensore.
Tornando a noi, la volta scorsa stavamo tentando di scovare le differenze tra l'immortale opera dello scrittore irlandese Bram Stoker e la sua versione "non autorizzata" proveniente dalla Turchia. Riprendiamo quindi da dove eravamo rimasti.
I primi capitoli del romanzo, quelli che seguono l’agente immobiliare nel suo incarico in Transilvania, sono più o meno identici al suo originale, al di là di qualche dettaglio minore, e la stessa numerazione dei capitoli ricalca bene l’opera di Stoker. A un certo punto si direbbe però che Seyfioğlu si sia reso conto della difficile impresa di tradurre un’opera così complessa, e che abbia deciso di procedere in maniera più spedita, prendendo l’improvvisa decisione di tagliare con l’accetta tutto ciò che a suo modo di vedere era superfluo. L’evidenza di questo cambiamento di pensiero la troviamo proprio al termine della sezione “orientale” di Dracula, quando Seyfioğlu smette addirittura di numerare i capitoli e procede diritto per la sua strada.

domenica 22 settembre 2019

Dracula in Istanbul (Pt.1)

Ebbi modo di farne un breve accenno qui sul blog un paio di anni fa, nei giorni in cui venne resa pubblica l’iniziativa della casa editrice britannica Neon Harbor di pubblicare, per la prima volta in una lingua occidentale, questo sconosciuto testo turco ispirato alle vicende del vampiro più celebre della letteratura. Nel frattempo, il volume è stato pubblicato, distribuito e, grazie al meraviglioso web, ne ho ordinato e ricevuto una copia. Complici poi quelle mie due settimane di luglio lontano dalla routine quotidiana, come avevo già accennato in un post di pochi giorni fa, mi sono infine deciso a tuffarmi a pesce tra le sue pagine.
Stiamo parlando di "Kazıklı Voyvoda", tradotto in inglese come "Dracula in Istanbul" e completato da un sottotitolo piuttosto rivelatore che lo definisce come una "versione non autorizzata" del celebre classico di Bram Stoker.
Il punto interessante è proprio questo: "Kazıklı Voyvoda" è letteralmente un clamoroso caso di plagio perpetrato nel 1928 dal poeta e scrittore turco Ali Rıza Seyfioğlu, il quale si appropriò del testo originale, lo tradusse, tagliò via le parti a suo parere meno interessanti, aggiunse nuove situazioni e una volta terminata quell'operazione di fine sartoria lo presentò al pubblico spacciandolo come suo.

giovedì 5 settembre 2019

Rileggendo Dracula

Sono stato sempre perplesso sull'utilizzo in questo blog del temine "recensire" che, come salta agli occhi anche a chi non conosce la materia, condivide la stessa radice latina di "nuovo", "recente". Si può dire tutto di questo blog, infatti, tranne che sia solito parlare delle ultime novità, sia in campo letterario che cinematografico (con la sola ovvia eccezione della rubrica "Traditi dalla fretta", che occupa uno spazio a se stante).
Non può quindi apparire strano che io oggi abbia deciso di dedicarmi ad un romanzo che risale a oltre un secolo fa, un romanzo sul quale è già stato detto di tutto e in tutte le salse. Tuttavia, "Dracula" (1897) è un romanzo che, per la sua singolarità, è ancora attualissimo, e sono certo che continuerà ad esserlo nei secoli a venire.
Nel corso dell'estate appena trascorsa ho deciso di riprendere in mano questa lettura, che già avevo completato negli anni della mia fanciullezza, per un motivo che capirete nel corso del mese di settembre. L'edizione in mio possesso, la cui copertina ho inserito qui accanto, risale appunto a quel periodo: si tratta una prima edizione Oscar Mondadori del 1979 scritta in caratteri talmente minuscoli che oggi, a differenza di quand'ero più giovane, sono riuscito a leggere solo grazie all'intensa luce solare che illuminava me e la spiaggia tutt'attorno nei primi giorni di luglio.

