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lunedì 23 maggio 2022

Le tue mani sul mio corpo

Sembra proprio che questa maledetta primavera del 2022 stia concentrando la propria attenzione sugli iconici protagonisti del capolavoro avatiano “La casa dalle finestre che ridono”. E non è una buona notizia. Dopo essersi portata via Gianni Cavina giusto un paio di mesi fa, la Grande Consolatrice ha preso sotto la sua ala protettrice anche Lino Capolicchio, che di quel meraviglioso film era il volto nettamente più riconoscibile. Non vi tedierò parlandovene, visto che lo ha fatto di recente, e in maniera anche piuttosto approfondita, un mio storico vicino di blog, ma dopo l’ennesimo lutto tra il cast è forse il caso di fermarsi un attimo e ricordare l’attore altoatesino in altro modo, magari risalendo ad una sua versione delle origini. Il dubbio su cui mi sono arrovellato a lungo riguardava il film sul quale puntare, ma a conti fatti Capolicchio in gioventù ha interpretato più o meno sempre la stessa parte (quella del personaggio morboso e nichilista) in film più o meno tutti uguali, per cui affidarmi al caso mi è parsa la soluzione più naturale. 

martedì 5 novembre 2013

Quel Demonio di Brunello Rondi

Un tempo amavo molto i film demoniaco/esorcistici. Purtroppo però - sarà perché il genere già di per sé consente poche variazioni sul tema, sarà perché ho visto troppe pellicole diaboliche sì, ma solo nella banalità delle storie raccontate in maniera trita e ritrita - ad un certo punto mi sono venuti terribilmente a noia, ed è curioso che ora a farmi recuperare un minimo di entusiasmo per questo genere non sia uno dei più recenti blockbuster a tema, ma un film che ha la bellezza di cinquant’anni…
Ho avuto finalmente l’occasione di vedere “Il Demonio”, il film del 1963 di Brunello Rondi, tra i primi in Italia in questo particolare filone dell’horror e che precede “L’Esorcista” di William Friedkin di ben dieci anni. 
Se quest'ultimo è il film più famoso in assoluto, non si può dire che abbia inventato nulla, nemmeno sul piano della messa in scena (tra l’altro "L'Esorcista" si basa sull’omonimo romanzo di William Peter Blatty del 1971, molto bello, mi dicono, ispirato ad una supposta possessione demonica verificatasi nel Maryland nel 1949). 
Nel parlare de “Il Demonio”, vedremo che alcune soluzioni visive riprese da altri film lì erano già presenti e, pur senza l’ausilio di effetti speciali, rese in maniera molto efficace. Pur senza eccessi visivi, e basandosi quasi interamente sull’intensa interpretazione di Daliah Lavi (la protagonista di “La frusta e il corpo”), questo film riesce comunque a risultare disturbante e, a tratti, a far letteralmente accaponare la pelle.
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