Siamo all’incirca a metà degli anni Ottanta quando la signora Rosa Elena Carvajal prende come affittuario nella sua casa nella colonia Nuova Anzures un giovane sulla ventina, di bell’aspetto, che si sistema in una camera al piano superiore e più tardi si trasferirà nel minuscolo sottotetto per "essere più vicino al cielo".
L’uomo si fa chiamare Jorge Riosse e, occasionalmente, Jorge Riossen, Jorge Cariño o Jorge Rossemberg, ma il suo vero cognome (come scoprirà poi leggendolo sul certificato di morte) è Rios Sanchez.
Il giovane non parla mai del suo passato e sembra tormentato nel profondo: fa discorsi sconclusionati, scompare e riappare spesso nel cuore della notte e saltuariamente lo avvistano sul Paseo de la Reforma mentre, truccato e vestito da donna, sembra intento ad adescare giovani uomini, non sembra avere un lavoro ma ha l’armadio pieno di vestiti griffati, eppure nessuna di queste stranezze allarma Doña Rosita che, anzi, rimane affascinata dalla sua carismatica personalità, così come tutti coloro che nel corso della sua lunga permanenza presso la donna hanno l’occasione di conoscerlo. Del resto, Jorge ha grande immaginazione e grande talento: canta, suona la chitarra, scrive e dipinge meravigliosamente ed è poliglotta. Se non proprio amici, Jorge e Rosa diventano abbastanza intimi, quasi come dei parenti. Pochi anni dopo, nei primi anni ’90, un assassino seriale comincia a mietere vittime nel Distretto Federale: tra il settembre del 1991 e l’aprile del 1993 un totale di 13 donne, tutte prostitute e comprese tra i 25 e i 38 anni, vengono assalite selvaggiamente e uccise in camere d’albergo situate in pieno centro città. I corpi vengono trovati sotto il letto, in genere coperti da un lenzuolo, e l’assassino usa il rossetto delle vittime per lasciare enigmatici messaggi sugli specchi.
L’uomo si fa chiamare Jorge Riosse e, occasionalmente, Jorge Riossen, Jorge Cariño o Jorge Rossemberg, ma il suo vero cognome (come scoprirà poi leggendolo sul certificato di morte) è Rios Sanchez.
Il giovane non parla mai del suo passato e sembra tormentato nel profondo: fa discorsi sconclusionati, scompare e riappare spesso nel cuore della notte e saltuariamente lo avvistano sul Paseo de la Reforma mentre, truccato e vestito da donna, sembra intento ad adescare giovani uomini, non sembra avere un lavoro ma ha l’armadio pieno di vestiti griffati, eppure nessuna di queste stranezze allarma Doña Rosita che, anzi, rimane affascinata dalla sua carismatica personalità, così come tutti coloro che nel corso della sua lunga permanenza presso la donna hanno l’occasione di conoscerlo. Del resto, Jorge ha grande immaginazione e grande talento: canta, suona la chitarra, scrive e dipinge meravigliosamente ed è poliglotta. Se non proprio amici, Jorge e Rosa diventano abbastanza intimi, quasi come dei parenti. Pochi anni dopo, nei primi anni ’90, un assassino seriale comincia a mietere vittime nel Distretto Federale: tra il settembre del 1991 e l’aprile del 1993 un totale di 13 donne, tutte prostitute e comprese tra i 25 e i 38 anni, vengono assalite selvaggiamente e uccise in camere d’albergo situate in pieno centro città. I corpi vengono trovati sotto il letto, in genere coperti da un lenzuolo, e l’assassino usa il rossetto delle vittime per lasciare enigmatici messaggi sugli specchi.