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giovedì 14 aprile 2022

The Night Cyclist

There was someone there. On a matte-black aluminum bike. When he looked back, his dank black hair was plastered to his white face. And his eyes—they were all pupil. Like smoke, like a whisper, he faded once he made the dry concrete. For maybe ten seconds, I considered what had just happened. And then I saw it for what it was: An invitation. A challenge. A dare. (The Night Cyclist)

Torniamo a parlare, dopo soli pochi mesi, di Stephen Graham Jones, autore di narrativa horror con all’attivo numerosi romanzi e raccolte di racconti. Nativo americano, Graham Jones ha un curriculum di tutto rispetto, che non ripeteremo in quanto lo abbiamo già illustrato nel dettaglio la volta scorsa. Da allora va giusto segnalata l’uscita di un nuovo suo romanzo dal titolo “My Heart Is a Chainsaw”, esplicito omaggio ai film slasher che riesce anche a sfidare e trascendere il genere, una critica pungente del colonialismo americano, dello sfollamento indigeno e della gentrificazione, termine questo che sta a indicare il progressivo cambiamento socioculturale di un'area urbana da proletaria a borghese a seguito dell'acquisto di immobili, e della loro conseguente rivalutazione sul mercato, da parte di soggetti abbienti.

venerdì 16 luglio 2021

The Elvis Room

Se c'è un luogo dove la paura sta di casa, quello è quasi certamente un hotel. Ne sono la prova i numerosi film e romanzi ambientati nelle stanze di grandi alberghi pluristellati, nei lunghi e stranianti corridoi tutti uguali, nelle ampie hall che fungono da disimpegno tra il mondo reale e un mondo "asettico", pieno di comodità e servizi assolutamente inutili e buono solo per trascorrevi poche ore la notte, spesso quando si è talmente stanchi da non aver la forza di leggere nemmeno due pagine di un libro prima di spegnere la luce. 
A causa del mio lavoro giro abbastanza spesso per quel tipo di alberghi. O almeno lo facevo prima che viaggiare diventasse, come lo è ultimamente, un problema. Non che mi stia lamentando, anzi: non ho mai amato più di tanto trascinare queste mie quattro vecchie ossa in giro per il mondo, specialmente da solo. Non mi piacciono le lunghe attese negli aeroporti, non mi piace essere costretto a correre per non perdere una coincidenza, e non mi piace dormire negli alberghi. Ammetto di non essermi mai trovato veramente a mio agio in quei luoghi, tutti così noiosamente identici a prescindere dal paese in cui ci si trova. Luoghi che paiono anticamere dell'Inferno, in cui regna indisturbata la solitudine.
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