Visualizzazione post con etichetta Han Kang. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Han Kang. Mostra tutti i post

lunedì 13 maggio 2024

La Grande Abbuffata: sugli aspetti psicologici e relazionali (Pt.2)

Come “301, 302”, anche “La vegetariana” (Lim Woo-Seong, 2009), tratto dall'omonimo libro di Han Kang, narra di una donna che rifiuta il cibo e (sarà un caso) anche questo film arriva dalla Corea. Ne avevo già parlato in passato, anticipando per forza di cose anche gran parte della trama, ma soltanto la lettura del romanzo avvenuta a posteriori mi ha permesso una visuale completa della storia così come la sua autrice l’aveva concepita in origine. 
La vita di Yeong-Hye, stravolta da un sogno, è l’odissea di una persona il cui rifiuto del cibo simboleggia quello delle costrizioni sociali, della famiglia e infine di se stessa in quanto essere umano, fatto di carne e sangue, così lontana dalla purezza placida e indifferente del mondo vegetale: Yeong-Hye finirà per essere rifiutata a sua volta, riuscendo a mantenere un flebile legame umano solo col cognato, un legame che però è al limite dell’abuso. Anche in questo caso non può esserci un lieto fine, non come noi ce l’immaginiamo (“e vissero felici e contenti...”). 

venerdì 24 marzo 2017

La vegetariana

«Ho fatto un sogno» dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie dapprima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti. È il primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l’ideale di un’estatica dissoluzione nell’indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell’ordinario quando si inceppa il principio di realtà – proprio come avviene nei sogni più pericolosi. 

Quella che avete appena letto è la sinossi di “Chaesikjuuija”, romanzo del 2007 dell’autrice coreana Han Kang pubblicato da Adelphi nel 2016 con il titolo “La vegetariana”. Non è un argomento nuovo per il blog, quello di “Chaesikjuuija”, visto e considerato che già in tempi non sospetti, quando Obsidian Mirror aveva da poco aperto i battenti, pubblicai una (acerba) recensione dell’adattamento cinematografico che ne fece il regista coreano Lim Woo Seong due anni dopo la prima edizione coreana del romanzo. Quando vidi quel film, senza nemmeno sapere che vi fosse un romanzo alle spalle, pensai che accostare il vegetarianismo alla schizofrenia fosse un passo falso, un clamoroso scivolone del regista, ma ora mi rendo conto che è proprio quel presupposto a fornire alla storia una profondità del tutto particolare.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...