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mercoledì 4 marzo 2015

Il caso Dolores Barrios (Pt.2)

7 Agosto 1954, Monte Palomar, California. Nel corso di un congresso ufologico qualcuno aveva notato la presenza di una ragazza dai tratti somatici vagamente esotici che, confusa tra la folla, assomigliava in maniera impressionante alla descrizione degli abitanti di Venere fatta poco prima da George Adamski, noto ufologo e contattista. La cosa che più impressionava i presenti era l’intenso nero dei suoi occhi. Accanto a lei due uomini, vagamente disinteressati a quanto stava succedendo. 
Qualcuno si avvicinò alla giovane e, senza farsi troppi problemi, le fece una domanda diretta: “Siete venusiani?” La ragazza, per nulla turbata da quella singolare domanda, sorridendo rispose di no. “Perché siete qui?” insistette nervosamente il suo interlocutore. “Perché siamo interessati all’argomento”, rispose lei candidamente. “Credete nei dischi volanti?” continuò a pressarla l’uomo, sempre più nervoso. La giovane mantenendo una calma serafica rispose semplicemente di sì. “È vero che, come dice Adamski, loro [gli spaziali, ndr] arrivano da Venere?”. La risposta fu tanto decisa e risoluta quanto inquietante: “Sì, vengono da Venere”.

sabato 28 febbraio 2015

Il caso Dolores Barrios (Pt.1)

È praticamente impossibile iniziare questo articolo, incentrato sul misterioso caso di Dolores Barrios, senza partire dalla controversa figura di George Adamski. Di conseguenza cominciamo proprio da lì. George Adamski (1891-1965) è il nome di colui che la storia ricorderà come il più celebre ufologo contattista, nonché uno dei più grandi e incorreggibili ciarlatani dell’ultimo secolo. Ho forse detto qualcosa di sbagliato? Non credo. Tanto e troppo si è detto circa la possibilità dell’esistenza di una vita extraterrestre. Fiumi di inchiostro sono stati versati nella vana speranza di trovare da qualche parte conferme o smentite. Migliaia di individui, singolarmente o riuniti in associazioni, hanno scrutato il cielo per anni alla ricerca di un indizio, se non addirittura di una prova. Tutto inutilmente. E quindi? Quindi non sarà (ovviamente) questo piccolo blog a fornire delle risposte. Al termine di questo articolo il mondo sarà ancora diviso tra possibilisti e negazionisti. Da qualunque parte voi stiate, però, sappiate che quanto state per leggere non vuole porsi dalla parte dei negazionisti, bensì vuole portare l’attenzione sulle conseguenze a cui certe affermazioni possono portare. George Adamski è colui a cui, volenti a nolenti, dobbiamo tutti quei luoghi comuni che circolano a proposito del fenomeno dei cosiddetti “dischi volanti”. La loro stessa forma “a disco”, tra l’altro, deriva dalle fotografie che il bizzarro studioso consegnò ripetutamente ai media sin dagli anni Quaranta del secolo scorso. Allo stesso modo deriva dalle testimonianze di Adamski il nostro immaginario circa le famose “navi madri” dalla curiosa forma di sigaro.
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