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venerdì 4 giugno 2021

A Queen in Yellow: intervista con Ann K. Schwader

Ann K. Schwader (Tucson, Arizona)
La poesia di Ann K. Schwader fonde precisione metrica e immaginazione orrorifica in un modo che non si vedeva dai tempi d'oro di Lovecraft e Clark Ashton Smith. Suggerisce molto di più di quanto afferma, e le sue implicazioni di una terrificante minaccia sono sottolineate da un pessimismo cosmico che eleva il suo lavoro molto al di sopra del semplice brivido. — ST Joshi 

Nel corso di questi lunghi anni, ormai otto per la precisione, su questo blog abbiamo sviscerato la mitologia del Re in Giallo in tutte le sue possibili sfaccettature. Abbiamo affrontato i testi dei più svariati autori, viventi e vissuti, ciascuno dei quali ha contribuito con un piccolo tassello a questo enorme puzzle che si sta lentamente rivelando sotto ai nostri occhi. Spesso, bisogna ammetterlo, ci siamo trovati ad affrontare una certa dose di frustrazione, per via del fatto che alcuni scenari ne contraddicono altri, ma d'altra parte come non considerare tutto questo nostro lungo lavoro se non un gioco per mezzo del quale ci divertiamo a fare gli investigatori in un romanzo giallo nel quale non c'è alcun delitto.

giovedì 24 settembre 2015

Anime dilaniate (Pt.2)

“Quando il governo francese ne aveva sequestrato le copie appena giunte a Parigi, Londra ovviamente aveva cominciato a bramarne la lettura: com’è noto, il libro si diffuse come una malattia infettiva, di città in città, di continente in continente, proibito qui, sequestrato là, condannato dalla stampa e dal pulpito, censurato persino dai più moderni fra i letterati anarchici." (Robert W. Chambers, The Repairer or reputations, 1895).
"Oltre un secolo fa il governo francese aveva presumibilmente bruciato la prima edizione tradotta de Le Roi en Jaune che aveva attraversato i suoi confini. Dopo aver letto il secondo atto [la dottoressa Barbara Post, ndr] ne aveva compreso il significato, sebbene fino a quel giorno non fosse sicura del vero motivo per il quale avesse gettato la propria copia nelle acque della Senna." (Ann K. Schwader, Tattered Souls, 2003).
La maggior parte delle copie del famigerato "Re in Giallo", perlomeno l'edizione in francese, vennero quindi distrutte secondo quando inizialmente riferitoci da Chambers e confermatoci un secolo più tardi dalla Schwader. Eppure si direbbe che, nonostante tutto, alcune copie siano riuscite a scampare all'oblio. Una di queste salta fuori, sorprendentemente (ma non troppo), dalla borsetta di Sylvia C. proprio nel corso della prima seduta presso lo studio-abitazione della dottoressa Barbara Post. Tale rivelazione è uno dei momenti cardine del racconto, quello in cui ci si rende conto, ancora una volta, dei vasti scenari che ci si aprono davanti e dei molteplici grovigli che rendono la mitologia "in giallo" quasi impossibile da sbrogliare.

domenica 20 settembre 2015

Anime dilaniate (Pt.1)

Sylvia C. stava ancora parlando, descriveva i luoghi dove viveva i suoi incubi, lo faceva dolcemente e ineluttabilmente. Barbara fece un respiro profondo e la interruppe. “Va bene. Molto, molto, bene. Adesso, voglio che ti concentri su te stessa in quei luoghi. Chi sei? Hai un nome?" Sylvia esitò. “Cass… Cassilda.” 
Qualcosa nelle profondità inesplorate della sua anima si era rigirata come un coltello nella carne. Cassilda. Una confusa rete di relazioni, di vaghe parentele, di intere dinastie, iniziarono a prendere forma dentro di lei. Avrebbe voluto ricacciare indietro quei pensieri ma le esigenze della sua professione prevedevamo il contrario.“Raccontami della tua famiglia, Cassilda. Dimmi di…” Barbara esitò, abbassando lo sguardo. “Dimmi degli Aldones. È un nome che conosci? È una famiglia?". L’espressione di Sylvia si indurì. “Sì”.“Qual è la sua relazione con te?".“Cugino e usurpatore. Traditore. Poiché era un uomo, aveva invocato per sé il diritto alla successione ma non è sopravvissuto abbastanza per profanare il trono di nostro padre.”. Un sorriso inquietante saettò attraverso il volto della ragazza. “Come premio per la sua ambizione, gli ho inviato il segno giallo”.
Già altre volte, in questa serie di articoli, ci siamo posti la questione di quale sia la reale natura del segno giallo. In un paio di post eravamo arrivati a distinguere due facce dell’elemento: da una parte esso si direbbe essere il simbolo che identifica la dinastia reale a cui la nostra mitologia fa riferimento, dall’altra sarebbe una porta in grado di mettere in comunicazione questo mondo con un mondo alternativo di terrore e di follia. C’è un terzo aspetto che però forse non abbiamo ancora approfondito: il segno giallo sembrerebbe anche essere un messaggero di morte.
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