There was someone there. On a matte-black aluminum bike. When he looked back, his dank black hair was plastered to his white face. And his eyes—they were all pupil. Like smoke, like a whisper, he faded once he made the dry concrete. For maybe ten seconds, I considered what had just happened. And then I saw it for what it was: An invitation. A challenge. A dare. (The Night Cyclist)
Torniamo a parlare, dopo soli pochi mesi, di Stephen Graham Jones, autore di narrativa horror con all’attivo numerosi romanzi e raccolte di racconti. Nativo americano, Graham Jones ha un curriculum di tutto rispetto, che non ripeteremo in quanto lo abbiamo già illustrato nel dettaglio la volta scorsa. Da allora va giusto segnalata l’uscita di un nuovo suo romanzo dal titolo “My Heart Is a Chainsaw”, esplicito omaggio ai film slasher che riesce anche a sfidare e trascendere il genere, una critica pungente del colonialismo americano, dello sfollamento indigeno e della gentrificazione, termine questo che sta a indicare il progressivo cambiamento socioculturale di un'area urbana da proletaria a borghese a seguito dell'acquisto di immobili, e della loro conseguente rivalutazione sul mercato, da parte di soggetti abbienti.