domenica 21 aprile 2019

Il barone

Oggi torniamo in Portogallo per parlare di un’opera che non è solo un classico del Novecento, ma è anche nota per la perfezione formale e per la maniera mirabile in cui testimonia la doppia natura, concreta e sentimentale, e profondamente nostalgica, di una nazione intera.
O Barão (Il Barone), del 1942, è l’opera omnia di António José Branquinho da Fonseca, personaggio di spicco del secondo Modernismo portoghese, e fu trasformata dal regista Edgar Pêra in un film incentrato su un vampiro, anche se invero molto particolare, in un’operazione che potrebbe apparire un po’ blasfema, ma che è innegabilmente affascinante: il suo O Barão (2011), lungometraggio di poco meno di due ore, mantiene però intatte le atmosfere rarefatte e sospese nel tempo del racconto, e almeno in questo la volontà di Branquinho da Fonseca può dirsi rispettata.
La novella è molto breve, e si può così riassumere: un ispettore scolastico viene inviato in uno sperduto villaggio di montagna e trova ospitalità nel palazzo del Barone, un personaggio che pare provenire dritto dal Medioevo ed è abituato a fare il bello e il cattivo tempo. Insieme, i due affrontano una serie di avventure notturne al limite del surreale, e dopo una serie di confidenze sempre più intime, favorite da una sorta di delirio nostalgico-alcolico, sembrano dar vita al germe di un’amicizia. Il mattino, però, si interromperà bruscamente l’idillio.

giovedì 16 ottobre 2014

Ore d'orrore: il vampiro (Pt.2)

Ben ritrovati miei piccoli fifoni. Siamo giunti alla seconda e ultima parte dello speciale "Ore d'orrore" dedicato al principe dei non-morti. Oggi scopriremo se il nostro misterioso guest-blogger (che misterioso ormai non lo è più) riuscirà a vincere lo scontro finale col vampiro. La cruenta battaglia consumatasi solo qualche giorno fa qui sul blog si era conclusa senza vinti né vincitori ma, stavolta, bisognerà assolutamente portare al pettine tutti i nodi. 
Voi cosa dite? Riuscirà il nostro Marco Lazzara, chimico di giorno e cacciatore di mostri la notte, a portare a casa la vittoria?
Ce lo auguriamo tutti. Ce lo auguriamo per lui, visto che ci siamo ormai affezionati al nostro mitico blogger itinerante, e ce lo auguriamo per noi, visto che ben altri mostri, forse ancora più spaventosi, attendono il loro turno. 
Per non saper né leggere né scrivere, il sottoscritto ancora una volta nasconderà la testa sotto la sabbia in attesa che tutto finisca e che il mondo venga liberato da uno dei suoi incubi più atavici. Il mio consiglio, per ora, è quello di non gettare ancora crocifissi e collane d'aglio nella spazzatura perché, nella remota ipotesi Marco Lazzara dovesse fallire nel suo intento, potrebbe tornarci utile ricorrere ai vecchi e classici metodi. Ma basta dilungarsi in pu##anate! Lascio la parola al nostro Van Helsing di fiducia!

domenica 12 ottobre 2014

Ore d'orrore: il vampiro (Pt.1)

È giunto finalmente il grande giorno. Il momento in cui si scoperchiano le tombe e i passi pesanti di una moltitudine di creature della notte, assetate di sangue, percuotono la terra in cerca di coloro che temono il buio. E voi? Avete paura del buio? Ci sono molte buone ragioni per avere paura del buio, recitava tanti anni fa una celebre commedia horror. 
Ma oggi siamo qui per fare luce su quel buio, siamo qui per allontanare quelle arcane fobie che attanagliano il nostro riposo notturno. Si alza il sipario di "Ore d'orrore", signore e signori! 
Come promesso qualche giorno fa, oggi parte una nuova rubrica curata da un ospite d'eccezione, un ospite il cui nome è rimasto sino ad ora nascosto nell'ombra ma che, finalmente,  verrà rivelato.
Un ospite che vi prenderà per mano e vi porterà in quei territori inesplorati dove i vostri incubi si confondono con la realtà. Un mostro di scienza che cercherà di contrapporsi ai mostri classici della tradizione, portandone alla luce i punti deboli e affondando i propri colpi con la sola forza della ragione. Riuscirà nel suo intento? Non ci è dato di saperlo..... ma voi siete pronti a combattere le vostre paure? Siete curiosi di sapere come andrà a finire? Non vi tedierò oltre, quindi. Anche perché vedo già avvicinarsi il primo nemico... e di conseguenza per me è ora di fuggire in un posto più sicuro. Tornerò quando tutto sarà finito, se ci sarete ancora. In bocca al... vampiro!

