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lunedì 15 gennaio 2024

Traditi dalla fretta #39

Ed eccoci di nuovo qua. Anche la Befana ormai è lontana anni luce e chi scrive (ma non solo io, credo) ha già messo un piede abbondante nel 2024, anno in cui cadrà il tredicesimo compleanno del blog. Porterà fortuna oppure sfortuna? Direi che è presto per dirlo, e comunque, a pensarci bene, di numeri tredici, nella vita, me ne sono lasciati alle spalle già parecchi senza che nulla di particolarmente fortunato o sfortunato sia accaduto. Lasciamo quindi questa cosa dei numeri ai superstiziosi. Noi ci concentriamo invece su altri numeri, ovvero quelli che qui nella colonna di destra testimoniano la mia produttività. L'anno che è appena terminato ha visto materializzarsi il fatidico (ma prevedibile) record negativo di post pubblicati, inferiore anche al 2011, l'anno dell'esordio, che può comunque appellarsi al fatto di essere partito solo ad aprile.  Nessuna sorpresa, come dicevo, e non avrebbe potuto essere altrimenti considerata la frequenza di pubblicazione che da questa parti è andata via via diradandosi. Oggi si pubblica solo una volta la settimana, il lunedì mattina, mentre solo pochi anni fa si produceva praticamente il doppio. Ora si tratta solo di capire se la tendenza continuerà oppure ci sarà un'inversione. Mi piacerebbe, non lo nego, che si avveri la seconda ipotesi, ma siamo già a metà gennaio e la mia partenza, come è facile notare, non è stata certamente tipica da centometrista. Vedremo col tempo. Magari faremo altri due conti tra sei mesi. Oggi ripartiamo e lo facciamo (e anche in questo temo di essere piuttosto prevedibile) con un nuovo episodio di "Traditi dalla fretta", appuntamento bimestrale con tutto ciò che annoto sulla mia wish-list libraria e non solo. Buon anno e buone letture!

martedì 1 settembre 2020

Traditi dalla fretta #20

Settembre è ormai giunto ed è già ora di una nuova puntata di "Traditi dalla fretta", tradizionale appuntamento bimestrale nel quale cerco di mettere ordine nella marea di appunti raccolti mentre mi sforzavo di occuparmi d'altro.
Vacanze, come avevo preannunciato la volta scorsa, non ce ne sono state, e nemmeno quei quindici miseri giorni di stacco dalle mie faccende quotidiane mi sono granché serviti per ricaricare le batterie.
Il problema vero del rimanere a Milano ad agosto è che dall'ufficio la gente ritiene che, tutto sommato, non sia così poi grave disturbare di tanto in tanto con una telefonata. Va bene, dico io, se la telefonata è una, ma quando il telefono squilla ogni due ore fino alle otto di sera, allora significa che quella che ritenevo essere la sacralità delle ferie è qualcosa che non conta più nulla.
"Tanto sei a casa, cosa ti costerà mai accendere un attimo il computer e verificare che il comunicato stampa che ci ha passato l'agenzia non contenga inesattezze o refusi". Una volta va bene, due va bene... il trentaduesimo si è beccato la sbroccata per tutti. E alla fine, guarda un po', quasi mi dispiace per lui. Anche perché poi lo so bene come fa l'agenzia a produrre i comunicati stampa: prende gli originali in inglese, li sbatte in Google Translate e quello che salta fuori lo manda per validazione. Loro vengono pagati e io riscrivo tutto daccapo, gratis, nei miei giorni di ferie.
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