lunedì 15 ottobre 2012

On the Eating of Blood

Per più di duecentocinquanta anni, fra il 1607 e il 1865, i vampiri hanno popolato le ombre degli Stati Uniti d’America. Pochi umani credevano alla loro esistenza. Abramo Lincoln è stato tra i più zelanti cacciatori di vampiri del suo tempo, e di questa lotta ha tenuto per tutta la vita un diario segreto. Le dicerie sull’esistenza del diario appassionano da tempo gli storici e i biografi di Lincoln. I più ritengono che si tratti di una leggenda. Si tratta in realtà del romanzo "La leggenda del cacciatore di vampiri" (Il diario segreto del presidente) di Seth Grahame-Smith. già autore considerato di culto grazie al fortunatissimo "Orgoglio e pregiudizio e zombie" con il quale aveva riscritto il classico di Jane Austen in chiave splatter. Ma non è di questo che avevo intenzione di parlare oggi.

L’argomento di oggi (e ringrazio Niels Petersen di Magia Posthuma per avermelo ispirato) potrebbe sembrare uno dei miei soliti tentativi di trovare del mistero laddove non c’è davvero nulla di misterioso. Probabilmente è così. Anzi certamente è così. Quando avrete sarete arrivati al termine del post non potrete fare a meno di chiedervi se sono impazzito o cosa. Non sono impazzito, mi sto solo divertendo a costruire castelli. D’altra parte come non restare affascinati da un vecchio manoscritto risalente a tre secoli fa nel quale sono presenti parole che appaiono essere completamente fuori luogo se si pensa a chi si dice le abbia scritte? Cosa c’entrano alcuni passi della Bibbia con un semisconosciuto matematico inglese? Perché un foglio manoscritto, un singolo foglio, appare in vendita sul sito di una libreria americana alla tutt’altro che modica cifra di 350 dollari? Cosa spinge uno scienziato, quindi una mente presumibilmente aperta, ad occuparsi di argomenti che tanto ricordano le vecchie superstizioni sui vampiri? Qual è il ruolo del Giano Bifronte in tutta questa storia? Per mettere insieme tutti gli indizi occorre procedere con ordine.

mercoledì 11 maggio 2011

La vampira veneziana

Anno 1725. Nel villaggio ungherese di Kisolova muore il contadino Peter Plogojovitz. Il fatto sarebbe normale se questa morte non fosse seguita da avvenimenti strani e inquietanti, legati a ciò che il pregiudizio e la superstizione popolare chiamano fenomeno dei “morti masticatori”. L’atmosfera si surriscalda al punto da richiedere l’intervento dell’Ufficiale Imperiale. La situazione sembra però sfuggire di mano: gli abitanti, terrorizzati e inferociti, riesumano e straziano il cadavere, considerato appunto un “morto masticatore” e un vampiro.

Autore del presente scritto è il filosofo Michael Ranft, che riporta questa descrizione nel suo il “De Masticatione Mortuorum in Tumulis”, riguardante l'attività manducatoria nei sepolcri. L’argomento del libro è la leggenda degli “Schmätzende Tode”, i “morti che masticano”, segnalati con una certa frequenza nel XVI  secolo soprattutto nella Germania Orientale, ma anche in Polonia e Boemia.

lunedì 2 maggio 2011

Hanno cambiato faccia

Ecco un film piuttosto singolare che ho visto di recente. È un film del ’71 di Corrado Farina che riprende in maniera originale la figura di Dracula e la traspone ai giorni nostri (beh, negli anni ’70, in realtà). Quello che fa, malinconicamente, sorridere è che quelli che negli anni ‘70 potevano sembrare situazioni al limite del paradossale, oggi più che mai sono divenuti realtà.

Hanno cambiato faccia è una storia di vampiri, tutto sommato, dove la progenie dei Dracula ha imparato a indossare il doppio petto del potere economico e politico e ha saputo ricavarsi nuovi spazi, consolidando il proprio potere e anzi incrementandone la portata in modo esponenziale.
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